I laghi di Cancano sono due bacini idrici artificiali contigui, di proprietà della A2A S.p.A., siti nella Valle di Fraele nel Comune di Valdidentro, non lontano da Bormio, rinomata località turistica dell’Alta Valtellina.
Com’era Cancano prima della diga?
Questi due invasi sono alimentati, nel complesso, dalle acque del fiume Adda, che nasce non lontano dai due bacini sul Monte Ferro nonché dalle portate del canale dello Spöl, del canale Gavia – Forni – Braulio e del nuovo canale Viola Bormina.
Laghi di Cancano
La portata complessiva dei due invasi è di 187 milioni di metri cubi di acqua e alimentano la centrale idroelettrica di Premadio, sita anch’essa nel Comune di Valdidentro.
I resti di Digapoli nel lago di Cancano
I due bacini, nonostante la loro vicinanza hanno nomi diversi: Lago di San Giacomo e Lago di Cancano II.
Perle paesaggistiche di rara bellezza, i Laghi di Cancano rappresentano un piccolo paradiso ad alta quota nel cuore del Parco Nazionale dello Stelvio, che con i suoi 130.700 ettari è uno dei parchi più grandi d’Europa, un santuario naturale che ospita una ricca varietà di flora e fauna alpina. Qui la natura è incontaminata e regna sovrana, offrendo agli escursionisti, agli amanti della natura e agli appassionati di attività all’aria aperta un ambiente unico in cui immergersi, un richiamo per coloro che desiderano avvicinarsi alla natura selvaggia delle Alpi italiane, lasciandosi incantare dalla bellezza senza tempo di uno scenario incorniciato tra verdi pascoli e imponenti cime rocciose.
Ma le dighe di Cancano rappresentano anche un’opera ingegneristica straordinaria. Costruite negli anni ’20 e ’30 del secolo scorso, sfruttano l’abbondanza d’acqua dei laghi alpini circostanti per la produzione di energia idroelettrica. La loro costruzione richiese grande maestria tecnica e impegno, coinvolgendo un’intera comunità nella realizzazione di queste imponenti strutture, che oggi, oltre a fornire energia, contribuiscono a creare un contesto unico tra le vette dello Stelvio.














