Notizie in Lombardia – Tragedia nella notte tra lunedì 15 e martedì 16 giugno lungo la Statale Regina, tra Brienno e Argegno, in provincia di Como. A seguito di un grave incidente stradale, una Fiat Panda è precipitata nelle acque del lago di Como. Nell’impatto ha perso la vita un uomo di 37 anni, mentre la donna che viaggiava con lui è riuscita a salvarsi.
L’allarme è scattato poco dopo la mezzanotte. Sul posto sono intervenuti numerosi mezzi di soccorso, tra cui i Vigili del fuoco, il personale sanitario e l’elisoccorso. La donna, 35 anni, è stata recuperata viva e affidata alle cure dei sanitari. Le sue condizioni non sarebbero gravi.
Più complesse le operazioni per il recupero dell’uomo, inizialmente disperso. I sommozzatori del nucleo regionale dei Vigili del fuoco hanno individuato e riportato in superficie il corpo senza vita del 37enne, residente nel Comasco. Alle operazioni hanno partecipato anche la squadra Speleo Alpino Fluviale di Como e un’autogru proveniente da Varese, utilizzata per recuperare il veicolo finito nel lago.
Secondo una prima ricostruzione, nell’incidente sarebbero rimaste coinvolte quattro automobili. Una delle vetture avrebbe urtato violentemente la Fiat Panda, che avrebbe sfondato il muretto di protezione lungo la carreggiata, precipitando nelle acque del lago.
Il conducente dell’auto ritenuta responsabile dell’impatto si sarebbe inizialmente allontanato a piedi dal luogo dell’incidente. I carabinieri sono però riusciti a rintracciarlo e identificarlo poco dopo. Si tratta di un 29enne residente nel Varesotto, ora accusato di omicidio stradale aggravato dalla guida in stato di ebbrezza.
Nel sinistro sono rimaste ferite anche altre due persone, di 29 e 30 anni, che viaggiavano a bordo di una terza vettura coinvolta. Illeso, invece, il conducente del quarto veicolo.
Sono in corso ulteriori accertamenti da parte delle forze dell’ordine per chiarire con precisione la dinamica dell’incidente e accertare eventuali responsabilità .
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L’inverno 2025/2026 è il terzo più caldo degli ultimi 35 anni
Per la Lombardia quello che sta per concludersi si posiziona al terzo posto tra i più caldi degli ultimi 35 anni dopo quelli del 2023/2024 (primo posto) e 2019/2020 (secondo posto). Secondo i dati di Arpa Lombardia, la stagione invernale appena conclusa – che comprende i mesi di dicembre 2025, gennaio e febbraio 2026 – è risultata per la Lombardia la terza più calda degli ultimi 35 anni. Complessivamente nella norma la quantità di precipitazioni registrate. L’analisi tiene in considerazione i dati di 13 stazioni idro nivo meteorologiche gestite dal Centro Regionale Idrometeo e Clima di Arpa Lombardia distribuite su tutto il territorio lombardo.
L’inverno 2025/2026 è il terzo più caldo dal 1991
Nel dettaglio delle rilevazioni effettuate dalla rete di monitoraggio di Arpa Lombardia, l’inverno ha registrato una differenza di temperatura media di +2,1 °C rispetto al periodo 1991-2020, terzo valore più elevato alle spalle degli inverni del 2019/2020 (+2,4 °C) e del 2023/2024 (+2,9 °C), quest’ultimo il più caldo dell’ultimo trentennio. I mesi più caldi dell’inverno 2025/2026 sono stati dicembre (+2,9 °C) e febbraio (+3,1 °C), mentre gennaio è risultato complessivamente nella norma (+0,2 °C).
Notizie in Lombardia
Le giornate più fredde sono state registrate tra il 7 e l’8 gennaio, con le minime più basse raggiunte a Clusone in provincia di Bergamo (-10,5 °C) l’8 gennaio e a Sondrio (-8,7 °C) il 7 gennaio. Le giornate più calde sono state invece registrate nell’ultima settimana di febbraio, con picchi di temperatura massima di +21,3 °C a Castello d’Agogna (PV) e +22,5 °C a Sondrio, entrambi nella giornata del 24 febbraio. Anche Milano ha visto la giornata più fredda l’8 gennaio, quando la stazione di Milano Brera ha registrato -2,4 °C, mentre quella più calda è stata il 20 febbraio con +18 °C.
Febbraio con frequenti precipitazioni, secco il mese di dicembreÂ
I pluviometri di Arpa Lombardia hanno rilevato una quantità complessiva di precipitazioni in linea con la media climatica (-2%). Guardando ai singoli mesi emergono però differenze importanti, confermando un inverno a due velocità : dicembre (-31%) e gennaio (-17%) relativamente secchi, mentre febbraio è risultato relativamente umido (+45%).
Nevicate: pochi episodi a inizio inverno, della neve a febbraioÂ
Per quanto riguarda la neve, a dicembre gli episodi più significativi si sono registrati il 16, con limite compreso tra 1.200 e 1.600 metri, e tra il 24 e il 25 dicembre, quando gli accumuli hanno interessato Alpi e Prealpi fino a 600–1.200 metri. A gennaio le nevicate più rilevanti sono arrivate tra il 24 e il 25, con fiocchi inizialmente fino a 300 metri e successiva risalita del limite a 900 metri, mentre un nuovo episodio si è verificato il 28 con limite attorno ai 700 metri. In febbraio le nevicate più diffuse sono state quelle del 13 e 14, con limite sui 1.000 metri, mentre il giorno 19 le temperature più basse hanno permesso alla neve di scendere fino ai 200–400 metri del fondovalle valtellinese.







