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Al via il soccorso sanitario avanzato in ambiente impervio in Lombardia

sui monti di valfurva

Notizie in Lombardia – La Lombardia attiva un servizio strutturato di Soccorso Sanitario Avanzato in Ambiente Impervio (Saai), un modello che consentirà di garantire cure avanzate anche nei contesti montani e ipogei quando le condizioni meteorologiche o ambientali impediscono l’impiego degli elicotteri di elisoccorso o rendono indisponibili altri mezzi di soccorso.

Le 4 Sale Operative del 118 (Soreu) e la Centrale Regionale di Elisoccorso di Areu (Creli) possono, dunque, attivare squadre composte da medici e infermieri del Cnsas lombardo, professionisti adeguatamente formati sia sotto il profilo sanitario sia tecnico-alpinistico, in grado di operare in sicurezza negli ambienti impervi montani e ipogei.

Il nuovo servizio rappresenta l’evoluzione di una collaborazione ormai consolidata tra il Sistema sanitario regionale e il CnsaS lombardo, che ogni anno consente di effettuare migliaia di interventi di soccorso tecnico-sanitario. Nel solo 2025 i soccorritori del  Soccorso alpino lombardo sono intervenuti in oltre 1.800 eventi, prestando assistenza a quasi 2.000 persone. Sin dalla sua istituzione, Areu gestisce la convenzione coordinando le attività operative, la formazione e lo sviluppo del sistema di soccorso sanitario in ambiente impervio. Tra i volontari del Soccorso alpino figurano anche numerosi professionisti sanitari: 24 infermieri, già abilitati all’utilizzo degli algoritmi clinico-assistenziali dei Mezzi di Soccorso Avanzato di Areu, e 34 medici, dei quali 14 operano anche nel sistema regionale dell’emergenza-urgenza. Il progetto valorizza proprio questa doppia competenza, consentendo ai professionisti di applicare anche in ambiente impervio gli stessi protocolli clinico-assistenziali utilizzati quotidianamente nel sistema di emergenza sanitaria lombardo.

Notizie in Lombardia – Per garantire interventi omogenei e sicuri sono stati sviluppati 12 algoritmi clinico-assistenziali, dedicati alle principali emergenze sanitarie, tra cui trauma maggiore, dolore toracico, crisi convulsive, reazioni anafilattiche e gestione del dolore. Contestualmente sono state attivate 12 postazioni strategiche distribuite sul territorio regionale, nelle aree caratterizzate dal maggior numero di missioni di soccorso. Ogni postazione è dotata di farmaci, presidi sanitari avanzati, monitor multiparametrico, dispositivo per la trasmissione dell’elettrocardiogramma e zaino sanitario dedicato. In Valtellina sono già operative le postazioni di Livigno, Bormio e Caiolo, attive 24 ore su 24.

Nei prossimi mesi, sulla base dei risultati conseguiti, sarà inoltre valutato un ampliamento della rete delle postazioni di soccorso sanitario avanzato in ambiente impervio, con l’obiettivo di rendere il servizio sempre più capillare ed efficiente.

L’inverno 2025/2026 è il terzo più caldo degli ultimi 35 anni

Notizie in Lombardia – Per la Lombardia quello che sta per concludersi si posiziona al terzo posto tra i più caldi degli ultimi 35 anni dopo quelli del 2023/2024 (primo posto) e 2019/2020 (secondo posto). Secondo i dati di Arpa Lombardia, la stagione invernale appena conclusa – che comprende i mesi di dicembre 2025, gennaio e febbraio 2026 – è risultata per la Lombardia la terza più calda degli ultimi 35 anni. Complessivamente nella norma la quantità di precipitazioni registrate. L’analisi tiene in considerazione i dati di 13 stazioni idro nivo meteorologiche gestite dal Centro Regionale Idrometeo e Clima di Arpa Lombardia distribuite su tutto il territorio lombardo.

L’inverno 2025/2026 è il terzo più caldo dal 1991

Nel dettaglio delle rilevazioni effettuate dalla rete di monitoraggio di Arpa Lombardia, l’inverno ha registrato una differenza di temperatura media di +2,1 °C rispetto al periodo 1991-2020, terzo valore più elevato alle spalle degli inverni del 2019/2020 (+2,4 °C) e del 2023/2024 (+2,9 °C), quest’ultimo il più caldo dell’ultimo trentennio. I mesi più caldi dell’inverno 2025/2026 sono stati dicembre (+2,9 °C) e febbraio (+3,1 °C), mentre gennaio è risultato complessivamente nella norma (+0,2 °C).

Notizie in Lombardia

Le giornate più fredde sono state registrate tra il 7 e l’8 gennaio, con le minime più basse raggiunte a Clusone in provincia di Bergamo (-10,5 °C) l’8 gennaio e a Sondrio (-8,7 °C) il 7 gennaio. Le giornate più calde sono state invece registrate nell’ultima settimana di febbraio, con picchi di temperatura massima di +21,3 °C a Castello d’Agogna (PV) e +22,5 °C a Sondrio, entrambi nella giornata del 24 febbraio. Anche Milano ha visto la giornata più fredda l’8 gennaio, quando la stazione di Milano Brera ha registrato -2,4 °C, mentre quella più calda è stata il 20 febbraio con +18 °C.

Febbraio con frequenti precipitazioni, secco il mese di dicembre 

I pluviometri di Arpa Lombardia hanno rilevato una quantità complessiva di precipitazioni in linea con la media climatica (-2%). Guardando ai singoli mesi emergono però differenze importanti, confermando un inverno a due velocità: dicembre (-31%) e gennaio (-17%) relativamente secchi, mentre febbraio è risultato relativamente umido (+45%).

Nevicate: pochi episodi a inizio inverno,  della neve a febbraio 

Per quanto riguarda la neve, a dicembre gli episodi più significativi si sono registrati il 16, con limite compreso tra 1.200 e 1.600 metri, e tra il 24 e il 25 dicembre, quando gli accumuli hanno interessato Alpi e Prealpi fino a 600–1.200 metri. A gennaio le nevicate più rilevanti sono arrivate tra il 24 e il 25, con fiocchi inizialmente fino a 300 metri e successiva risalita del limite a 900 metri, mentre un nuovo episodio si è verificato il 28 con limite attorno ai 700 metri. In febbraio le nevicate più diffuse sono state quelle del 13 e 14, con limite sui 1.000 metri, mentre il giorno 19 le temperature più basse hanno permesso alla neve di scendere fino ai 200–400 metri del fondovalle valtellinese.

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