Cervi della Valtellina – Tra aprile e maggio i cervi perdono il palco.
Cambiano le corna: praticamente il corno si stacca dal cranio per dare spazio ad una coppia nuova nei tre mesi successivi.
Il pascolo previene gli incendi
Durante la ricrescita le corna sono ricoperte da una peluria che viene chiamata vello, questo velluto serve per proteggere i migliaia di capillari sanguigni che ci sono all’interno del corno e che servono per farlo sviluppare, e per proteggere il corno stesso che in questo periodo è morbido.
Animali al pascolo, non avvicinarsi al gregge
Cervi della Valtellina
A sviluppo completato il corno si indurisce e l’animale toglie il velluto sfregandosi contro i rami o i tronchi delle piante, questo processo si ripete di anno in anno.
Grano saraceno: non solo pizzoccheri. Chi può lo semini, gli altri lo mangino
La fauna della Valtellina è ricca e tipicamente alpina, protetta da parchi come lo Stelvio e le Orobie Valtellinesi. Include grandi ungulati come cervi, caprioli, camosci e stambecchi, oltre a marmotte, lepri bianche e predatori come la volpe e l’ermellino. Il gallo cedrone è simbolo del parco orobico, mentre l’aquila reale e il gipeto dominano i cieli.
Mammiferi: Oltre agli ungulati citati, sono presenti piccoli carnivori come la faina, la donnola e la rara puzzola. La marmotta è molto diffusa in alta quota.
Avifauna: Ricca di specie come la civetta nana, la civetta capogrosso, il picchio nero, il gallo forcello e il francolino di monte. Importante la presenza del gipeto e dell’aquila reale.
Anfibi e Rettili: Sono presenti la salamandra alpina, la rana temporaria, il ramarro, la vipera marasso e il saettone.
Ambienti: Dalle foreste di conifere alle praterie alpine, la biodiversità è tutelata da aree protette come il Parco Nazionale dello Stelvio e il Parco delle Orobie Valtellinesi.
La fauna selvatica si osserva meglio durante la primavera, in particolare nel mese di marzo.













