Bivacco Meneghello – Due anni fa il bivacco Meneghello è crollato dal suo sito sulle rocce sopra il Colle degli Orsi.
Grazie all’intervento del Parco Nazionale dello Stelvio, tutte le lamiere e il materiale interno sono stati recuperati e trasportati in discarica.
Nel 2024 è stato invece recuperato un bivacco realizzato anni fa per lo studio dei rock glacier nella zona della Vallaccia (Livigno).
Anche in questo caso, grazie al Parco dello Stelvio, la struttura è stata sistemata e, nel 2025, elitrasportata al Colle degli Orsi, a quota 3.550 metri.
Il Bivacco Francesco Meneghello, una struttura d’alta quota situata nel cuore del Parco Nazionale dello Stelvio, sul Colle degli Orsi, tra la Punta Cadini (3.524 m) e il Monte San Matteo (3.678 m).
Il progetto, realizzato in collaborazione con il Parco e con le sezioni CAI (Club Alpino Italiano) di Vicenza e Valfurva, restituisce vita a un luogo simbolico per l’alpinismo e la ricerca scientifica.
Il bivacco, costruito in acciaio inox coibentato e con una capacità di nove posti letto, è accessibile a tutti ma nasce come punto di appoggio per alpinisti e ricercatori che operano in alta quota, in grado di fruire in modo consapevole di questi ambienti, caratterizzati da condizioni di difficile accessibilità .
Un rifugio sicuro e funzionale che si affaccia su uno dei luoghi più significativi per lo studio dei ghiacciai e per l’osservazione ambientale, all’interno del percorso alpinistico delle Tredici Cime.
A oltre 3.300 metri di quota, il nuovo Bivacco Meneghello sostituisce la precedente struttura, crollata nel 2023 a causa del cedimento dello sperone roccioso su cui poggiava da oltre settant’anni.
Intitolato a Francesco Meneghello, ufficiale alpino caduto durante la Seconda Guerra Mondiale, il bivacco originario fu costruito nel 1952 dal CAI di Vicenza.
Bivacco Meneghello
La struttura è stata ripristinata e poi trasportata ed installata sul Colle degli Orsi, dove ora rappresenta un presidio sicuro, stabile, resistente e adatto ad attività di ricerca, osservazione in quota e attività alpinistiche.
Il progetto ha inoltre previsto un importante intervento di bonifica del territorio, con la rimozione di materiali e strutture non più utilizzati provenienti da due siti distinti: da un lato la Vallaccia, dove si trovava il bivacco Pedranzini ormai in disuso, diventato il nuovo Bivacco Meneghello, e dall’altro l’area dove era crollato l’originario Bivacco Meneghello, da cui sono stati recuperati gli elementi residui della vecchia costruzione.
Un’azione che ha permesso di ripristinare e preservare l’ambiente circostante e il ghiacciaio, restituendo alla montagna un’area più sicura e valorizzata.
Dal nuovo bivacco si apre una vista privilegiata sul Ghiacciaio dei Forni, uno dei più estesi e studiati delle Alpi italiane.
Rivestito nei colori verde, bianco e arancio, che garantiscono alta visibilità anche in condizioni estreme, il nuovo Bivacco Meneghello è oggi un simbolo di equilibrio tra memoria, ricerca e futuro.










