Curiosità

Quanti climatizzatori si possono usare con 3 kW? Consumi, limiti e cosa sapere

Climatizzatori con 3 kW

Quanti climatizzatori si possono accendere con 3 kW?

Con un contatore da 3 kW, nella maggior parte delle situazioni domestiche due climatizzatori moderni possono essere gestibili contemporaneamente. Con tre climatizzatori, invece, la situazione cambia e bisogna controllare attentamente gli assorbimenti.

È questa la risposta più semplice a una domanda molto comune durante l’estate, soprattutto quando in casa sono presenti più split.

Attenzione, però: non è il numero dei climatizzatori a determinare da solo se 3 kW sono sufficienti.

Due apparecchi particolarmente potenti possono infatti consumare più di tre climatizzatori piccoli ed efficienti. Per capire quanti condizionatori possiamo realmente accendere bisogna conoscere la loro potenza elettrica assorbita e sommarla a quella degli altri elettrodomestici utilizzati nello stesso momento.

Per la maggior parte delle abitazioni italiane la potenza contrattualmente impegnata è proprio 3 kW.

Questo valore non deve però essere confuso con la capacità frigorifera del climatizzatore.

Ed è proprio qui che nasce uno degli errori più frequenti.

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Un climatizzatore da 3,5 kW non consuma necessariamente 3,5 kW

Quando sulla scheda tecnica di un climatizzatore troviamo scritto 2,5 kW, 3,5 kW o 5 kW, potremmo pensare che l’apparecchio assorba quella quantità di energia dalla rete elettrica.

Non è così.

Questi valori si riferiscono normalmente alla potenza frigorifera o termica che il climatizzatore è in grado di fornire.

Un climatizzatore da circa 12.000 BTU, per esempio, può avere una capacità frigorifera intorno ai 3,5 kW, ma la sua potenza elettrica assorbita può essere decisamente inferiore.

Per capire se il climatizzatore è compatibile con il nostro contatore dobbiamo quindi cercare nella scheda tecnica indicazioni come “potenza assorbita”, “input power”, “assorbimento nominale” o “assorbimento massimo”.

È questo il numero che interessa realmente quando vogliamo capire quanti climatizzatori possiamo utilizzare contemporaneamente.

La differenza è fondamentale.

Se abbiamo tre climatizzatori con una capacità frigorifera complessiva di 8 o 9 kW, non significa automaticamente che serviranno 8 o 9 kW di potenza elettrica.

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L’assorbimento dalla rete sarà molto più basso.

Con 3 kW due climatizzatori sono possibili?

Sì, in molti casi due climatizzatori possono funzionare contemporaneamente con un contatore da 3 kW.

Facciamo un esempio semplice.

Immaginiamo di avere due climatizzatori inverter che in una determinata condizione di funzionamento assorbono circa 800 W ciascuno.

Il loro assorbimento complessivo sarebbe:

800 W + 800 W = 1.600 W

Vale a dire 1,6 kW.

Rimarrebbe quindi una parte della potenza disponibile per alimentare frigorifero, televisore, computer, illuminazione e altri piccoli apparecchi.

Il problema può presentarsi quando accendiamo contemporaneamente un elettrodomestico con un assorbimento elevato.

Pensiamo, ad esempio, al forno elettrico, all’asciugacapelli, al ferro da stiro, al bollitore o al piano cottura a induzione.

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Se i climatizzatori stanno richiedendo 1,6 kW e contemporaneamente accendiamo un apparecchio da circa 2 kW, la richiesta complessiva può rapidamente superare la potenza disponibile.

Ecco perché avere due climatizzatori con un contratto da 3 kW non significa poter utilizzare senza limiti tutti gli altri elettrodomestici della casa.

Si possono accendere 3 climatizzatori con un contatore da 3 kW?

Qui la risposta diventa più interessante.

Tecnicamente può essere possibile utilizzare tre climatizzatori con 3 kW, soprattutto se sono inverter efficienti e non stanno lavorando tutti alla massima potenza.

Ma il margine disponibile diventa decisamente più ridotto.

Immaginiamo tre climatizzatori che, in una determinata situazione, assorbano rispettivamente:

700 W + 700 W + 800 W = 2.200 W

L’assorbimento totale sarebbe quindi di circa 2,2 kW.

In questa situazione i tre climatizzatori potrebbero funzionare, ma rimarrebbe molto meno margine per il resto della casa.

Basterebbe accendere contemporaneamente un apparecchio particolarmente energivoro per aumentare sensibilmente la richiesta di potenza.

C’è inoltre un altro aspetto da considerare: il consumo di un climatizzatore non è costante.

Quando viene acceso in una stanza molto calda, il sistema può richiedere una potenza maggiore per raggiungere rapidamente la temperatura impostata.

Successivamente il consumo può diminuire.

Per questo motivo non bisogna dimensionare l’impianto considerando soltanto il consumo medio.

È importante verificare anche l’assorbimento massimo dichiarato dal produttore.

Perché i climatizzatori inverter aiutano con un contatore da 3 kW

La diffusione della tecnologia inverter ha cambiato notevolmente il modo in cui i climatizzatori utilizzano l’energia elettrica.

Nei vecchi sistemi on/off il compressore tendeva a lavorare alla massima potenza per poi spegnersi una volta raggiunta la temperatura desiderata.

Quando la temperatura aumentava nuovamente, il compressore ripartiva.

Un climatizzatore inverter funziona invece in maniera più modulata.

Dopo aver portato l’ambiente vicino alla temperatura impostata, può ridurre progressivamente la potenza del compressore e utilizzare soltanto l’energia necessaria per mantenere il comfort.

Questo comportamento è particolarmente importante quando abbiamo due o tre climatizzatori accesi contemporaneamente.

Dopo la fase iniziale, infatti, non è detto che tutti gli apparecchi continuino a richiedere contemporaneamente la loro potenza nominale.

In una casa ben isolata e con una temperatura interna già stabilizzata, gli assorbimenti possono ridursi sensibilmente.

Non significa però che possiamo ignorare i valori massimi.

Se rientriamo a casa durante un pomeriggio molto caldo e accendiamo contemporaneamente tre climatizzatori impostandoli a una temperatura molto bassa, la richiesta iniziale può essere sensibilmente superiore rispetto a quella che avremo dopo un’ora di funzionamento.

Monosplit o multisplit: cosa cambia con 3 kW?

Un’altra distinzione importante riguarda la configurazione dell’impianto.

Tre unità interne non significano necessariamente avere tre climatizzatori completamente indipendenti.

Un impianto può essere composto, per esempio, da una sola unità esterna collegata a due o tre split interni.

In questo caso parliamo di un sistema dual split o trial split/multisplit.

L’unità esterna gestisce la potenza richiesta dai diversi ambienti e modula il funzionamento del compressore in funzione delle necessità.

Per sapere se un multisplit può funzionare tranquillamente con 3 kW, quindi, bisogna controllare soprattutto i dati elettrici dell’unità esterna.

Non basta sommare i BTU delle unità interne.

Un sistema con tre split potrebbe avere una capacità termica complessiva molto elevata, ma un assorbimento elettrico nominale decisamente inferiore.

La scheda tecnica rimane quindi il documento fondamentale per capire se l’impianto è compatibile con la potenza disponibile in casa.

9.000 e 12.000 BTU: quanto incidono sul contatore?

Molte abitazioni utilizzano climatizzatori da 9.000 o 12.000 BTU.

Un modello da 9.000 BTU viene frequentemente utilizzato per camere da letto o ambienti relativamente piccoli, mentre un 12.000 BTU può essere scelto per locali più grandi, anche se il corretto dimensionamento dipende da superficie, esposizione, isolamento, altezza dei locali e numerosi altri fattori.

Non bisogna però commettere l’errore di associare automaticamente un determinato numero di BTU a un consumo elettrico fisso.

Due climatizzatori da 12.000 BTU di marche e classi energetiche differenti possono avere consumi diversi.

Anche temperatura esterna, temperatura impostata e condizioni dell’edificio incidono sul funzionamento.

La soluzione migliore è quindi prendere la scheda tecnica dei modelli installati e cercare l’assorbimento elettrico nominale e massimo.

Una volta individuati questi valori possiamo sommarli e confrontarli con la potenza disponibile.

Il vero problema non sono sempre i climatizzatori

C’è un dettaglio che spesso viene sottovalutato.

In molte case non sono i climatizzatori da soli a creare problemi, ma la somma tra climatizzazione e altri elettrodomestici.

Durante una normale serata estiva potremmo avere contemporaneamente accesi climatizzatori, frigorifero, televisore, illuminazione e computer.

Fin qui la situazione potrebbe essere perfettamente gestibile.

Poi accendiamo il forno.

Oppure il phon.

O magari il piano a induzione.

Ed è proprio in quel momento che la potenza richiesta dall’abitazione può aumentare rapidamente.

Per chi dispone di 3 kW e utilizza più climatizzatori, quindi, può essere sufficiente gestire con attenzione gli apparecchi ad alto assorbimento, evitando di utilizzarli tutti contemporaneamente.

Quando conviene aumentare la potenza del contatore?

Se abbiamo due climatizzatori inverter e una casa con pochi grandi carichi elettrici, 3 kW possono essere sufficienti.

La situazione cambia quando l’abitazione diventa sempre più elettrificata.

Pensiamo a una casa con tre climatizzatori, piano a induzione, forno elettrico, asciugatrice, lavastoviglie, lavatrice e pompa di calore.

In questo scenario mantenere soltanto 3 kW può diventare scomodo.

Non perché tutti questi apparecchi funzionino necessariamente insieme, ma perché bisogna continuamente prestare attenzione a ciò che viene acceso.

In questi casi può essere utile valutare una potenza contrattuale superiore.

Aumentare la potenza disponibile non significa automaticamente consumare più energia.

I kW indicano infatti la potenza che possiamo utilizzare contemporaneamente, mentre i kWh misurano l’energia effettivamente consumata nel tempo.

Un contratto con maggiore potenza consente quindi soprattutto di gestire più apparecchi contemporaneamente con maggiore tranquillità, pur comportando costi legati alla maggiore potenza impegnata.

Quindi: 1, 2 o 3 climatizzatori con 3 kW?

Possiamo arrivare a una conclusione pratica.

Un climatizzatore: normalmente non rappresenta un problema per una fornitura domestica da 3 kW.

Due climatizzatori: generalmente sono gestibili, soprattutto se moderni, efficienti e dotati di tecnologia inverter.

Tre climatizzatori: possono funzionare in determinate condizioni, ma il margine per gli altri elettrodomestici diventa più limitato e occorre verificare attentamente gli assorbimenti.

Quattro o più climatizzatori: è consigliabile effettuare una valutazione specifica dell’impianto e della potenza contrattuale necessaria.

La regola più importante resta una: non bisogna contare gli split, bisogna sommare gli assorbimenti elettrici.

Se sulla scheda tecnica troviamo, per esempio, tre apparecchi che possono assorbire rispettivamente 750 W, 800 W e 900 W, sappiamo che la loro richiesta complessiva può arrivare a circa 2,45 kW nelle condizioni considerate.

A quel punto dobbiamo chiederci quanta potenza servirà contemporaneamente al resto della casa.

Come capire subito se i tuoi 3 kW sono sufficienti

Per fare una verifica concreta servono pochi dati.

Prendi la scheda tecnica dei climatizzatori e cerca potenza assorbita nominale e potenza assorbita massima.

Controlla poi quali altri apparecchi utilizzi normalmente mentre l’aria condizionata è accesa.

Presta particolare attenzione a forno, asciugacapelli, ferro da stiro, lavatrice, lavastoviglie, asciugatrice, bollitore e piano a induzione.

Infine, controlla sulla bolletta o attraverso i servizi messi a disposizione dal tuo fornitore/distributore i livelli di potenza effettivamente raggiunti dall’abitazione.

Questo dato può essere molto più utile di qualsiasi stima teorica.

Se durante l’estate la casa rimane normalmente lontana dal limite disponibile, non c’è necessariamente motivo di aumentare la potenza soltanto perché sono installati tre split.

Se invece il limite viene raggiunto frequentemente, aumentare la potenza contrattuale può rendere l’utilizzo dell’impianto molto più comodo.

La risposta finale

Con 3 kW si possono normalmente utilizzare due climatizzatori moderni, mentre tre climatizzatori possono essere utilizzabili solo dopo aver verificato attentamente gli assorbimenti dell’impianto e degli altri elettrodomestici.

Non bisogna quindi ragionare semplicemente in termini di “numero di condizionatori”.

Il parametro decisivo è quanta potenza elettrica stanno chiedendo contemporaneamente alla rete.

Con climatizzatori inverter efficienti, una casa ben isolata e una gestione intelligente degli elettrodomestici, un contratto da 3 kW può offrire più margine di quanto si potrebbe immaginare.

Al contrario, anche due climatizzatori possono diventare problematici se vengono utilizzati contemporaneamente a diversi apparecchi ad alto assorbimento.

Prima di aumentare la potenza del contatore, quindi, controlla gli assorbimenti reali: potresti scoprire che i tuoi 3 kW sono già sufficienti.

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