Deumidificatore estate – Con questo caldo accendiamo tutti il condizionatore. Ma non sempre è la scelta giusta
Fa caldo, l’aria sembra pesante e in casa si comincia a sudare anche restando fermi. La reazione è quasi automatica: telecomando in mano, condizionatore acceso e temperatura abbassata.
Eppure c’è un dettaglio che spesso viene ignorato. Non sempre ciò che ci fa stare male è soltanto la temperatura.
In molte giornate estive il vero responsabile di quella sensazione soffocante è infatti l’umidità elevata. Ed è proprio in queste situazioni che utilizzare il condizionatore alla massima potenza potrebbe non essere la soluzione più razionale.
A volte può essere sufficiente deumidificare l’ambiente.
La differenza è importante perché temperatura e umidità contribuiscono entrambe al comfort percepito. Possiamo avere una stanza non eccessivamente calda e sentirla comunque insopportabile perché l’aria è molto umida.
Quando l’umidità aumenta, infatti, il sudore evapora con maggiore difficoltà. E siccome l’evaporazione del sudore è uno dei meccanismi utilizzati dal corpo per disperdere calore, un ambiente molto umido può farci percepire il caldo in maniera decisamente più intensa.
Ecco perché due stanze con la stessa temperatura possono sembrare completamente diverse.
La domanda da farsi, quindi, non è semplicemente: “Fa caldo?”
Bisognerebbe chiedersi: “In casa fa davvero troppo caldo oppure c’è soprattutto troppa umidità?”
È questa distinzione che permette di capire se conviene utilizzare il condizionatore o il deumidificatore.
Condizionatore e deumidificatore in estate non fanno la stessa cosa
Prima di scegliere bisogna chiarire un equivoco piuttosto comune: condizionatore e deumidificatore non sono due versioni dello stesso apparecchio.
Il condizionatore ha come funzione principale quella di raffreddare l’ambiente, trasferendo calore dall’interno verso l’esterno. Durante il raffrescamento sottrae anche una parte dell’umidità presente nell’aria.
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Il deumidificatore, invece, è progettato principalmente per ridurre l’umidità relativa dell’ambiente.
Questo significa che un normale deumidificatore portatile non deve essere considerato un piccolo condizionatore.
Anzi, durante il funzionamento può restituire nella stanza parte del calore generato dal processo. L’aria può diventare più secca e quindi più confortevole, ma l’apparecchio non sta raffreddando la casa come farebbe un climatizzatore.
Poi esiste una terza possibilità: la famosa modalità Dry, presente su moltissimi climatizzatori.
Quella gocciolina che compare sul telecomando e che tante persone probabilmente non utilizzano quasi mai indica proprio la funzione di deumidificazione.
Ed è una modalità che può diventare particolarmente interessante nelle giornate caratterizzate da afa intensa ma temperature non estreme.
Il dettaglio da controllare prima di prendere il telecomando
Per capire cosa utilizzare potrebbe bastare un apparecchio che costa relativamente poco: un termoigrometro.
Non bisogna infatti osservare soltanto i gradi presenti in casa. Bisogna controllare anche l’umidità relativa.
Immaginiamo, per esempio, una stanza con circa 27-28 °C ma con aria estremamente umida. Potremmo avvertire una forte sensazione di afa, sudare continuamente e avere l’impressione che la temperatura sia molto più difficile da sopportare.
In una situazione del genere può avere senso provare la deumidificazione prima di abbassare drasticamente la temperatura del climatizzatore.
Quanto costa tenere acceso il condizionatore per 8 ore?
Diverso è il caso di una casa che ha accumulato calore per tutta la giornata e nella quale il termometro segna 30, 31 o 32 °C.
Qui togliere semplicemente una parte dell’umidità potrebbe non essere sufficiente.
Quando la temperatura interna è realmente elevata bisogna sottrarre calore all’ambiente, ed è esattamente ciò che fa il condizionatore.
La regola pratica diventa quindi molto semplice: prima di scegliere la modalità, guardiamo temperatura e umidità insieme.
Quando può bastare la modalità Dry
La modalità Dry può essere particolarmente utile durante quelle giornate estive in cui non ci troviamo davanti a temperature estreme, ma l’aria è così umida da risultare appiccicosa e soffocante.
Deumidificatore in estate – Riducendo l’umidità, il climatizzatore può rendere l’ambiente sensibilmente più confortevole anche senza abbassare drasticamente la temperatura.
È proprio questo il punto che molte persone sottovalutano.
Sentire meno caldo non significa necessariamente dover abbassare di molti gradi il termometro.
Se il problema principale è l’afa, agire sull’umidità può modificare in maniera importante la sensazione percepita.
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Non significa, però, che la modalità Dry sia sempre preferibile alla modalità Cool.
Se fuori ci sono temperature molto elevate e anche l’abitazione è diventata estremamente calda, la deumidificazione non può sostituire il raffrescamento vero e proprio.
Se in casa ci sono più di 30 gradi, il discorso cambia
Questo è probabilmente il punto più importante.
Il deumidificatore non deve diventare un’alternativa al condizionatore durante situazioni di caldo intenso soltanto per paura dei consumi.
Quando la temperatura interna raggiunge valori molto elevati, soprattutto durante un’ondata di calore, mantenere un ambiente adeguatamente fresco diventa prioritario.
La questione è ancora più importante quando in casa sono presenti anziani, bambini piccoli o persone particolarmente vulnerabili al caldo.
In questi casi non ha senso sopportare temperature eccessive cercando di utilizzare esclusivamente la deumidificazione.
Se l’ambiente è realmente troppo caldo, serve il condizionatore.
Il Ministero della Salute indica, tra le misure utili per rendere la casa meno calda durante le ondate di calore, l’impiego del climatizzatore con una temperatura ambiente indicativamente nell’ordine dei 24-26 °C.
Allo stesso tempo viene evidenziato un particolare interessante: nelle situazioni caratterizzate principalmente da umidità elevata, senza temperature particolarmente alte, può essere sufficiente utilizzare il deumidificatore.
Ed è esattamente questa la distinzione da ricordare.
L’errore di impostare subito il condizionatore a 18 gradi
C’è poi un’altra abitudine molto diffusa: entrare in una casa calda e impostare immediatamente il climatizzatore a 18 o 20 °C.
L’idea è intuitiva: più abbassiamo la temperatura impostata, più velocemente staremo bene.
Ma l’obiettivo dovrebbe essere diverso: raggiungere una condizione confortevole senza raffreddare inutilmente gli ambienti.
Una stanza moderatamente fresca e con l’umidità sotto controllo può risultare molto piacevole senza bisogno di temperature quasi invernali.
Inoltre, differenze molto marcate tra temperatura interna ed esterna possono rendere poco gradevoli i continui passaggi tra casa e ambiente esterno.
Prima di impostare temperature estremamente basse conviene quindi provare a capire quanto del disagio percepito dipenda realmente dalla temperatura e quanto invece dall’umidità.
Ma la modalità deumidificazione consuma meno?
È una delle domande più cercate durante l’estate: la modalità Dry consuma meno della modalità Cool?
La risposta non può essere ridotta a una percentuale valida per tutti.
Il consumo effettivo dipende da numerosi fattori: modello del climatizzatore, tecnologia inverter, temperatura esterna, temperatura interna, umidità, isolamento della casa, dimensioni della stanza e durata di funzionamento.
Per questo è meglio diffidare delle formule universali del tipo “con Dry risparmi sempre il 30%”.
La modalità deumidificazione può essere conveniente quando il problema principale è effettivamente l’umidità e non è necessario raffreddare molto l’ambiente.
Se invece la casa è estremamente calda, utilizzare una funzione inadatta per molte ore non rappresenta automaticamente un risparmio.
La vera domanda dovrebbe quindi essere: quale modalità permette di raggiungere il comfort desiderato evitando lavoro inutile all’apparecchio?
C’è un altro errore: confondere Dry e deumidificatore portatile
Deumidificatore estate – Anche questo dettaglio viene spesso trascurato.
La funzione Dry del climatizzatore e un deumidificatore portatile non sono esattamente la stessa cosa dal punto di vista del comportamento termico nell’ambiente.
Il climatizzatore dispone di un’unità esterna e può trasferire il calore fuori dall’abitazione.
Un normale deumidificatore portatile, invece, rimuove acqua dall’aria ma rilascia nell’ambiente il calore prodotto durante il funzionamento.
Per questo un deumidificatore indipendente può essere molto utile in una casa eccessivamente umida, in un seminterrato, in una lavanderia o in un locale soggetto a condensa, ma non va acquistato pensando che possa sostituire un climatizzatore in una stanza rovente.
La differenza è sostanziale: uno controlla principalmente l’umidità, l’altro può abbassare realmente la temperatura dell’ambiente.
Temperatura e umidità: i due numeri da guardare
C’è quindi una piccola abitudine che può cambiare completamente il modo in cui utilizziamo il climatizzatore in estate: smettere di guardare soltanto la temperatura.
Deumidificatore estate – Un termoigrometro permette di conoscere in pochi secondi entrambi i valori.
Anche l’umidità interna merita attenzione per ragioni che vanno oltre la semplice sensazione di caldo. Un ambiente persistentemente troppo umido può infatti favorire condensa e formazione di muffe.
Non bisogna però nemmeno cercare di trasformare la casa in un ambiente eccessivamente secco.
L’obiettivo è mantenere condizioni equilibrate, tenendo conto della stagione, delle caratteristiche dell’edificio e del comfort delle persone presenti.
In sostanza, temperatura e umidità devono essere considerate insieme.
Il trucco più efficace potrebbe essere non far entrare il caldo
C’è infine un aspetto ancora più importante della scelta tra Dry e Cool: evitare che la casa si surriscaldi troppo.
Deumidificatore estate – Durante le ore di maggiore esposizione solare è utile abbassare tapparelle, chiudere persiane o utilizzare schermature sulle finestre maggiormente esposte.
Una grande superficie vetrata colpita direttamente dal sole può infatti contribuire in maniera significativa al riscaldamento dell’ambiente.
Anche lasciare porte e finestre aperte mentre il climatizzatore sta lavorando è controproducente.
L’ingresso continuo di aria calda e umida obbliga l’impianto a lavorare di più per ristabilire le condizioni desiderate.
Meglio effettuare il ricambio d’aria durante le ore più fresche, quando le condizioni esterne lo consentono.
Bisogna inoltre ricordare che forno, fornelli, computer, televisori e altri apparecchi producono calore. Ridurne l’utilizzo nelle ore più calde può contribuire a mantenere più bassa la temperatura interna.
Quindi cosa bisogna accendere quando fa caldo?
Alla fine la risposta è più semplice di quanto sembri.
Se la temperatura è molto alta, serve principalmente il condizionatore.
Se la temperatura è moderatamente elevata ma l’umidità è molto alta e l’aria è afosa, può essere utile provare la deumidificazione.
Se temperatura e umidità sono entrambe elevate, il climatizzatore può occuparsi del raffrescamento eliminando contemporaneamente anche parte dell’umidità.
Il vero errore, quindi, non è utilizzare il condizionatore.
Deumidificatore in estate
È utilizzarlo sempre nello stesso modo, indipendentemente dalle condizioni presenti in casa.
Prima di abbassare il telecomando a 18 °C, vale la pena controllare quei due numeri: temperatura e umidità.
Perché in certe giornate potremmo scoprire che non abbiamo bisogno di molto più freddo. Abbiamo semplicemente bisogno di meno umidità.
Ed è proprio questa piccola differenza che può rendere una casa molto più confortevole durante le giornate di afa, evitando allo stesso tempo di utilizzare il climatizzatore in maniera più aggressiva del necessario.














