Cronaca

Spento l’incendio tra Gordona e Samolaco, nuovo rogo causato da un fulmine a Villa di Chiavenna

incendio valtellina

Incendio Valtellina – La pioggia spegne le fiamme: ora scattano bonifica e conta dei danni

L’incendio che per circa due settimane ha interessato il versante tra Gordona e Samolaco può considerarsi ormai spento, anche se manca ancora la chiusura ufficiale dell’emergenza. Il rogo, divampato lo scorso 1° agosto sulla parete sottostante la Torre di Segname, aveva richiesto un imponente intervento da parte delle squadre impegnate nelle operazioni antincendio. A dare il contributo decisivo sono state le abbondanti precipitazioni cadute domenica e proseguite durante la notte, che hanno permesso di mettere sotto controllo gli ultimi focolai e di ridurre sensibilmente il rischio di una nuova propagazione delle fiamme. Il ritorno della pioggia si è quindi rivelato fondamentale per un territorio che nelle ultime settimane aveva seguito con apprensione l’evoluzione dell’incendio. Le cause che hanno dato origine al rogo, tuttavia, non sono ancora state accertate con certezza. Tra le ipotesi rimangono quella della caduta di un fulmine e quella della possibile riattivazione di un incendio di dimensioni più contenute verificatosi nei giorni precedenti, quest’ultimo sicuramente provocato da una saetta. Durante tutta l’emergenza è stato determinante il lavoro delle squadre dell’Antincendio boschivo, supportate dall’elicottero e, in alcune giornate, dall’intervento di uno o due Canadair. Grazie al continuo dispiegamento di uomini e mezzi, il fronte del fuoco è stato mantenuto il più possibile sotto controllo. Le fiamme hanno comunque raggiunto il greto del torrente Boggia sul versante di Gordona e la sponda situata sopra la zona della Cesura, sul territorio di Samolaco. È stato invece scongiurato lo scenario più difficile, ovvero la propagazione dell’incendio verso le zone più alte del versante. Un’eventualità che avrebbe potuto rendere le operazioni di spegnimento ancora più lunghe e complesse, aumentando allo stesso tempo l’estensione dell’area danneggiata.

Inizia la bonifica dell’area colpita dall’incendio

Con le fiamme ormai spente, l’attenzione si concentra sulla bonifica del territorio interessato dal rogo, una fase fondamentale per poter considerare realmente conclusa l’emergenza. Gli operatori dovranno verificare attentamente la presenza di eventuali braci ancora attive sotto la superficie del terreno, che potrebbero continuare a covare anche per diversi giorni. In determinate condizioni, infatti, basta un aumento delle temperature, un periodo più asciutto o la presenza di vento perché un punto ancora caldo possa trasformarsi nuovamente in un focolaio. Proprio per questo motivo il lavoro delle squadre non termina con lo spegnimento delle fiamme visibili, ma prosegue attraverso controlli e interventi mirati nelle zone maggiormente interessate dall’incendio. Un aiuto importante potrebbe arrivare ancora una volta dalle condizioni meteorologiche: per tutta la settimana sono previste precipitazioni, con la speranza che l’acqua riesca a penetrare sufficientemente in profondità nel terreno e a neutralizzare definitivamente eventuali residui incandescenti. Soltanto dopo la messa in sicurezza dell’area sarà possibile procedere con maggiore precisione alla valutazione dei danni provocati dal rogo. La situazione appare differente a seconda delle zone coinvolte. Sulla parete sottostante la Torre di Segname le fiamme hanno interessato soprattutto arbusti di valore relativamente limitato, mentre più delicata potrebbe essere la situazione nelle aree boscate presenti ai lati del versante, dove sarà necessario verificare l’effettiva estensione dei danni alla vegetazione. Alla conta dei danni ambientali si aggiungerà quella dei costi sostenuti per fronteggiare l’emergenza. La rete di protezione civile, attivata e coordinata dalla Comunità montana, ha infatti messo in campo un’importante quantità di risorse. Nel corso delle due settimane di interventi si sono accumulate centinaia di ore di lavoro, alle quali devono essere aggiunti i costi legati all’impiego dei mezzi aerei e alle numerose ore di volo effettuate da elicotteri e Canadair. Un bilancio preciso potrà essere tracciato soltanto nelle prossime settimane, una volta terminate completamente le operazioni sul campo.

Nuovo incendio a Villa di Chiavenna provocato da un fulmine

Se tra Gordona e Samolaco l’emergenza sembra avviarsi verso la conclusione, l’attenzione resta alta per il rischio legato ai temporali e soprattutto ai fulmini, previsti anche nei prossimi giorni. Proprio un fulmine è stato all’origine di un nuovo incendio verificatosi nel tardo pomeriggio di domenica in località Cungen, sopra Villa di Chiavenna. La saetta ha colpito un albero e ha successivamente innescato le fiamme, facendo scattare rapidamente le operazioni necessarie per evitare che il fuoco potesse estendersi alla vegetazione circostante. In questo caso le condizioni meteorologiche hanno giocato immediatamente a favore delle squadre impegnate nell’intervento: la pioggia caduta durante la notte ha contribuito a circoscrivere il rogo, limitandone fortemente la propagazione. Le operazioni sono poi proseguite nella mattinata successiva, quando l’incendio è stato definitivamente spento anche grazie all’intervento di un elicottero antincendio, utilizzato per effettuare ulteriori lanci d’acqua sulla zona interessata. Il mezzo aereo ha potuto rifornirsi pescando l’acqua dal bacino artificiale presente nella zona di confine della Bregaglia italiana. L’episodio di Villa di Chiavenna conferma quanto il pericolo di nuovi incendi non possa essere considerato completamente superato, nonostante le precipitazioni e il miglioramento della situazione tra Gordona e Samolaco. I fulmini rappresentano infatti un elemento particolarmente insidioso nelle aree boschive e montane, perché possono provocare incendi anche in punti difficilmente raggiungibili dalle squadre di terra. Per questo motivo il territorio continuerà a essere monitorato con attenzione, soprattutto durante le prossime giornate caratterizzate da instabilità atmosferica. Dopo due settimane particolarmente impegnative, la priorità resta quella di completare la bonifica del grande incendio iniziato il 1° agosto e, contemporaneamente, intervenire rapidamente su eventuali nuovi focolai, evitando che episodi circoscritti possano trasformarsi in emergenze di dimensioni maggiori.

Regole per bruciare biomasse o residui vegetali all’aperto in Lombardia

Incendio Valtellina

«In testa la Valtolina e la montagna di Bormi. Terribili, piene sempre di neve. Qui nasce Ermellini. A Bormi sono i bagni. Valtolina, come detto, valle circondata da alti terribili monti. Fa vini potentissimi assai, e fa tanto bestiame, che da paesagno è concluso nascervi più latte che vino. Questa è la valle dove passa Adda, la quale corre più che 40 miglia per la Magna.»
(Leonardo da Vinci, Codice Atlantico – C.A. 391 recto)

La Valtellina (Valtelina in lombardo, Vuclina in romancio, Veltlin in tedesco) è una regione geografica alpina, corrispondente al bacino idrico del fiume Adda a monte del lago di Como, in Lombardia. L’intera valle e la Valchiavenna formano insieme la Provincia di Sondrio.

La valle raggiunge con la Punta Perrucchetti, alta 4 020 metri e appartenente al Massiccio del Bernina, la massima altitudine della regione.

LE OFFERTE DI OGGI

Nel 2025, la provincia di Sondrio ha registrato circa 4.151 denunce totali, con 2.318,3 denunce ogni 100.000 abitanti, posizionandosi al 102imo posto su 106 province italiane per indice di criminalità.

Rispetto all’anno precedente (2024), le denunce sono diminuite di 46 unità, facendo guadagnare una posizione in classifica alla provincia di Sondrio.

Denunce totali: 4.151 nel 2025, in calo rispetto all’anno precedente (2024).

Denunce per 100.000 abitanti: 2.318,3.

Posizione in classifica: 102° posto su 106 province per indice di criminalità.

Variazione rispetto al 2024: 46 denunce in meno, con un miglioramento di una posizione nella classifica nazionale.

Truffa e frode informatica: 819 denunce, 45° posto in Italia.

Lesioni dolose: 198 denunce, 50° posto in Italia.

Spaccio e consumo di stupefacenti: 69 denunce nel 2023 (38,6 casi ogni 100.000 abitanti), posizionando il territorio al 69° posto in Italia.

Sfruttamento della prostituzione e pornografia minorile: 15° posto con 6 denunce.

Incendi: 14 denunce, 42° posto in Italia

Sondrio è un comune capoluogo dell’omonima provincia in Lombardia e situato nella parte centrale della Valtellina, di cui è il centro principale.

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