Valtellina news – Si riaccende a Bormio il confronto sul cosiddetto legacy olimpico, ovvero l’eredità che i Giochi Invernali avrebbero dovuto lasciare al territorio. A rilanciare la polemica è il gruppo Bormini per l’Alute, che torna a criticare alcune delle opere realizzate in vista dell’evento.
Nel mirino del movimento c’è questa volta il Bormio Polyclinic, la struttura sanitaria allestita per garantire l’assistenza durante le Olimpiadi. Secondo il gruppo, lo smantellamento del presidio rappresenterebbe l’ennesima dimostrazione di come molte delle promesse legate al lascito olimpico non abbiano trovato concreta attuazione.
“Emergono una dopo l’altra le tanto annunciate legacy, cioè ciò che avrebbe dovuto rimanere di utile e produttivo sul territorio una volta conclusi i Giochi”, affermano i rappresentanti del movimento, ricordando anche la trasformazione dell’area delle Corti, destinata oggi a parcheggio e inizialmente prevista come spazio verde pubblico.
I dubbi
Bormini per l’Alute sostiene di aver sperato che il Bormio Polyclinic potesse diventare una struttura permanente a servizio della popolazione dell’Alta Valtellina. Il gruppo chiede inoltre che vengano resi noti i dati relativi all’effettivo utilizzo della struttura durante il periodo olimpico, al numero di pazienti assistiti e ai costi sostenuti.
Nel comunicato viene poi richiamata anche la situazione dell’ospedale Morelli di Sondalo, che secondo il movimento non avrebbe ricevuto la necessaria attenzione negli ultimi anni.
Una struttura nata come presidio temporaneo
In realtà il Bormio Polyclinic era stato progettato fin dall’inizio come una struttura temporanea, destinata esclusivamente a garantire l’assistenza sanitaria durante le competizioni olimpiche. Lo smantellamento dei moduli era quindi previsto nel piano originario.
Valtellina news – Il presidio, realizzato secondo gli standard richiesti dal Comitato Olimpico Internazionale, occupava circa 550 metri quadrati ed era dotato di spazi per visite, osservazione e degenza temporanea.
Al termine dei Giochi, i moduli prefabbricati sono stati rimossi per poter essere riutilizzati dalla Regione in caso di future emergenze sanitarie. Contestualmente è iniziata la riconversione dell’area, destinata a parcheggi pubblici, mentre l’ex RSA Villa del Sorriso è stata trasformata in foresteria.
Le attrezzature resteranno sul territorio
Per quanto riguarda l’eredità sanitaria delle Olimpiadi, le apparecchiature acquistate per il Policlinico dovrebbero rimanere in Valtellina. L’obiettivo annunciato è infatti quello di integrarle nella rete ospedaliera dell’ASST Valtellina e Alto Lario, con particolare riferimento all’ospedale Morelli di Sondalo e agli altri presidi del territorio.
Il malcontento tra i residenti
Nonostante la natura temporanea della struttura fosse nota fin dalla fase progettuale, a Bormio non manca il rammarico di chi avrebbe voluto che il Policlinico continuasse a operare anche dopo le Olimpiadi, offrendo un servizio sanitario aggiuntivo a residenti e turisti.
Per una parte della cittadinanza, infatti, il mantenimento della struttura avrebbe rappresentato uno dei lasciti più concreti dell’evento olimpico, mentre il suo smantellamento ha alimentato nuove discussioni sul reale beneficio che i Giochi lasceranno all’Alta Valtellina.
Valtellina news
La Valtellina è una regione geografica alpina, corrispondente al bacino idrico del fiume Adda a monte del lago di Como, in Lombardia.
L’intera valle e la Valchiavenna formano insieme la Provincia di Sondrio.
La valle raggiunge con la Punta Perrucchetti, alta 4 020 metri e appartenente al Massiccio del Bernina, la massima altitudine della regione.
Da essa si dipartono numerose valli laterali come la Valmalenco, la Val Masino, Valle del Bitto, la Val Grosina, la Valfurva, la Valle del Braulio, la Valle di Fraele e, dal punto di vista storico-culturale anche la valle di Livigno (che però geograficamente è posta oltre lo spartiacque alpino principale),
Terra svizzera è invece la val Poschiavo, mentre la restante parte appartiene quasi tutta alla provincia di Sondrio e solo piccoli territori ricadono invece nelle province di Como e di Lecco.
Lunga 120 km e larga 66, la valle è parallela al crinale alpino essendo impostata sulla linea insubrica, sistema di faglie che segnano la saldatura tra l’antica Europa e la Placca Adriatica staccatosi dal Gondwana.
Valtellina news
Separa quindi le Alpi Centro-orientali (Alpi Retiche occidentali) dalle Alpi Sud-orientali (Alpi e Prealpi Bergamasche e Alpi Orobie).
Il fiume Adda, scendendo dalla valle di Cancano, sino a confluire nel lago di Como, traccia il corso della Valtellina, la quale tocca a levante il Trentino-Alto Adige, a sud le province di Bergamo e Brescia, a settentrione le terre svizzere dei Grigioni.
Con l’eccezione della val Poschiavo (vallata svizzera di lingua italiana che conduce a St. Moritz tramite il passo del Bernina), da tutte queste zone la Valtellina è separata da montagne più o meno famose come il pizzo Bernina, il ‘Quattromila’ più orientale delle Alpi, che sebbene la vetta sia in territorio svizzero per poche centinaia di metri, si può considerare “quasi” valtellinese.
Altre importanti montagne sono il Piz Zupò la vetta lombarda più elevata (3 996m), il Gran Zebrù nel gruppo Ortles-Cevedale e il monte Disgrazia a cavallo tra val Masino e Valmalenco.
Suddivisa in Alta, Media e Bassa valtellina, a occidente comincia con il Pian di Spagna, vasto pianoro un tempo paludoso, corrispondente all’innesto dell’Adda nel Lario, ora in gran parte bonificato, e confina con le province di Como e di Lecco.










