Cronaca

39enne scomparso da una comunità, continuano le ricerche di Nicola Salinetti

persona scomparsa valtellina

Persona scomparsa Valtellina – È passato ormai più di un mese dalla scomparsa di Nicola Salinetti, 39 anni, originario della Valtellina ma residente da tempo a Milano. Del suo destino non si sa più nulla dal 21 settembre, giorno in cui si è allontanato dalla comunità in cui era ospite da circa due mesi, senza portare con sé documenti, carte di credito né il telefono cellulare.

La famiglia, subito dopo la scomparsa, ha sporto denuncia ai carabinieri, dando il via alle ricerche nella zona, poi estese fino a Milano, città dove Nicola aveva vissuto in passato e dove si è ipotizzato potesse essersi rifugiato.

Nel frattempo, sono partiti appelli sui social network e un servizio è stato dedicato anche dalla trasmissione televisiva “Chi l’ha visto?”, ma a oltre un mese di distanza non è ancora arrivata alcuna segnalazione utile.

Nei manifesti diffusi in questi giorni si legge la descrizione di Nicola: “Alto 1,74, peso 68 chili, capelli castani chiari e mossi, occhi azzurri, orecchini ai lobi. Ha diversi tatuaggi sulla parte inferiore della gamba sinistra (un calabrone, un tribale intorno alla caviglia e una figura femminile stilizzata), oltre a una cicatrice sulla parte concava del naso.”

L’appello resta accorato: “Chiunque abbia informazioni o lo abbia visto, contatti immediatamente i familiari, le forze dell’ordine o l’associazione Penelope Lombardia.”

Persona scomparsa Valtellina

Penelope Lombardia nasce il 25 agosto 2006, dal dolore di una madre e un padre, Luciana Manelli e Francesco Bariffi la cui figlia Chiara era scomparsa la sera del 30 novembre 2002 e il cui corpo è stato ritrovato l’11 settembre 2005 nelle acque del lago di Como.

Prima della costituzione di Penelope le famiglie erano più isolate e quindi più sole, erano prive di reti di solidarietà e qualche volta anche dell’ascolto e della solidarietà delle Istituzioni.

Il tempo dell’attesa delle famiglie di Penelope è un tempo infinito, fatto di sofferenze, di delusioni, di speranze. Molte volte di solitudine. Mai di rinunce, perché la scomparsa di una persona è “una sospensione di vita” e una “vita sospesa” non è vita e non è morte, ma un limbo nel quale nessuno vorrebbe annoverare un proprio caro.

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