Motori quasi indistruttibili – Comprare un’auto capace di percorrere centinaia di migliaia di chilometri senza importanti problemi al motore è il sogno di molti automobilisti. Alcuni propulsori, nel corso degli anni, si sono costruiti una reputazione particolare proprio per la loro robustezza.
Esistono motori quasi indistruttibili che, se utilizzati correttamente e sottoposti a una manutenzione scrupolosa, possono raggiungere 400.000, 500.000 km e in alcuni casi percorrenze ancora superiori. Non significa naturalmente che siano davvero “indistruttibili”: molto dipende dalla manutenzione, dalle condizioni di utilizzo e dalla storia della singola vettura.
Tra benzina e diesel, ecco 5 motori diventati famosi per affidabilità e longevità.
Toyota 2JZ-GTE: il sei cilindri diventato una leggenda
Il Toyota 2JZ-GTE è probabilmente uno dei motori giapponesi più conosciuti dagli appassionati.
Si tratta di un 3.0 litri a sei cilindri in linea biturbo, diventato celebre soprattutto grazie alla Toyota Supra MK4. Uno dei suoi punti di forza è la costruzione particolarmente robusta, a partire dal blocco motore in ghisa.
Il 2JZ-GTE è conosciuto anche nel mondo delle elaborazioni perché può sopportare incrementi di potenza molto importanti. Proprio questa solidità progettuale ha contribuito a costruirne la fama.
La versione destinata originariamente al mercato giapponese dichiarava circa 276 CV, mentre altre configurazioni hanno raggiunto potenze differenti.
Con manutenzione adeguata e senza elaborazioni esasperate, può raggiungere chilometraggi estremamente elevati.
Honda K20: affidabilità e prestazioni nello stesso motore
Un altro nome molto conosciuto è quello dell’Honda K20, famiglia di motori benzina a quattro cilindri da 2 litri utilizzata su numerosi modelli della casa giapponese.
Alcune delle sue versioni più sportive sono diventate famose grazie alla tecnologia VTEC, capace di coniugare prestazioni e capacità di girare ad alti regimi.
Il K20 è stato montato anche su modelli sportivi come alcune generazioni della Honda Civic Type R.
A renderlo interessante non sono però soltanto le prestazioni. Questi motori si sono guadagnati una buona reputazione anche per la loro longevità, soprattutto quando tagliandi, lubrificazione e manutenzione vengono effettuati regolarmente.
Non è raro trovare esemplari con percorrenze nell’ordine delle centinaia di migliaia di chilometri.
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Mercedes OM617: il diesel della vecchia scuola
Quando si parla di motori diesel longevi è difficile non citare il Mercedes-Benz OM617.
È un diesel a cinque cilindri utilizzato su alcune storiche Mercedes, comprese vetture appartenenti alle famiglie W123 e W126.
La filosofia costruttiva è molto diversa rispetto a quella dei moderni diesel. L’elettronica è ridotta, la meccanica è relativamente semplice e il motore è stato progettato in un’epoca nella quale robustezza e durata avevano un’importanza fondamentale.
Proprio per questo l’OM617 è diventato famoso per esemplari capaci di accumulare chilometraggi eccezionalmente elevati.
Con manutenzione corretta, alcuni motori di questa famiglia sono arrivati a percorrenze che hanno contribuito a trasformare l’OM617 in un simbolo della longevità automobilistica.
BMW M57: uno dei diesel più apprezzati
Tra i diesel più recenti rispetto all’OM617 merita una menzione il BMW M57, sei cilindri in linea che ha equipaggiato numerosi modelli della casa tedesca.
Lo si è visto, nelle sue diverse versioni, su vetture come BMW Serie 3, Serie 5 e X5.
Il motore combina coppia, prestazioni e consumi interessanti con una notevole robustezza. Le diverse evoluzioni hanno raggiunto potenze anche molto elevate.
Gli esemplari mantenuti correttamente possono accumulare percorrenze importanti e non mancano casi di M57 arrivati oltre la soglia dei 500.000 km.
Questo, però, non significa che tutto ciò che circonda il motore abbia la stessa durata. Sulle vetture diesel con molti chilometri possono richiedere attenzione componenti dell’alimentazione, della sovralimentazione e dei sistemi antinquinamento.
Quando si acquista un usato con M57, quindi, il numero sul contachilometri non è l’unico elemento da controllare: la manutenzione documentata può fare una differenza enorme.
Toyota 1HZ: progettato per lavorare nelle condizioni più difficili
Il Toyota 1HZ rappresenta un concetto di motore ormai sempre più raro.
È un grande diesel aspirato da circa 4,2 litri a sei cilindri in linea, conosciuto soprattutto per il suo utilizzo sulla Toyota Land Cruiser.
Non punta sulla potenza specifica o su tecnologie particolarmente sofisticate. La sua caratteristica principale è un’altra: la robustezza.
È stato utilizzato per anni su veicoli destinati a lavorare in condizioni ambientali molto impegnative, dalle piste sterrate alle zone desertiche.
La semplicità meccanica e una progettazione orientata alla durata hanno contribuito a creare la sua reputazione. Sono conosciuti esemplari capaci di raggiungere percorrenze superiori ai 500.000 km.
Ma un motore può davvero durare 500.000 km?
Sì, è possibile, ma bisogna evitare un equivoco.
Avere un motore considerato molto affidabile non garantisce automaticamente di arrivare a mezzo milione di chilometri. Due vetture identiche possono avere una durata completamente diversa in base a come sono state utilizzate.
La manutenzione rimane determinante.
Cambio regolare dell’olio, utilizzo del lubrificante corretto, sostituzione dei filtri, controllo del sistema di raffreddamento e rispetto degli intervalli previsti dal costruttore possono incidere enormemente sulla durata.
Anche lo stile di guida conta. Un motore continuamente utilizzato a freddo, sottoposto a forti sollecitazioni o trascurato quando compaiono i primi problemi difficilmente raggiungerà percorrenze da record.
Il vero segreto dei motori quasi indistruttibili
Guardando questi propulsori emerge un elemento comune: molti sono stati progettati privilegiando robustezza, margini meccanici generosi e affidabilità nel lungo periodo.
In diversi casi si tratta inoltre di motori relativamente semplici rispetto alle unità moderne, che devono fare affidamento su numerosi dispositivi elettronici e sofisticati sistemi per il controllo delle emissioni.
Questo non significa che un motore moderno sia necessariamente meno affidabile. Significa piuttosto che, aumentando il numero di componenti, aumentano anche gli elementi che possono richiedere manutenzione durante la vita dell’auto.
Prima di comprare un’auto con molti chilometri controlla questo
Un motore famoso per essere “indistruttibile” non basta per trasformare automaticamente una vecchia automobile in un buon affare.
Su un’auto con 300.000 o 400.000 km, infatti, potrebbero essere già molto usurati cambio, frizione, sospensioni, turbina, iniettori, impianto di raffreddamento, alternatore e numerosi altri componenti.
Per questo, davanti a un usato con chilometraggio elevato, spesso è più importante conoscere come è stato mantenuto piuttosto che limitarsi a sapere quale motore monta.
Un’auto con 250.000 km e una manutenzione documentata può essere una scelta migliore di un esemplare apparentemente identico con meno chilometri ma dalla storia sconosciuta.
I motori quasi indistruttibili esistono davvero?
Nessun motore è letteralmente eterno. Tuttavia, Toyota 2JZ-GTE, Honda K20, Mercedes OM617, BMW M57 e Toyota 1HZ appartengono a famiglie di propulsori che hanno conquistato negli anni una forte reputazione di robustezza.
Raggiungere 500.000 km rimane un risultato eccezionale, ma con un motore ben progettato, una manutenzione rigorosa e un utilizzo corretto non è necessariamente impossibile.
Ed è proprio questo il motivo per cui, a distanza di molti anni dalla loro introduzione, alcuni di questi motori quasi indistruttibili continuano a essere ricercati dagli appassionati e da chi cerca un’auto usata capace di macinare ancora moltissima strada.














