Territorio

Le chiese di Ravoledo

le chiese di ravoledo

Le chiese di Ravoledo (frazione di Grosio).

In primo piano la chiesa dedicata a Cristo Re.

Sullo sfondo la più antica dedicata a San Gregorio Magno, antica parrocchiale che custodisce nell’abside pregevoli affreschi di Cipriano Valorsa, datati 1565.

La torre campanaria di Grosio

Chiese di Ravoledo frazione di Grosio

Grosio è un comune della provincia di Sondrio in Lombardia, che sorge allo sbocco della Val Grosina.

Il popolamento nella zona risale all’età del bronzo ed è testimoniato dal maggior monumento archeologico valtellinese: la Rupe Magna. Come nella più famosa e vicina Valcamonica anche qui troviamo delle incisioni rupestri.

Durante il Medioevo il paese fu feudo dei Venosta. Testimonianze di questo periodo sono i due castelli che sovrastano gli abitati di Grosio e Grosotto, costruiti con funzioni sia difensive sia di avvistamento:

il primo, detto di San Faustino (o castello vecchio), si trova sopra Grosotto ed è di fondazione vescovile;

il secondo, detto castello nuovo o dei Visconti, si trova sopra Grosio e risale invece al periodo delle lotte tra guelfi e ghibellini (seconda metà del XIII secolo).

Grosio fu abitato già in epoca preistorica come testimoniano le oltre 5000 figure incise, databili tra la fine del Neolitico (IV millennio a.C.) e l’età del Ferro (I millennio a.C.), presenti sulla “Rupe Magna” al “Dosso dei Castelli” sulla cui sommità sorgono i resti del castello di San Faustino (Castello Vecchio) e del castello Visconteo (Castello Nuovo).

Nella parte occidentale del colle svetta il romanico campaniletto della chiesa castellana dei Santi Faustino e Giovita; ai suoi piedi due sepolcri scavati nella roccia.

Dal 1355 divenne feudo dei Venosta ed ebbe, a partire dal 1600, intensi rapporti con Venezia attraverso il passo del Mortirolo.

In paese si trovano la Chiesa parrocchiale di San Giuseppe (XVII sec.) con l’elegante torre campanaria e la chiesa di San Giorgio (XII-XV sec.), il cui interno è completamente affrescato con un accostamento di stili e di epoche diverse particolarmente affascinante: di notevole pregio, nella controfacciata, è un affresco di Cipriano Valorsa, pittore grosino del XVI sec. definito “il Raffaello della Valtellina”.

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