Cronaca Valtellina Valchiavenna – A riferirlo Laprovinciaunicatv.it
Una 43enne è precipitata mentre si arrampicava su una parete rocciosa a Piuro, riportando un trauma cranico e la frattura della clavicola. L’elisoccorso di Sondrio ha recuperato anche la compagna di cordata, rimasta bloccata sulla parete.
Intervento durato oltre un’ora, dalle 14.30 alle 15.40, per l’equipe dell’elisoccorso di Sondrio di Areu, l’Agenzia regionale dell’emergenza e urgenza, chiamata a soccorrere due turiste tedesche in difficoltà nei pressi della cascata dell’Acqua Fraggia, a Borgonuovo di Piuro. Le donne stavano affrontando la parete rocciosa situata sotto il punto in cui sorgeva il vecchio cavalletto della teleferica Borgonuovo-Savogno, smantellato lo scorso 26 maggio, quando una delle due, 43 anni, è caduta, procurandosi un trauma cranico e la frattura della clavicola.
L’allarme è stato lanciato alle 14.30 in codice rosso, vista la gravità inizialmente attribuita alle condizioni della ferita. L’elicottero di Areu, decollato da Sondrio, ha raggiunto rapidamente la zona e, dopo due sorvoli per individuare il punto dell’incidente, ha calato con il verricello il tecnico di elisoccorso. Quest’ultimo ha raggiunto la donna, verificandone le condizioni, prima di consentire la discesa del medico per prestarle le cure necessarie. Nel frattempo, la compagna di cordata era rimasta aggrappata alla roccia, alcune decine di metri più in basso, in attesa dei soccorritori.
Una volta issata a bordo dell’elicottero la 43enne ferita, i soccorritori hanno provveduto a recuperare anche l’altra arrampicatrice. Entrambe sono state trasferite alla piazzola di Scilano. Successivamente, il velivolo è tornato nei pressi della cascata per recuperare il tecnico rimasto sulla parete a raccogliere corde e attrezzature utilizzate durante l’operazione.
Le condizioni della donna sono state successivamente rivalutate in codice giallo, indicativo di una situazione di media gravità. La 43enne è stata quindi trasportata all’ospedale di Gravedona per gli accertamenti sanitari. Erano stati allertati anche i tecnici del Corpo nazionale del soccorso alpino della stazione di Chiavenna e i militari del Soccorso alpino della Guardia di finanza, ma il loro intervento non si è reso necessario, poiché tutte le operazioni sono state gestite dall’equipaggio di EliSondrio.
La parete teatro dell’incidente è diventata una delle mete più frequentate dagli appassionati di arrampicata durante l’estate. Dopo la rimozione del traliccio, avvenuta il 26 maggio, il luogo ha attirato numerosi scalatori, grazie alla presenza di sentieri di accesso e alle caratteristiche particolarmente impegnative del percorso. Si tratta, tuttavia, di una parete insidiosa, caratterizzata da forti pendenze e difficoltà tecniche, che richiede esperienza e massima prudenza.
I casi di cronaca nera che sconvolsero la provincia di Sondrio
Gli anni 2000 hanno lasciato anche in provincia di Sondrio alcune drammatiche pagine di cronaca nera, casi che per la loro particolare efferatezza ottennero attenzione ben oltre i confini della Valtellina. Uno dei più conosciuti è senza dubbio l’omicidio di suor Maria Laura Mainetti, religiosa uccisa a Chiavenna il 6 giugno 2000 da tre ragazze minorenni. Il delitto, compiuto con numerose coltellate e legato a un rituale ideato dalle giovani, provocò enorme impressione nell’opinione pubblica italiana.
Nel 2002 la Valfurva fu invece teatro della morte della piccola Vittoria, una bambina di appena otto mesi trovata senza vita all’interno della lavatrice dell’abitazione familiare. Per il delitto venne accusata la madre della neonata; l’autopsia stabilì che la bambina era morta per asfissia da annegamento.
Nel gennaio 2008 a Sondrio morì Antonietta Pierina Consonni, cinquantenne ricoverata in condizioni gravissime dopo essere stata picchiata dal convivente. Infine, nel 2009 fece scalpore il caso di Donald Sacchetto, operaio trentaseienne scomparso ad Ardenno: parte dei suoi resti venne successivamente recuperata nella cava dell’amico Simone Rossi, accusato dell’omicidio. Il cosiddetto “delitto di Ardenno” divenne uno dei casi giudiziari valtellinesi più discussi di quel periodo.
Cronaca Valtellina Valchiavenna
La Valtellina (Valtelina in lombardo, Vuclina in romancio, Veltlin in tedesco) è una regione geografica alpina, corrispondente al bacino idrico del fiume Adda a monte del lago di Como, in Lombardia.
L’intera valle e la Valchiavenna formano insieme la Provincia di Sondrio.
La valle raggiunge con la Punta Perrucchetti, alta 4 020 metri e appartenente al Massiccio del Bernina, la massima altitudine della regione.
Si può arrivare in auto (o in bus) in Valtellina da Milano principalmente attraverso Lecco (strada statale 36, direzione Lecco – Colico – Sondrio, sempre a doppia carreggiate), si prosegue con strada statale 38 dello Stelvio direzione Tirano – Bormio.
Provincia di Sondrio: un territorio diviso in due valli principali
Quando si parla della provincia di Sondrio, è facile fare confusione tra Valtellina e Valchiavenna.
Queste due valli alpine, pur essendo vicine, hanno caratteristiche geografiche, storiche e culturali distinte.
Arrivare in provincia di Sondrio
Si può arrivare in auto (o in bus) in Valtellina da Milano principalmente attraverso Lecco (strada statale 36, direzione Lecco-Colico-Sondrio, tutta a due carreggiate), si prosegue con strada statale 38 dello Stelvio direzione Tirano-Bormio.
Da Como e Lugano attraverso Menaggio (strada statale 340 Regina, direzione Colico).
Da Brescia
-dalla Val Camonica attraverso il Passo dell’Aprica (strada statale 39, direzione Edolo-Aprica);
-da Ponte di Legno attraverso il Passo del Gavia (strada statale 300 del Gavia, direzione Santa Caterina Valfurva) oppure attraverso il Passo del Mortirolo (strada provinciale 81, direzione Monno – Mazzo di Valtellina).
Da Bergamo attraverso il Passo San Marco in direzione Morbegno (strada statale 470 della Val Brembana e Passo San Marco).
Cronaca Valtellina Valchiavenna









