Piccola Pompei
Piccola Pompei
Il paese di Piuro, in Valchiavenna, è nota anche come la Pompei delle Alpi.
La sera del 25 agosto 1618 del calendario giuliano (il 4 settembre dell’attuale calendario), un’imponente massa di pietre e terriccio si staccò dal monte Conto.
25 agosto 1618
In breve tempo la frana seppellì il borgo lasciando pochi sopravvissuti.
L’evento ebbe una vasta eco per il numero di vittime e la dimensione del disastro, la notizia si diffuse in tutta Europa.
Oggi Piuro è zona di interesse geologico e sede di scavi archeologici.
La frana di Piuro del 1618
La frana di Piuro del 1618 fu una delle più gravi catastrofi naturali avvenute nelle Alpi in età moderna. Il 4 settembre 1618, un’enorme massa di terra, rocce e detriti si staccò dal versante montuoso sopra Piuro, in Val Bregaglia, nell’attuale provincia di Sondrio. Il materiale precipitò rapidamente verso il fondovalle e seppellì quasi completamente l’antico borgo, che all’epoca era un importante centro commerciale. Piuro era infatti conosciuta per i suoi mercanti, per la lavorazione della seta e della pietra ollare, utilizzata per produrre recipienti chiamati laveggi.
Le ricostruzioni moderne collegano il disastro anche alle abbondanti piogge che interessarono la zona e contribuirono a rendere instabile il terreno. Si stima che il movimento abbia coinvolto milioni di metri cubi di materiale. Il numero esatto delle vittime rimane incerto: alcune ricostruzioni parlano di circa 900-1.000 morti, mentre altre indicano cifre superiori. La tragedia ebbe una grande risonanza in tutta Europa, anche grazie ai rapporti commerciali degli abitanti di Piuro con numerose città europee.
Oggi la frana rappresenta un importante caso di studio per geologi, storici e archeologi. Gli scavi hanno permesso di recuperare resti dell’antico abitato, conservando la memoria di una comunità improvvisamente cancellata da uno degli eventi naturali più drammatici della storia alpina.









