Vendemmia in Valtellina – Esistono tradizioni che, in alcuni contesti, assumono caratteristiche uniche.
Non necessariamente “migliori”, semplicemente diverse.
In questo periodo è tutto un salire e scendere i vigneti terrazzati in provincia di Sondrio.
E se oggi a fianco dei filari si trovano parcheggiati ancora i mitici Ape a tre ruote, che per alcuni agricoltori sono a dir poco imprescindibili, troviamo un elemento che trent’anni fa difficilmente avremmo immaginato.
Rappresentato dalle nazionalità che si possono incontrare con la “brenta” in spalla, che provengono da quasi tutti i continenti.
Ma resta il rituale e l’attaccamento degli indigeni a questo lavoro.
E non pochi sono quelli impegnati nella produzione del proprio vino.
Ogni zona e paese sono differenti per periodo di raccolto e usanze, ma si possono ancora ammirare teleferiche “di una volta” e incontrare vecchie cantine con porte di legno spettacolari dalle quali esce il tipico odore, indimenticabile per chi ha lavorato tra i filari almeno una volta, dell’uva appena raccolta e depositata nelle varie tipologie di contenitori usati dalle centinaia di contadini.
Vendemmia in Valtellina
Quasi sempre appassionati e non professionisti del vino, ma gelosi del proprio prodotto e vigna, sparsi per tutta la provincia e che in estate e in inverno si dedicano con fatica e impegno ad un’attività che è nel sangue dei valtellinesi.
Il terrazzamento in Valtellina si trova proprio ovunque, anche a quote impensabili, nascosto dal bosco che nei decenni ha preso il posto delle coltivazioni.
Ma all’occhio più attento non sfugge.
Spesso costruito tanti anni fa e ancora in piedi, anche se magari solo parzialmente.
I terrazzamenti della Valtellina: un paesaggio costruito dall’uomo
I terrazzamenti della Valtellina rappresentano uno degli elementi più caratteristici del paesaggio della provincia di Sondrio. Distesi lungo i versanti più soleggiati della valle, sono il risultato di un lungo lavoro umano che ha permesso di trasformare pendii ripidi e difficili da coltivare in superfici adatte soprattutto alla viticoltura. La loro struttura si basa su una fitta successione di muretti a secco, realizzati con pietre locali e costruiti per sostenere il terreno senza ricorrere a leganti. In questo modo sono nate migliaia di piccole terrazze che seguono l’andamento della montagna e disegnano un paesaggio immediatamente riconoscibile.
La coltivazione sui terrazzamenti richiede ancora oggi grande esperienza, fatica e numerose lavorazioni manuali, perché la pendenza e gli spazi ridotti rendono difficile l’impiego dei normali mezzi agricoli. Proprio queste condizioni hanno contribuito allo sviluppo della cosiddetta viticoltura eroica valtellinese, strettamente legata alla produzione di vini ottenuti principalmente dal Nebbiolo, chiamato localmente Chiavennasca. Oltre al valore agricolo, i terrazzamenti svolgono un’importante funzione nella conservazione del territorio, contribuendo alla gestione dei versanti e delle acque. Sono quindi una testimonianza concreta del rapporto tra comunità locali, agricoltura e ambiente montano, nonché uno dei simboli più autentici della Valtellina.










