Cronaca

Samolaco, vandalizzata la porta della chiesa di Sant’Andrea al Colle

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Notizie in Valtellina – A riferirlo Laprovinciaunicatv.it

La porta d’ingresso della chiesa di Sant’Andrea al Colle, a Samolaco, è stata gravemente danneggiata. Non è ancora chiaro se gli autori abbiano agito a calci oppure utilizzando qualche arnese.

I danni materiali sarebbero limitati, ma l’episodio ha provocato amarezza e indignazione nella comunità. Il complesso situato sopra la frazione di Era rappresenta infatti un luogo di grande importanza storica e artistica, oltre a essere particolarmente caro agli abitanti della zona.

Non sarebbe la prima volta che il sito viene preso di mira dai vandali. L’accaduto risulta ancora più spiacevole considerando l’impegno dei volontari che dedicano gratuitamente il proprio tempo alla cura e alla conservazione dell’area, mantenendola accessibile e accogliente.

Le autorità competenti sono state informate dell’episodio. Il danneggiamento non viene considerato una semplice bravata, ma un gesto contro uno dei luoghi simbolo di Samolaco.

La chiesa di Sant’Andrea, il cimitero e i resti di un castello risalente all’889 e distrutto nel 1525 si trovano sul colle denominato Mott. Lungo il sentiero che conduce al complesso si sviluppa anche una Via Crucis del Settecento, attualmente in attesa di restauro.

Fondata nel 1335 e ampliata più volte nel corso dei secoli, la chiesa conserva dipinti del Cinquecento e affreschi di particolare interesse. In seguito alla costruzione della nuova chiesa di Era, l’edificio venne progressivamente abbandonato e spogliato.

Il complesso comprende inoltre il campanile costruito nel 1735, alto circa 30 metri e ben visibile dal fondovalle, e il piccolo cimitero storico. L’intero sito è oggi affidato alle cure di un’associazione culturale locale.

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La Valtellina (Valtelina in lombardo, Vuclina in romancio, Veltlin in tedesco) è una regione geografica alpina, corrispondente al bacino idrico del fiume Adda a monte del lago di Como, in Lombardia.

L’intera valle e la Valchiavenna formano insieme la Provincia di Sondrio.

La valle raggiunge con la Punta Perrucchetti, alta 4 020 metri e appartenente al Massiccio del Bernina, la massima altitudine della regione.

Da essa si dipartono numerose valli laterali come la Valmalenco, la Val Masino, Valle del Bitto, la Val Grosina, la Valfurva, la Valle del Braulio, la Valle di Fraele e, dal punto di vista storico-culturale anche la valle di Livigno (che però geograficamente è posta oltre lo spartiacque alpino principale).

Terra svizzera è invece la val Poschiavo, mentre la restante parte appartiene quasi tutta alla provincia di Sondrio e solo piccoli territori ricadono invece nelle province di Como e di Lecco.

La denominazione Tellina vallis compare per la prima volta in un testo di Ennodio, vescovo di Pavia, degli inizi del VI secolo.

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Ormai tutti gli studiosi di storia e di toponomastica hanno pacificamente accolto il fatto che il nome derivi dal latino curiale ”Vallis Tellina, che significa Valle di Teglio (Teglio è appunto un antico centro abitato che domina la media valle dell’Adda; l’aggettivo riferito a Teglio è tuttora “tellino”).

Un documento del 775 di Carlo Magno la nomina

«… qui dicitur Longobardia vel Vallis Tellina»
mentre un documento di Lotario I dell’824 riporta “In Valle Tellina”.

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