Giovedì 19 maggio 2022

Il primo sanatorio aperto in Italia, prima del Morelli

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Sondalo non vanta solo quello che un tempo fu il più grande sanatorio d’Europa, ma anche il primo sanatorio inaugurato (nel 1903) in Italia: parliamo dell’ex sanatorio liberty di Pineta di Sortenna.
Localizzato nella pineta sopra l’abitato di Sondalo e fortemente voluto dal dottor Ausonio Zubiani, fu realizzato dall’architetto Giuseppe Ramponi che ne assecondò le teorie medico-scientifiche e le tradusse in un linguaggio architettonico che rompeva gli schemi tradizionali dell’architettura ospedaliera, generalmente severa e pesante, progettando una struttura agile, disposta sul versante boscoso del Monte Sortenna. La facciata, grazie alla presenza di verande e terrazze per l’esposizione all’aria e al sole, era l’ideale per la degenza dei malati e presenta tuttora una struttura a cellule traforate che dona all’edificio un’impressione di leggerezza.
L’edificio principale, attorniato da altri edifici minori e circondato dalla pineta, offre un affaccio mozzafiato sulla valle. La struttura interna si presenta con un leggiadro vestibolo ottagonale che immette in un luminoso soggiorno. Da qui, attraverso una porta a vetri, si entra in un ampio giardino. Il tutto è disposto su un unico asse, lungo una piacevole galleria che accompagna subito lo sguardo di chi entra verso l’esterno, verso un orizzonte di natura dolce e suggestiva.
I sanatori abbandonati di Prasomaso
Dotato di una architettura lontana dagli schemi dell’architettura ospedaliera dei dei primi del Novecento rappresentò la prima tipologia di sanatori più simili a lussuosi alberghi per pazienti abbienti con sale per la conversazione, la lettura, la musica, grandi saloni con ampie vetrate per pranzi e camere singole con verande e percorsi nel giardino e nella pineta circostante.
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