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Gli infiniti lavori in galleria sulla Lecco – Colico

Gallerie Lecco Colico

Gallerie Lecco Colico – La galleria Monte Piazzo: un’infrastruttura strategica ma fragile

La tratta della SS36 tra Lecco e Colico rappresenta una delle arterie più importanti del Nord Italia. Ogni giorno migliaia di automobilisti, mezzi pesanti, pendolari e turisti attraversano questa direttrice fondamentale che collega il Lago di Como, la Valtellina e la Svizzera con Milano e la Brianza. Eppure, da anni, uno dei punti più critici dell’intera infrastruttura resta la galleria Monte Piazzo, un tunnel che sembra intrappolato in una manutenzione senza fine.

I continui cantieri lungo la Lecco-Colico hanno ormai trasformato la viabilità in un percorso a ostacoli fatto di restringimenti, deviazioni, chiusure notturne e code interminabili. Dietro questi disagi, però, si nasconde una realtà molto più complessa: la galleria è costruita in un’area geologicamente instabile, soggetta da decenni a movimenti del terreno e infiltrazioni idriche che mettono costantemente sotto pressione le strutture portanti del tunnel.

I lavori attualmente in corso non riguardano semplici interventi superficiali di manutenzione. Si tratta invece di opere profonde e invasive che prevedono il rifacimento di basamenti, solette, marciapiedi tecnici e fondamenta, oltre al consolidamento dell’intero rivestimento strutturale della galleria. L’obiettivo è quello di rallentare il deterioramento provocato dall’acqua e dagli spostamenti del versante montuoso sul quale è stata realizzata l’opera.

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Il problema principale deriva infatti dalla particolare conformazione geologica della zona. Diversi studi e relazioni tecniche hanno evidenziato come il traforo sia stato scavato in un settore caratterizzato da fratture profonde della roccia, attraverso cui l’acqua filtra da anni indebolendo progressivamente le strutture in cemento armato. In alcuni tratti, il movimento del terreno ha provocato lesioni importanti, deformazioni e cedimenti che hanno richiesto interventi urgenti di messa in sicurezza.

Nel corso del tempo ANAS è intervenuta più volte con opere tampone, consolidamenti localizzati e monitoraggi continui. Tuttavia la situazione viene descritta dagli stessi tecnici come estremamente delicata. In particolare, il problema non riguarda soltanto il tunnel in sé, ma l’intero versante montuoso sovrastante, che tende lentamente a scivolare verso il lago. Questo fenomeno geologico rende ogni intervento complesso, costoso e soprattutto non definitivo.

Non a caso, negli ultimi anni, gli interventi si sono intensificati anche in vista delle Olimpiadi Milano-Cortina, evento che rende ancora più strategico garantire collegamenti efficienti verso la Valtellina. Gli investimenti messi in campo sono enormi e comprendono opere di consolidamento strutturale, sistemi di monitoraggio avanzati e nuove protezioni idrauliche.

La sensazione diffusa tra automobilisti e residenti è però quella di trovarsi davanti a un cantiere permanente. Molti si chiedono come sia possibile che, dopo decenni di lavori, il problema non venga mai realmente risolto. La risposta è legata proprio alla natura del dissesto: non si tratta di un semplice deterioramento dovuto al tempo, ma di una criticità strutturale originaria, aggravata da condizioni geologiche e idrografiche estremamente difficili.

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Perché i lavori sembrano infiniti: infiltrazioni, dissesti e rischio idrogeologico

Per comprendere perché i cantieri nelle Gallerie Lecco Colico sembrino interminabili bisogna analizzare il contesto geologico in cui sorge la galleria Monte Piazzo. L’intera area è infatti considerata una delle più delicate dal punto di vista idrogeologico lungo la SS36. Negli anni, tecnici e geologi hanno documentato un lento ma costante movimento del versante montuoso, accompagnato da infiltrazioni d’acqua che compromettono la stabilità della struttura.

L’acqua rappresenta il principale nemico della galleria. Le infiltrazioni penetrano nelle fratture della roccia e raggiungono le strutture in cemento armato, provocando degrado, erosione e perdita di resistenza. In alcuni tratti, il problema è diventato così grave da richiedere il completo rifacimento del rivestimento interno con nuovi spessori di cemento armato e strutture metalliche di rinforzo.

Gli interventi attuali prevedono opere molto pesanti dal punto di vista ingegneristico. I lavori comprendono:

  • consolidamento delle fondamenta;
  • rifacimento delle solette;
  • ricostruzione dei basamenti;
  • rinforzo dei marciapiedi tecnici;
  • posa di armature metalliche;
  • monitoraggio continuo delle deformazioni.

Tutte operazioni indispensabili per mantenere in sicurezza una galleria che continua a subire sollecitazioni dovute ai movimenti del terreno.

Uno degli aspetti più preoccupanti riguarda proprio il fatto che il dissesto non può essere eliminato completamente. Alcune relazioni tecniche parlano chiaramente di una struttura costruita in un’area instabile “per natura”, dove il lento scivolamento del versante verso il lago continuerà a esercitare pressioni sulla galleria anche in futuro.

Per questo motivo gli interventi assumono spesso la forma di manutenzioni straordinarie cicliche: si interviene, si mette in sicurezza, si monitora e dopo alcuni anni emergono nuove criticità da affrontare. È una situazione che genera inevitabilmente frustrazione tra cittadini e automobilisti, soprattutto considerando l’importanza strategica della SS36 per l’economia del territorio.

Le conseguenze sulla viabilità sono pesanti. Ogni chiusura di una canna provoca deviazioni sulla viabilità secondaria e rallentamenti enormi, specialmente nei periodi turistici o nei weekend. La situazione si complica ulteriormente quando i lavori coincidono con altri cantieri ferroviari o con eventi meteorologici intensi, come accaduto recentemente con gli allagamenti nella zona di Lecco.

Nonostante tutto, i tecnici ritengono questi interventi assolutamente indispensabili. Senza il consolidamento continuo, infatti, il rischio sarebbe quello di un deterioramento molto più rapido della struttura, con possibili limitazioni permanenti o addirittura chiusure prolungate della tratta.

Gallerie Lecco Colico

Ed è proprio questo il nodo centrale della questione: la Monte Piazzo non è soltanto una galleria problematica, ma un’infrastruttura vitale da cui dipendono i collegamenti tra la Valtellina e il resto della Lombardia. Per questo motivo, anche se i lavori sembrano non finire mai, fermarsi non è considerata un’opzione.

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