Data apertura chiusura Stelvio – Da alcuni anni, per quanto riguarda le date di apertura e chiusura della strada del passo Stelvio, gli enti preposti si sono accordati per far sì che siano fisse, meteo permettendo.
Un po’ come avviene con il passo Forcola (in questo caso con decisione unilaterale del Canton Grigioni).
Stesso discorso per la data di chiusura del passo Stelvio.
Nonostante il versante altoatesino e quello lombardo seguano regole diverse solitamente apre lo stesso giorno anche il versante da Trafoi, unitamente al versante svizzero (dal passo Umbrail o Giogo di Santa Maria).
Nel 2026 è stato il 22 maggio il giorno di apertura di tutti e tre i versanti del passo dello Stelvio (quello lombardo, da Bormio; quello altoatesino, da Prato allo Stelvio; quello svizzero, attraverso il Passo Umbrail, da S.ta Maria Mustair).
Situazione passi alpini Valtellina
Data apertura chiusura Stelvio
La chiusura stagionale della strada del Passo dello Stelvio per l’inverno 2026 è prevista per l’inizio di novembre 2026 (solitamente tra la fine di ottobre e i primissimi giorni di novembre, in base alle condizioni meteo e alla neve).
Il Passo dello Stelvio (Stilfser Joch in tedesco, 2758 m s.l.m.) è un valico alpino delle Alpi Retiche, nonché il più alto valico automobilistico d’Italia, davanti al colle dell’Agnello, e il secondo d’Europa dietro al colle dell’Iseran.
Situato fra Trentino-Alto Adige e Lombardia, all’interno delle Alpi dell’Ortles (gruppo Ortles-Cevedale) e del parco nazionale dello Stelvio, vicino a importanti massicci come Ortles, Umbrail, monte Livrio e monte Scorluzzo, divide dal punto di vista geomorfologico le Alpi Retiche occidentali da quelle meridionali ed è non solo un importante collegamento tra Valtellina e val Venosta, ma anche meta ambita di sciatori, escursionisti, ciclisti e motociclisti.
Il passo Stelvio in inverno: un paradiso di neve per gli avventurieri
Con i suoi 2.758 metri di quota, il Passo dello Stelvio è il valico automobilistico più alto d’Italia e uno dei più celebri dell’arco alpino. Collegamento storico tra Valtellina e Alto Adige, rappresenta una meta iconica per il turismo estivo e per gli sport di montagna.
Miramonti Park Hotel****
Hotel Sottovento****
Sottovento Dolce Bar Pasticceria
La Grande Guerra sul Passo dello Stelvio
Durante la Prima guerra mondiale, tra il 1915 e il 1918, il Passo dello Stelvio e le montagne circostanti divennero parte di uno dei fronti più difficili e particolari dell’intero conflitto. Dopo l’ingresso dell’Italia in guerra contro l’Impero austro-ungarico, il territorio dell’Ortles-Cevedale assunse una notevole importanza strategica. Il Passo dello Stelvio, situato a 2.758 metri di altitudine, si trovava infatti in una zona di confine e rappresentava un importante punto di collegamento attraverso le Alpi. In questo settore si fronteggiarono soprattutto soldati italiani e austro-ungarici, costretti a combattere in un ambiente estremamente difficile.
La guerra combattuta sulle montagne dello Stelvio viene ricordata come parte della “Guerra Bianca”, perché molti combattimenti avvennero tra neve, rocce e ghiacciai, spesso a quote superiori ai 3.000 metri. I soldati dovettero costruire trincee, postazioni, baraccamenti, sentieri e sistemi di rifornimento in luoghi apparentemente impossibili da raggiungere. Per trasportare viveri, munizioni e materiali furono utilizzate anche teleferiche e mulattiere militari. Il freddo intenso, le abbondanti nevicate e le valanghe rappresentavano un pericolo costante e potevano essere letali quanto i combattimenti. La sopravvivenza quotidiana era quindi una delle principali difficoltà per entrambi gli eserciti.
Ancora oggi il territorio dello Stelvio conserva numerose testimonianze della Grande Guerra. Lungo alcuni sentieri dell’area dell’Ortles sono ancora visibili resti di fortificazioni, postazioni militari e percorsi utilizzati dai soldati. Anche il ritiro dei ghiacciai ha fatto riemergere nel tempo alcuni reperti risalenti al conflitto. Visitare questi luoghi permette quindi non soltanto di ammirare uno spettacolare ambiente alpino, ma anche di comprendere quanto dure e drammatiche fossero le condizioni dei soldati che combatterono sul fronte dello Stelvio. Oggi queste tracce rappresentano una preziosa memoria storica di una guerra combattuta in uno degli ambienti più estremi d’Europa.










