Cronaca

Volontario del soccorso alpino deceduto nella valanga in Valfurva

Volontario del soccorso alpino deceduto

Volontario del soccorso alpino deceduto – Sta terminando l’intervento per il recupero del corpo dell’uomo che ha perso la vita oggi, sabato 2 maggio 2015, nel territorio di Santa Caterina Valfurva.

È caduto per una cinquantina di metri in un dirupo nella zona del passo San Matteo, all’altezza del Terminale.

La quota in cui è avvenuto l’incidente è di 3400 metri.

Stava praticando sci alpinismo con un’altra persona, quando c’è stato un distacco di neve che lo ha spinto nel crepaccio.

Immediato l’allertamento dei soccorsi.

Sul posto due eliambulanze, da Sondrio e da Bergamo, oltre ai tecnici del CNSAS (Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico), che hanno provveduto al recupero.

Alpinista tedesco precipitato sul Disgrazia

Volontario del soccorso alpino deceduto

Il medico ha constatato il decesso, dovuto ai traumi riportati nella caduta.

Sul posto anche il Sagf della Guardia di Finanza.

Lo sci alpinista deceduto, L.D.C. le iniziali, residente a Santa Caterina Valfurva, era un volontario tecnico del Soccorso alpino.

La VII Delegazione Valtellina – Valchiavenna esprime con profondo dolore la propria vicinanza alla famiglia e ai compagni soccorritori.

LE OFFERTE DI OGGI

Le principali cause di infortunio in montagna sono le cadute e gli scivoloni (responsabili di oltre il 45% degli interventi di soccorso), l’incapacità fisica o tecnica e i malori improvvisi.

Questi incidenti sono spesso aggravati da una preparazione inadeguata, disattenzione e condizioni ambientali estreme.

Cause principali e dinamiche

Cadute e scivolamenti

Sono causate da terreni scivolosi, detriti mobili, radici o errata valutazione del passo, e avvengono prevalentemente in discesa a causa della stanchezza accumulata.

Impreparazione e sovrastima delle capacità

Affrontare percorsi troppo difficili per il proprio livello fisico, uniti alla mancanza di una pianificazione adeguata (orari, dislivelli).

Fattori ambientali

Repentini cambi di meteo, nebbia, freddo o caldo estremo possono provocare ipotermia o colpi di calore. Ad alta quota si aggiunge l’ipossia che può causare il mal di montagna.

Pericoli oggettivi

Frane, caduta massi e valanghe in ambiente innevato.

Lesioni fisiche più frequenti

Traumi agli arti inferiori

Distorsioni della caviglia e lesioni ai legamenti del ginocchio (menischi) dovute ad appoggi errati.

Fratture e contusioni

Colpiscono principalmente polsi, clavicole e arti inferiori in seguito a cadute accidentali.

Sovraccarichi

Tendiniti e infiammazioni muscolari dovute a sforzi intensi e prolungati.

LU SULE, LU MARE, LU IENTU

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