Domenica 22 maggio 2022

Teo Fabi: dalla F1 ai mondiali di sci per il Brasile

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Avete presente le miniere di Lanzada Bagnada e Brusada Ponticelli? La prima è stata della IMI FABI, la seconda lo è ancora.
Fabi è un nome che per gli appassionati di motori non passa inosservato.
Grazie a Teo e Corrado, oggi amministratori dell’azienda di famiglia. Un tempo piloti di Formula 1.
Il più famoso (come pilota si intende) è stato Teo (il fratello maggiore): campione del mondo sport prototipi, 71 GP in Formula 1, 3 pole position, due podi e 23 punti mondiali,
Nella sua carriera, oltre alla Formula 1 ha corso in altre categorie: campione italiano di Formula Super Ford 2000, campionato americano cart (2° debuttante nella storia a qualificarsi in 1ª posizione alla 500 Miglia di Indianapolis) e vicecampione nel 1983, campionato mondiale sport prototipi, in cui si è laureato campione del mondo alla guida della Jaguar XJR-14 nel 1991.
Quello che forse non tutti sanno è che, prima dell’automobilismo, partecipò allo slalom speciale ai campionati mondiali di sci del 1970 in Val Gardena per i colori del Brasile.
Tra i suoi primari il fatto di essere stato il primo pilota a condurre la Benetton in pole position.

Il debutto in Formula 1 di Fabi avvenne alla guida della Toleman nel 1982, affiancando l’inglese Derek Warwick, non riuscendo per problemi di affidabilità dell’auto a concludere una gara.
Dopo un anno in Formula Cart, tornò nel 1984 alla guida della Brabham, come compagno del campione del mondo Nelson Piquet, alternandosi alla guida con il fratello Corrado (che successivamente decide di dedicarsi alla gestione dell’impresa di famiglia) essendo ancora impegnato nel campionato Usa. Concluse la stagione dodicesimo con nove punti mondiali.
Rimasto nel 1985 senza una guida a maggio Teo si accordò nuovamente con la Toleman, rilevata da Benetton, con undici ritiri in tredici gare e nessun punto in classifica, ma sorprendendo in Germania al Nurburgring, dove ottenne la sua prima pole position.
Nel 1986 rimase al volante della Benetton, con motori Bmw, arrivò quinto in Spagna e ottenne due pole position, a Zeltweg e a Monza, purtroppo non riuscendo a terminare entrambe le gare.
Nel 1987 fu affiancato dal belga Thierry Boutsen e visse la sua stagione migliore, arrivando al traguardo quattro volte a punti, con un podio, terzo in Austria alle spalle di Mansell e Piquet, concludendo il campionato in nona posizione con dodici punti. A fine stagione lasciò la Formula 1 dedicandosi alle competizioni americane, diventando anche campione del mondo nella categoria Sport prototipi nel 1991 con una Jaguar XJR-14.

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