Sondrio tangenziale – Una tangenziale che inizia con una rotonda e finisce con un’altra. Sembra un controsenso, eppure è quello che accade a Sondrio, lungo la Strada Statale 38 dello Stelvio. Da una parte la rotatoria della Sassella, dall’altra quella del Trippi: due punti strategici che possono trasformarsi in veri e propri colli di bottiglia, soprattutto nei periodi di maggiore traffico.
La tangenziale di Sondrio: una strada tra due rotonde
La tangenziale di Sondrio rappresenta uno dei collegamenti più importanti per la mobilità della Valtellina. Permette agli automobilisti di evitare buona parte del centro cittadino, facilitando gli spostamenti tra la bassa valle e le località dell’Alta Valtellina.
Il suo funzionamento presenta però una particolarità : alle due estremità si trovano altrettante rotatorie che regolano l’immissione dei veicoli sulla viabilità ordinaria.
A ovest si incontra la rotonda della Sassella, punto di collegamento tra Sondrio, Castione Andevenno e la direttrice verso Morbegno e Milano. A est si trova invece la rotonda del Trippi, nel territorio di Montagna in Valtellina, lungo il percorso verso Tirano e Bormio.
Quando il traffico è regolare, il sistema consente di distribuire i veicoli sulle diverse strade. Durante i fine settimana, le festività e i periodi di maggiore afflusso turistico, però, la situazione può cambiare radicalmente.
Le code che si formano alle rotatorie possono propagarsi lungo la tangenziale, rallentando anche chi dovrebbe semplicemente attraversare Sondrio senza entrare in città .
Perché sono state costruite due rotonde?
Le rotatorie non rappresentano necessariamente un errore progettuale. Sono infrastrutture utilizzate per collegare strade differenti, regolare le precedenze e migliorare la sicurezza delle intersezioni.
Nel caso di Sondrio, la presenza delle rotonde è legata alla necessità di raccordare la tangenziale con la rete stradale esistente, all’interno di un territorio caratterizzato da centri abitati, insediamenti commerciali, terreni agricoli e infrastrutture ferroviarie.
Realizzare una strada completamente priva di intersezioni avrebbe richiesto soluzioni più complesse, come svincoli sopraelevati, sottopassi e collegamenti separati dalla viabilità locale.
Le rotatorie costituiscono invece una soluzione relativamente semplice, ma presentano un limite importante: quando il numero di veicoli supera la loro capacità di smaltimento, il traffico rallenta e possono formarsi lunghe code.
Il problema, quindi, non è soltanto la presenza delle due rotonde, ma la capacità dell’intero sistema stradale di gestire i flussi di traffico attuali.
La Sassella: il punto critico per chi arriva dalla bassa valle
La rotonda della Sassella è uno dei nodi più delicati della viabilità sondriese. Qui confluiscono i veicoli diretti verso il capoluogo, quelli che proseguono lungo la SS38 e il traffico proveniente dalle aree commerciali e produttive circostanti.
Durante i fine settimana, soprattutto quando numerosi turisti raggiungono o lasciano le località montane, l’intersezione può diventare un punto di congestione.
Per affrontare questa criticità è stato progettato un nuovo svincolo a livelli sfalsati, destinato a sostituire l’attuale configurazione della rotatoria.
L’intervento prevede un viadotto e nuove rampe di collegamento, con l’obiettivo di separare il traffico principale da quello locale. In questo modo, i veicoli che percorrono la direttrice della SS38 potranno proseguire senza dover necessariamente attraversare la rotatoria.
Il progetto, tuttavia, ha suscitato anche discussioni riguardo all’impatto paesaggistico e alla sua effettiva capacità di risolvere le criticità della zona.
La sfida sarà evitare che le code vengano semplicemente spostate qualche centinaio di metri più avanti.
Il Trippi: non soltanto una rotonda, ma anche il problema della ferrovia
All’estremità orientale della tangenziale si trova il nodo del Trippi, un altro punto particolarmente importante per la circolazione stradale.
Qui il problema non riguarda esclusivamente la rotatoria. Nelle vicinanze si trova infatti il passaggio a livello della linea ferroviaria Sondrio-Tirano, che rappresenta un ulteriore elemento di interferenza tra traffico automobilistico e ferroviario.
Quando le barriere si abbassano per consentire il passaggio dei treni, i veicoli devono fermarsi, con possibili ripercussioni sulla circolazione circostante.
Per migliorare la situazione è prevista la realizzazione della tangenziale sud di Sondrio, con un nuovo cavalcavia nella zona del Trippi.
L’obiettivo è superare l’interferenza con la ferrovia e rendere più efficienti i collegamenti verso est.
Anche in questo caso, però, rimane una questione fondamentale: eliminare il passaggio a livello non significa automaticamente eliminare tutte le code. Sarà necessario verificare come funzioneranno le nuove intersezioni e se saranno sufficienti a gestire i flussi di traffico.
Quando cambierà la viabilità di Sondrio?
Il miglioramento della viabilità lungo la SS38 è da anni al centro del dibattito infrastrutturale valtellinese.
Gli interventi alla Sassella e al Trippi rientrano in un programma più ampio di potenziamento dei collegamenti stradali, sviluppato anche in relazione alle esigenze di accessibilità del territorio.
Secondo i cronoprogrammi illustrati nel luglio 2026, l’obiettivo indicato per il completamento delle principali opere è il 2028, salvo eventuali modifiche legate alle procedure e all’avanzamento dei cantieri.
Si tratta di interventi importanti non soltanto per i residenti, ma anche per il turismo e le attività economiche della provincia.
La SS38 rappresenta infatti una delle principali vie di accesso alle località montane e viene utilizzata quotidianamente da pendolari, lavoratori, mezzi commerciali e visitatori.
Il vero paradosso a Sondrio della tangenziale tra due rotonde
La situazione di Sondrio dimostra che una tangenziale non è automaticamente sinonimo di traffico scorrevole.
Una strada può essere progettata per evitare il centro abitato, ma se alle sue estremità si trovano intersezioni incapaci di assorbire il traffico, una parte dei benefici rischia di andare perduta.
Questo non significa che le rotatorie siano sempre una scelta sbagliata. In molte situazioni funzionano bene e garantiscono sicurezza e fluidità . Il problema nasce quando devono gestire flussi particolarmente intensi, come quelli che interessano la Valtellina nei periodi turistici.
Il vero paradosso di Sondrio è avere una strada fondamentale per attraversare la valle che può diventare lenta proprio nei punti in cui dovrebbe garantire continuità .
Gli interventi programmati potrebbero cambiare questa situazione, ma soltanto il loro funzionamento effettivo permetterà di valutarne i risultati.
Nel frattempo resta una domanda che molti automobilisti continueranno a porsi: ha davvero senso una tangenziale che inizia e finisce con due rotonde?
La risposta è che una tangenziale può funzionare anche con due rotatorie. Ma quando queste diventano punti di congestione, è l’intero sistema viabilistico a dover essere ripensato.










