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Galleria Monte Piazzo a fine vita: cosa sappiamo davvero e quali sono i rischi per la strada statale 36 e per la provincia di Sondrio

Monte piazzo fine vita

Monte Piazzo fine vita – La galleria Monte Piazzo, lungo la Strada Statale 36, è al centro delle preoccupazioni per il futuro dei collegamenti tra Lecco, l’Alto Lago di Como, la Valtellina e la Valchiavenna. Il tunnel attraversa un versante montuoso interessato da un lento movimento franoso, che negli anni ha provocato deformazioni strutturali e reso necessari importanti interventi di consolidamento.

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Nonostante i lavori effettuati, rimane aperta una domanda fondamentale: quanto potrà durare ancora la galleria Monte Piazzo? Il riferimento a una durata progettuale di circa quindici anni ha alimentato timori su una possibile chiusura definitiva. Tuttavia, questo termine non rappresenta una scadenza automatica. Nel frattempo, si discute della necessità di realizzare una nuova variante della SS36, capace di garantire collegamenti più sicuri nel lungo periodo.

Galleria Monte Piazzo: perché si parla di fine vita

La galleria Monte Piazzo si trova lungo la SS36 del Lago di Como e dello Spluga, tra Dervio e Dorio. Rappresenta un’infrastruttura strategica per la mobilità della Lombardia settentrionale, utilizzata quotidianamente da pendolari, mezzi commerciali e turisti diretti verso la Valtellina e la Valchiavenna.

Il problema principale non riguarda semplicemente l’età del tunnel, costruito negli anni Settanta, ma le caratteristiche geologiche della montagna attraversata. Il Monte Piazzo è interessato da una deformazione gravitativa profonda del versante, un fenomeno che determina lo spostamento lento e progressivo di grandi masse rocciose verso il Lago di Como.

Questi movimenti esercitano nel tempo pressioni sulle strutture sotterranee, provocando deformazioni e rendendo necessari interventi periodici. Le prime criticità significative risalgono al 1986, mentre negli anni successivi sono emersi ulteriori problemi strutturali.

Una situazione particolarmente difficile si verificò nel 2013, quando le condizioni della galleria determinarono pesanti limitazioni alla circolazione. L’episodio dimostrò quanto fosse vulnerabile il sistema dei collegamenti stradali verso la Valtellina.

Il consolidamento della galleria permette di rafforzarne le strutture, ma non elimina il movimento naturale della montagna. È questa la ragione principale per cui si continua a discutere del futuro dell’infrastruttura.

La galleria Monte Piazzo chiuderà tra 15 anni?

Uno degli aspetti che ha suscitato maggiore attenzione riguarda il riferimento a una durata di circa quindici anni degli interventi di consolidamento. Questa indicazione è stata talvolta interpretata come una possibile data di scadenza della galleria.

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Durante un incontro pubblico a Colico, il 7 luglio 2026, i rappresentanti di Anas hanno chiarito che il periodo indicato non equivale a una chiusura automatica. Si tratta di un parametro progettuale, mentre la durata effettiva dell’infrastruttura dipenderà dall’evoluzione delle condizioni strutturali e dai risultati dei controlli.

Non esiste quindi una data già stabilita per la chiusura definitiva della Monte Piazzo. Tuttavia, il movimento del versante rende necessario mantenere alta l’attenzione e programmare soluzioni alternative prima che eventuali criticità possano compromettere la continuità della circolazione.

I lavori Anas da 77 milioni di euro sulla SS36

Per migliorare la sicurezza della galleria, Anas ha avviato un programma di riqualificazione dal valore complessivo di circa 77 milioni di euro, nell’ambito degli interventi infrastrutturali collegati alle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026.

Il progetto comprende il rafforzamento delle strutture in cemento armato, il rifacimento di parti dei rivestimenti, interventi di impermeabilizzazione e drenaggio e l’ammodernamento degli impianti tecnologici.

Particolare attenzione viene dedicata alla gestione delle acque sotterranee, che possono contribuire alle sollecitazioni sulle strutture. È previsto inoltre un sistema permanente di monitoraggio, progettato per rilevare deformazioni e spostamenti, consentendo valutazioni costanti delle condizioni del tunnel.

Secondo il cronoprogramma comunicato, gli interventi principali dovrebbero concludersi entro la fine del 2026, con la prospettiva di una galleria riqualificata nel 2027. Il rispetto di queste tempistiche dipenderà comunque dall’avanzamento effettivo dei lavori.

Gli interventi permetteranno di migliorare l’affidabilità dell’infrastruttura esistente, ma non costituiscono una soluzione definitiva al fenomeno geologico che interessa il Monte Piazzo.

Nuova galleria Monte Piazzo a fine vita: le ipotesi per la variante della SS36

Proprio per superare i limiti dell’attuale infrastruttura, Anas ha avviato approfondimenti per individuare una possibile variante della SS36 in grado di evitare il tratto maggiormente esposto ai movimenti della montagna.

Le alternative considerate comprendono la realizzazione di una nuova galleria spostata rispetto al tracciato esistente oppure un intervento più ampio, capace di aggirare una porzione maggiore dell’area geologicamente instabile.

La scelta dipenderà dagli studi geologici, dalle valutazioni tecniche, dall’impatto ambientale e dai costi. Per una variante di grande portata è stata prospettata una spesa nell’ordine del miliardo di euro, ma non si tratta di un finanziamento già approvato né di un costo definitivo.

Restano quindi da definire il tracciato, le risorse economiche e le tempistiche necessarie alla progettazione e alla costruzione della nuova infrastruttura.

Quali conseguenze per Valtellina, Valchiavenna e Alto Lago?

Un’eventuale chiusura prolungata della Monte Piazzo avrebbe conseguenze rilevanti sulla mobilità della Lombardia settentrionale. La SS36 rappresenta infatti uno dei principali collegamenti tra Milano, Lecco, la Valtellina e la Valchiavenna.

Le strade alternative non garantiscono la stessa capacità di traffico della superstrada. Per questo motivo, eventuali interruzioni potrebbero provocare congestioni, allungamento dei tempi di percorrenza e difficoltà per il trasporto merci e il turismo.

La questione è arrivata anche all’attenzione della politica nazionale. Nell’ottobre 2026 il deputato Fabrizio Benzoni, di Azione, ha chiesto chiarimenti al Governo sulle prospettive dell’infrastruttura e sulle possibili soluzioni.

Nel dibattito è emersa inoltre l’opportunità di coordinare una futura variante stradale con il potenziamento dei collegamenti ferroviari verso la Valtellina, attraverso una pianificazione complessiva della mobilità.

Il futuro della Monte Piazzo: cosa aspettarsi

La galleria Monte Piazzo non ha una data di chiusura definitiva già programmata, ma resta un’infrastruttura che richiede controlli costanti a causa delle condizioni geologiche del versante.

I lavori di consolidamento rappresentano una risposta importante per migliorare la sicurezza nel medio periodo. La prospettiva di lungo termine dipenderà invece dalla capacità di individuare e finanziare una variante della SS36.

Per residenti, pendolari e imprese, la questione decisiva non è soltanto quanto durerà ancora il tunnel, ma quando sarà possibile passare dagli studi alla realizzazione di un collegamento alternativo. Una scelta strategica per garantire il futuro della mobilità tra il Lago di Como e la Valtellina.

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