Passo Maloja chiuso frana
Questa mattina intorno alle ore 9:30, un’enorme frana si è staccata dalla parete nord-est del Pizzo Cengalo, a circa 3000 metri di quota, dando origine ad una colata detritica di 3 milioni di metri cubi che ha devastato la sottostante Val Bondasca e interessato parzialmente anche l’abitato di Bondo.
Il crollo è stato preceduto da altri più piccoli, che si susseguivano dai mesi di giugno e luglio.
Le otto vittime della grande frana sono ancora disperse.
Passo Maloja chiuso frana
La frana del Pizzo Cengalo del 2017
Il 23 agosto 2017, intorno alle 9:30, una gigantesca frana si staccò dalla parete nord-est del Pizzo Cengalo, montagna situata nelle Alpi al confine tra Italia e Svizzera.
Circa 3,1 milioni di metri cubi di roccia precipitarono verso la Val Bondasca, colpendo anche il ghiacciaio sottostante.
L’impatto mise in movimento enormi quantità di materiale, acqua e detriti, provocando successive colate detritiche che raggiunsero il paese svizzero di Bondo, nel Cantone dei Grigioni.
L’evento ebbe conseguenze particolarmente gravi e funeste: otto persone persero la vita nella Val Bondasca e i loro corpi non furono recuperati nonostante le operazioni di ricerca.
A Bondo, invece, per fortuna non ci furono vittime grazie anche all’evacuazione della popolazione.
Circa 500.000 metri cubi di detriti raggiunsero la zona abitata, causando danni a edifici, strade e altre infrastrutture del paese.
La frana del Pizzo Cengalo rappresenta uno degli eventi naturali più importanti avvenuti nelle Alpi svizzere negli ultimi decenni. Gli studi successivi hanno evidenziato il ruolo dell’acqua, del ghiaccio e dell’instabilità della parete rocciosa nel fenomeno. La tragedia ha inoltre mostrato quanto siano fondamentali il monitoraggio delle montagne, i sistemi di allarme e le opere di protezione per ridurre i rischi nelle vallate alpine.












