Notizie Canton Grigioni – In Alta e in Bassa Engadina l’effetto olimpico è stato notato meno, dato che le strutture ricettive sono già ben occupate durante le ferie sportive.
Calato il sipario sulle Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026, la Valposchiavo traccia i primi bilanci. Se per alcune strutture l’evento ha rappresentato un’opportunità inedita per testare l’apertura invernale, per altre l’impatto è stato inferiore alle aspettative della vigilia, frenato anche dalle strategie tariffarie delle vicine stazioni valtellinesi.
Aumento dei pernottamenti, dal 3 fino al 30%
A Brusio la rassegna a cinque cerchi ha spinto alcuni operatori a scardinare la tradizionale stagionalità. “Normalmente in questo periodo siamo chiusi, quindi è difficile fare un confronto con gli anni precedenti”, spiega un albergatore della zona a Keystone-ATS. Tuttavia, il bilancio delle due settimane olimpiche è positivo: l’afflusso è stato giudicato “buono” e, soprattutto, “chiaramente connesso alla manifestazione”. Per queste strutture, i Giochi hanno rappresentato un mercato interamente nuovo che ha giustificato l’apertura straordinaria.
Meno entusiasta il bilancio che arriva da Le Prese. Nonostante un incremento dei pernottamenti stimato tra il 20% e il 30%, l’afflusso complessivo è risultato inferiore a quanto previsto mesi fa. A pesare è stata soprattutto la discontinuità: “Abbiamo lavorato bene nei fine settimana, mentre durante la settimana c’è stato poco movimento”, osserva un operatore locale.
Nel borgo di Poschiavo, i dati parlano di una sostanziale stabilità nei volumi di affluenza, ma con un risvolto economico differente. “Abbiamo registrato un modesto 3% in più nei pernottamenti, quindi i volumi sono rimasti pressoché invariati”, dichiara un albergatore del centro storico. A cambiare è stata però la cifra d’affari: grazie alla possibilità di applicare prezzi maggiorati in linea con l’evento internazionale, la redditività del periodo è risultata superiore alla media stagionale, pur senza un aumento massiccio di ospiti.
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Nessun effetto olimpico in Engadina
Le due settimane di Olimpiadi sono cadute proprio durante l’alta stagione per il turismo engadinese, periodo in cui gli alberghi registrano un tasso di occupazione superiore all’80%. “Non abbiamo registrato un aumento ulteriore delle presenze”, ha dichiarato la portavoce di Engadin Tourismus, Silvia Nüesch, a Keystone-ATS, aggiungendo che comunque nella regione non ci si aspettava un effetto olimpico sui pernottamenti.
A Zernez, più vicina alle gare di Livigno e Bormio, hanno pernottato alcuni ospiti dall’Olanda, probabilmente clienti abituali di Livigno che si sono spostati nei Grigioni durante le Olimpiadi. In Bassa Engadina sono arrivati turisti anche dall’Austria, dall’Italia, dalla Svezia e dalla Bosnia-Erzegovina, che di solito non pernottano in questa regione a febbraio. “La Bassa Engadina registra attualmente un aumento del 5% dei pernottamenti in febbraio, spiega il portavoce della destinazione Engadin Scuol Zernez, Simon Eppenberger. L’aumento non è tuttavia dovuto ai Giochi olimpici invernali, ma alle vacanze sportive, che quest’anno si sono svolte due settimane prima rispetto all’anno scorso”.
Cambi di tariffe in Valtellina
Come si spiegano le differenti situazioni nei Grigioni meridionali? Secondo l’analisi degli albergatori valposchiavini, un fattore determinante è stata la gestione dei prezzi in Valtellina. Bormio e Livigno, ma anche Tirano e i paesi limitrofi, hanno inizialmente applicato tariffe molto elevate, per poi ridurle drasticamente a ridosso dell’evento a fronte di prenotazioni inferiori alle attese. Questa “correzione di rotta” dell’ultimo minuto avrebbe trattenuto i turisti nelle sedi di gara, limitando il travaso di ospiti verso la Valposchiavo.
Secondo il portavoce di Engadin Scuol Zernez il concetto delle Olimpiadi diffuse ha comportato un minore impatto sulle regioni turistiche in Bassa Engadina e Val Monastero. “Le aspettative erano quindi basse. Siamo comunque soddisfatti che i nostri clienti abbiano potuto trascorrere le vacanze da noi come previsto”, ha concluso Eppenberger, sottolineando anche sollievo per la situazione del traffico che si è rivelata “inaspettatamente non problematica”.
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Il Cantone Grigioni (in tedesco Kanton Graubünden, in romancio Chantun Grischun), è uno dei 26 cantoni della Svizzera.
È il più esteso e orientale, oltre a essere l’unico cantone trilingue, con italiano, romancio e tedesco come lingue ufficiali.
Il Cantone è in prevalenza montuoso; la vetta più alta è il Pizzo Bernina che raggiunge i 4 049 metri di altezza.
L’italiano è parlato nel Grigioni italiano, che consiste delle valli Mesolcina, Calanca, Bregaglia e Poschiavo, come pure del villaggio Maloja, nei comuni di Sankt Moritz, Pontresina e nella frazione Bivio.
Il territorio del Cantone è in prevalenza montuoso; la vetta più alta è il Pizzo Bernina, che raggiunge i 4 049 m.
I fiumi principali che interessano il Cantone sono il Reno e l’Inn, entrambi correnti sul versante settentrionale delle Alpi.
La denominazione di Grigioni, o Grisoni per indicare le comunità sovrane del Libero Stato delle Tre Leghe risale alle Guerre d’Italia.
Gli stemmi delle Tre Leghe formano quindi lo stemma del canton Grigioni. Il primo quarto in nero e argento è la Lega Grigia, il secondo quarto in azzurro e oro è la Lega delle Dieci Giurisdizioni, mentre lo stambecco nero rampante è l’emblema della Lega della Ca’ di Dio.











