Giovedì 19 maggio 2022

Franzetti: “a ciascuno il proprio ruolo nell’incoming valtellinese”

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In questi giorni si legge sulla stampa locale: “Bisogna” sfruttare la DMO come loro Agenzie Viaggi.”
“La fatina del turismo con i suoi paggetti istituzionali sostengono che il prodotto turistico ancora non c’è, sta ai consorzi crearlo dopo di che Noi, Valtellina Turismo, ci occuperemo della sua promocommercializzazione tramite l’agenzia viaggi da noi costituita a doc” (dalla Provincia del 26/07 pag. 11).
Vorrei ricordare ai Guru istituzionali che da più di vent’anni sul territorio della Valtellina sono presenti ben più di 18 agenzie e tour operator specializzate nell’incoming valtellinese. La titolarità, la direzione tecnica, la sede, i capitali, la professionalità, le risorse umane (oltre 80 collaboratori), sono di coloro che vi lavorano e si impegnano in prima persona, e in parecchi casi, sono anche proprietari di strutture turistiche (Hotel, scuole di sci, azionisti in società impianti, gestori di infrastrutture, operatori turistici, ecc.), a differenza dell’Agenzia Valtellina Turismo dove la titolarità è dell’Ex Presidentessa della Società Pubblica, la direzione tecnica affidata a persona esterna alla Valle, la sede operativa e il numero di telefono presso un’associazione di categoria. (vedesi elenco della Provincia di Sondrio – Agenzie di Viaggi in vita al 18/06/2014).
Mi chiedo perché, queste eccellenze presenti nelle singole località turistiche volutamente o per dimenticanza non siano mai state interpellate e tenute in considerazione dalle Istituzioni Pubbliche??
Se in questi ultimi anni l’economia turistica Valtellinese, se pur con difficoltà, è riuscita a contenere il calo di fatturato non è sicuramente per le azioni promozionali e di strategie commerciali messe in essere dal pubblico e dalle Istituzioni, ma esclusivamente per la caparbietà, la determinazione, la professionalità, l’impegno finanziario di albergatori, eroici impiantisti, tenaci commercianti che hanno saputo affrontare questo momento di forte negatività con grande spirito imprenditoriale.
Mi chiedo, se la parte pubblica e istituzionale fosse stata più determinata, più responsabile, più vicina al territorio e meno politicizzata, coinvolgendo e ascoltando gli operatori privati e non sostituendosi a loro, forse la DMO poteva raccogliere i consensi necessari ad unire e non a dividere come poi è successo, gettando al vento tempo e denaro pubblico.
Ora consapevolmente lasciamoci alle spalle questo periodo di non attività pubblica con la prospettiva di un futuro tutto in salita da affrontare con spirito imprenditoriale, con umiltà, concretezza, determinazione, consapevoli che non abbiamo bisogno di tutor pubblici e istituzionali, che ci dicano come gestire le nostre aziende e il nostro turismo.
Massimo Franzetti Valtellina Hotels

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