Code sulla statale 36 – Chi pensa che le maggiori difficoltà della viabilità siano concentrate in Valtellina dovrà ricredersi. Il tratto più congestionato dell’intero collegamento con la provincia di Sondrio è infatti la Statale 36 tra Milano, Lecco e Colico, dove ogni giorno migliaia di automobilisti e pendolari fanno i conti con rallentamenti ben più pesanti di quelli registrati lungo le strade valtellinesi.
È quanto emerge dal monitoraggio degli spostamenti presentato dalla Provincia di Sondrio nel corso degli Stati Generali delle Infrastrutture, uno studio che rappresenta una base strategica per programmare gli interventi sulla rete viaria e individuare le opere prioritarie.
Costruito nel 1825, carrozzabile dal 1928: il mito dello Stelvio
Tra i dati più significativi spicca quello relativo all’ingresso nell’area metropolitana milanese. Nel tratto compreso tra Verano Brianza e Cinisello Balsamo, un percorso che in condizioni normali richiede circa 12 minuti può superare i 50 minuti durante le ore di punta del mattino. Numeri che confermano come la Statale 36 continui a rappresentare uno dei principali punti critici della mobilità lombarda, soprattutto per chi ogni giorno si sposta tra la Brianza, Lecco e Milano.
Tirano resta osservata speciale
Se la SS36 concentra le maggiori criticità , anche la rete provinciale presenta alcuni punti particolarmente delicati. Il caso più evidente è quello di Tirano, dove l’attraversamento del centro abitato continua a rallentare il traffico, soprattutto in direzione sud. I tempi medi di percorrenza raggiungono infatti 22 minuti, contro i 13 minuti necessari nel senso opposto.
Una situazione destinata però a cambiare con l’apertura della Variante di Tirano, infrastruttura destinata ad alleggerire il traffico nel centro cittadino e a migliorare la fluidità della circolazione lungo uno dei principali accessi alla Valtellina.
Dove comprano casa i lombardi in Valtellina?
Sul tratto Sondrio-Tirano non emerge invece una congestione diffusa, ma alcuni rallentamenti localizzati nei punti di Trippi, San Giacomo e Tresenda, dove il traffico locale risente maggiormente delle caratteristiche della viabilità esistente. Anche qui sono già programmati interventi, tra cui il nuovo svincolo tra Sondrio e Montagna, che dovrebbe contribuire a rendere più scorrevole il collegamento.
Le altre criticità della provincia
Il monitoraggio evidenzia problemi anche lungo l’asse Bormio-Livigno, dove nei periodi di maggiore afflusso turistico i tempi di percorrenza possono arrivare fino a 70-90 minuti.
Nel capoluogo, invece, è la direttrice della Valmalenco a registrare il traffico pendolare più intenso, con percorrenze che nelle ore di punta possono raddoppiare rispetto alla media giornaliera.
In Valchiavenna, infine, i rallentamenti si concentrano soprattutto nei pomeriggi festivi, quando il traffico in direzione Colico aumenta sensibilmente per il rientro dei turisti.
Pieno a Livigno: fino a dove conviene il viaggio?
Crescono i trasporti eccezionali
Lo studio mette inoltre in luce un fenomeno destinato ad assumere un peso sempre maggiore: l’aumento dei trasporti eccezionali, che richiederà investimenti continui per garantire la sicurezza e la manutenzione della rete stradale.
Durante gli Stati Generali delle Infrastrutture è stata infine ribadita l’importanza della rete provinciale, soprattutto nelle valli laterali, dove residenti, imprese e servizi dipendono quasi esclusivamente dalle strade gestite dalla Provincia.
Code sulla statale 36
Il quadro tracciato dal monitoraggio è chiaro: mentre in Valtellina le criticità risultano circoscritte a specifici punti della rete, il vero collo di bottiglia resta la Statale 36 tra Milano e Lecco, una direttrice strategica che continua a rappresentare la sfida più importante per la mobilità del territorio.







