21 Giugno 2024 02:01

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Carnevale Vecchio Grosio o Carneval Vecc

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Carnevale Vecchio Grosio

Carnevale Vecchio Grosio – A Grosio il Carnevale si celebra la prima domenica di Quaresima (18 febbraio 2024)

Grosio vanta un apprezzatissimo carnevale, testimonianza di una cultura popolare profondamente legata alle sue origini contadine.

ANNUALE – Riproposto ogni anno con un’adesione spontanea ed unanime, il carnevale si basa sulla presenza delle vecchie maschere, indossate sempre dalle medesime persone e lasciate poi ai figli a mo’ di eredità e sulla gara dei carri allegorici che ogni contrada è impegnata ad allestire.

Carnevale Vecchio Grosio

BERNARDA – La maschera più cara ai Grosini è “Bernarda”: in una gerla, portata da una finta vecchietta, c’è un uomo mascherato da poppante: figura doppia, derivata forse dal teatro francese, si richiama alla vecchia diceria secondo cui a Grosio lavorerebbero solo le donne, mentre gli uomini si limiterebbero ad accompagnarle.

MASCHERE – Altre maschere caratteristiche sono: il Paralitico. Un finto consorte portato a cavalluccio sta avvinghiato ad una figura femminile dall’aspetto vistosamente caricaturale; il “Carneval Vecc”: un vecchio accompagna una figura femminile decisamente esile (la “Magra Quaresima”). Questa coppia, come tutte le altre maschere popolari, offre diversi spunti di lettura dell’arguzia campestre.

Carnevale Vecchio Grosio

MESSAGGIO – Il messaggio più immediato ammonisce che il tempo dei bagordi e dell’abbondanza volge al termine, quindi è già ora di cominciare un lungo periodo di privazioni e di sacrifici per ricostituire il gruzzoletto che ogni famiglia che si rispetti possiede per far fronte agli imprevisti. Propriamente con il nome di Carneval Vecc si indica un fantoccio goffo e imbottito di paglia con le corna in testa, simbolo della miseria dei tempi da dimenticare tra canti e scherzi in compagnia.

ROGO – L’usanza stabilisce infatti che alla fine della festa il fantoccio venga bruciato in un rito che annuncia l’avvento di tempi migliori e della buona stagione. Antichi documenti parlano di “fuochi di carnevale” riferendosi all’incendio di rovi nei sentieri di campagna per facilitare il passaggio dei contadini e dei mezzi agricoli in primavera.

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