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Attenzione alle prime gelate in quota

Attenzione alle prime gelate in quota

Attenzione alle prime gelate – Dall’inizio dell’anno i soccorsi eseguiti dal Soccorso Alpino della Guardia di Finanza sono stati 253 le persone recuperate 227.

Questa è la stagione più insidiosa per chi si avventura in alta quota infatti i rischi di caduta aumentano a causa dell’abbassamento delle temperature che rendono il terreno scivoloso per colpa della formazione di strati di ghiaccio resi ancora più subdoli se nascosti dai primi possibili spruzzi di neve.

Il S.A.G.F. raccomanda a tal proposito l’utilizzo di attrezzature idonee dal momento che i percorsi, che nel periodo appena concluso potevano essere affrontati con scarpe da trekking, adesso richiedono l’uso di ramponi da portare sempre al seguito nello zaino.

L’esercitazione si è inquadrata in questo scenario, ha visto coinvolte tutte le Stazioni S.A.G.F. della Lombardia e si è svolta tra quota 2.400 e 3.100 metri sul livello del mare tra la IV cantoniera del Passo dello Stelvio ed il Monte Scorluzzo per poi concludersi sul Ghiacciaio del Livrio.

Avuto riguardo all’alto numero dei militari coinvolti il Comandante Regionale della Guardia di Finanza ha preso parte a tutte le fasi delle operazioni, constatando le tecniche di approccio e legatura in condizioni spazio temporali avverse lungo il percorso esposto ed innevato sulla cima del Monte Scorluzzo.

Attenzione alle prime gelate

La stessa autorità di vertice ha testato personalmente l’efficienza dei soccorsi simulando il suo infortunio e recupero in un crepaccio.

L’attrezzatura di recupero utilizzata, si contraddistingue da quella in uso per il fatto che può essere trasportata in quota senza l’utilizzo dell’elicottero: è costituita da moduli che possono essere assemblati sul luogo del soccorso anche in tempo di notte, su terreni altamente impervi e nelle condizioni climatiche più difficili.

La delicatezza dei compiti di soccorso e le responsabilità non lievi ad esse connesse richiedono che il personale SAGF si mantenga in costante efficienza con adeguati allenamenti e continuo addestramento.

Va ricordato che la componente specialistica del Corpo della Guardia di Finanza è deputata ad assolvere compiti di Polizia Giudiziaria su terreni ostili ed è diventata un sicuro punto di riferimento anche per l’Autorità Giudiziaria.

Attenzione alle prime gelate

La sicurezza in montagna va interpretata come un dovere irrinunciabile che rispetti prima di tutto le persone e la loro incolumità, senza creare illusioni e false garanzie.

Il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS) è l’ente di riferimento in Italia per il soccorso in ambiente montano e ipogeo. Svolge compiti di pubblica utilità operando attraverso tecnici volontari altamente specializzati.

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Compiti principali

Soccorso tecnico-sanitario: intervento in caso di infortuni o malori in montagna, pareti di roccia, grotte e zone impervie.

Ricerca dispersi: operazioni di localizzazione e salvataggio di persone smarrite in territori ostili.

Recupero caduti: Gestione del recupero delle salme di persone decedute in zone non altrimenti accessibili.

Prevenzione e vigilanza: attività volte a ridurre il rischio di infortuni durante sport e manifestazioni in montagna.

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Protezione Civile: collaborazione in caso di calamità naturali, anche fuori dall’ambiente alpino.

Il Soccorso Alpino viene attivato solitamente tramite la Centrale Operativa 112/118.

Coordinamento: gestisce tecnicamente i soccorsi definendo risorse e mezzi necessari (squadre a terra o elisoccorso).

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Elisoccorso: fornisce tecnici di elisoccorso che operano con medici e infermieri su elicotteri dotati di verricello.

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Costi: in molte regioni italiane il soccorso sanitario è gratuito per le emergenze reali, ma potrebbero essere applicati ticket o costi interi per chiamate immotivate o per comportamenti ritenuti irresponsabili.

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