Tolleranza autovelox – Quando si parla di autovelox e tolleranza del 5%, uno degli errori più comuni è pensare che il limite indicato dal cartello possa essere automaticamente aumentato del 5%. In realtà il funzionamento è diverso.
La normativa prevede che alla velocità rilevata dall’autovelox venga applicata una riduzione del 5%, con un minimo di 5 km/h. Questo margine viene considerato prima di stabilire se il conducente abbia effettivamente superato il limite di velocità .
In altre parole, non bisogna prendere il limite della strada e aggiungere semplicemente il 5%. Il calcolo parte dalla velocità registrata dall’apparecchio, alla quale viene sottratto il margine previsto.
Questa distinzione è particolarmente importante nei centri urbani, dove sono frequenti limiti di 30 km/h e 50 km/h.
Autovelox con limite di 50 km/h: la multa scatta a 56 km/h?
Prendiamo il caso probabilmente più comune: una strada con limite di velocità di 50 km/h.
Se l’autovelox rileva una velocità di 55 km/h, viene applicata la riduzione minima di 5 km/h. La velocità considerata ai fini dell’accertamento diventa quindi:
55 – 5 = 50 km/h
In questo caso non viene superato il limite.
La situazione cambia quando l’apparecchio registra 56 km/h. Applicando la stessa riduzione:
56 – 5 = 51 km/h
Il valore risultante è superiore al limite di 50 km/h e può quindi configurarsi una violazione per eccesso di velocità .
Per questo motivo si dice comunemente che, con un limite di 50 km/h, la multa può scattare da 56 km/h rilevati dall’autovelox.
Attenzione, però: questi valori riguardano la velocità registrata dal dispositivo, non necessariamente quella visualizzata sul tachimetro dell’automobile.
Zona 30: quando scatta la multa con l’autovelox
Lo stesso principio può essere applicato alle sempre più diffuse Zone 30.
Con un limite di 30 km/h, continua a essere applicata la riduzione minima di 5 km/h.
Se l’autovelox registra 35 km/h, il calcolo diventa:
35 – 5 = 30 km/h
Il valore considerato resta quindi all’interno del limite.
Se il dispositivo registra invece 36 km/h, avremo:
36 – 5 = 31 km/h
In questo caso il limite viene superato.
Di conseguenza, su una strada con limite di 30 km/h, un rilevamento di 36 km/h può essere sufficiente per far scattare la sanzione.
Anche in questo caso è importante non interpretare la tolleranza come un’autorizzazione a guidare stabilmente a 35 km/h. Il limite da rispettare rimane quello indicato dal cartello, cioè 30 km/h.
Limite di 70 e 90 km/h: come cambia la tolleranza
Il meccanismo rimane sostanzialmente identico quando il limite sale a 70 o 90 km/h.
Poiché il 5% della velocità rilevata, in questi casi, può essere ancora inferiore al margine minimo previsto, entra in gioco la riduzione minima di 5 km/h.
Con un limite di 70 km/h, per esempio, una velocità rilevata di 75 km/h viene ridotta a 70 km/h.
A 76 km/h rilevati, invece, sottraendo 5 km/h si arriva a 71 km/h. Il limite risulta quindi superato.
Un ragionamento analogo può essere effettuato con il limite di 90 km/h.
Il punto fondamentale è ricordare che la tolleranza viene calcolata sulla velocità rilevata dall’apparecchio, non aumentando preventivamente il limite indicato dalla segnaletica.
Cosa succede sopra i 100 km/h
Quando le velocità aumentano, il calcolo diventa leggermente diverso perché il 5% può superare il margine minimo di 5 km/h.
È il caso, per esempio, delle strade extraurbane principali e delle autostrade, dove possono essere presenti limiti di 110 o 130 km/h.
Qui è particolarmente importante evitare calcoli troppo approssimativi. La regola non consiste infatti nell’aggiungere semplicemente il 5% al limite, ma nell’applicare la riduzione prevista alla velocità effettivamente registrata dall’autovelox.
Per questo motivo, quando ci si trova molto vicino alla soglia, il dato realmente importante è quello riportato nel verbale: normalmente vengono indicati sia la velocità rilevata sia il valore considerato ai fini della contestazione dopo l’applicazione della riduzione.
Velocità del tachimetro e velocità dell’autovelox non sono la stessa cosa
Un altro elemento che genera spesso confusione riguarda il tachimetro dell’automobile.
Il numero visualizzato sul cruscotto non rappresenta il valore utilizzato direttamente per stabilire la multa. L’accertamento viene effettuato sulla base della velocità misurata dal dispositivo di controllo.
Per questo motivo non è corretto affermare, per esempio, che “a 56 km/h indicati sul tachimetro si prende sicuramente la multa con limite 50”.
Il dato decisivo è quanto registra l’autovelox.
Inoltre, tra velocità reale del veicolo, indicazione del tachimetro e misurazione dell’apparecchio possono esserci differenze. Cercare quindi di sfruttare fino all’ultimo chilometro orario della tolleranza non è una strategia particolarmente affidabile.
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La tolleranza autovelox del 5% non permette di superare il limite
Questo è probabilmente il concetto più importante da ricordare: la tolleranza dell’autovelox non modifica il limite di velocità della strada.
Se un cartello indica 50 km/h, il limite resta 50 km/h. Non diventa 55 km/h.
Allo stesso modo, una Zona 30 continua ad avere un limite di 30 km/h, anche se nell’accertamento viene successivamente applicato il margine previsto.
La tolleranza deve essere considerata come un meccanismo applicato alla misurazione, non come un “bonus” concesso agli automobilisti.
Di quanto bisogna superare il limite per prendere la multa?
Un altro aspetto importante riguarda la gravità dell’infrazione.
Non tutte le violazioni per eccesso di velocità comportano infatti le stesse conseguenze. L’articolo 142 del Codice della Strada distingue differenti fasce in base a quanto viene superato il limite.
Esiste una prima fascia per chi supera il limite di non oltre 10 km/h, seguita dalle violazioni più consistenti: superamento di oltre 10 e fino a 40 km/h, di oltre 40 e fino a 60 km/h e, infine, oltre 60 km/h.
Ciò significa che anche un superamento minimo, una volta applicata la tolleranza prevista, può teoricamente determinare una sanzione.
La fascia viene però individuata considerando la velocità risultante dopo l’applicazione della riduzione, confrontandola con il limite vigente sulla strada.
Cosa controllare quando arriva una multa da autovelox
Quando si riceve un verbale per eccesso di velocità , è utile evitare di concentrarsi esclusivamente sulla famosa tolleranza del 5%.
Nel documento è opportuno controllare innanzitutto il limite di velocità presente sul tratto, la velocità rilevata dall’apparecchio e quella utilizzata ai fini dell’accertamento.
È inoltre importante verificare con attenzione luogo, data e ora dell’infrazione, oltre alle informazioni relative al dispositivo impiegato.
Il tema degli autovelox comprende infatti anche aspetti riguardanti approvazione o omologazione, taratura e verifiche periodiche degli strumenti, che negli ultimi anni sono stati al centro di importanti interventi normativi e giurisprudenziali.
La sola presenza di un dubbio, naturalmente, non rende automaticamente nulla una multa. In presenza di possibili irregolarità è necessario valutare il singolo verbale e, quando opportuno, rivolgersi a un professionista o agli organismi competenti.
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Autovelox e tolleranza: la regola da ricordare
In definitiva, il concetto può essere riassunto facilmente: alla velocità rilevata dall’autovelox viene applicata la riduzione prevista del 5%, con un minimo di 5 km/h.
Con un limite di 50 km/h, quindi, il caso pratico più semplice da ricordare è quello dei 56 km/h rilevati: sottraendo 5 km/h si ottengono 51 km/h e il limite risulta superato.
Con una Zona 30, analogamente, 36 km/h rilevati diventano 31 km/h dopo l’applicazione della riduzione minima.
Alle velocità superiori, invece, entra maggiormente in gioco il calcolo percentuale del 5% sulla velocità rilevata.
Tolleranza autovelox
La cosa più importante è non trasformare questa regola in una sorta di “limite aggiuntivo”. La tolleranza serve per determinare la velocità da considerare nell’accertamento, mentre il limite da rispettare durante la guida rimane sempre quello indicato dalla segnaletica stradale.














