I rifugi antiatomici svizzeri e l’ossessione per la sicurezza

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rifugi antiatomici svizzeri Spesso i valtellinesi ammirano e/o invidiano i vicini svizzeri. Sui social non mancano mai le richieste di annessione più o meno goliardiche rivolte a quelli che secoli fa sono stati i padroni della Valtellina.
La storia è vecchia, lunga e solo un antico ricordo. Molto più recente è, al contrario, un aspetto, anzi un obbligo, dei cittadini della Confederazione Elvetica che difficilmente è voluta da qualcuno al di qua del confine.
BUNKER – Di cosa stiamo parlando? Degli articoli 45 e 46 della Legge federale sulla protezione della popolazione e sulla protezione civile che recitano “Ogni abitante deve disporre di un posto protetto raggiungibile in tempo utile dalla sua abitazione” e “i proprietari di immobili sono tenuti a realizzare ed equipaggiare rifugi in tutti i nuovi edifici abitativi”.
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SICUREZZA – Un’ossessione, quella della sicurezza, per la quale la Svizzera è tra i paesi del mondo che spende di più. Basti dire che i rifugi antiatomici sono i grado di accogliere, se ci fosse il bisogno, tutta la popolazione rossocrociata.
L’INIZIO – La costruzione dei rifugi antiatomici svizzeri è iniziata negli ’60 e ha raggiunto il suo apice nel decennio successivo quando la minaccia atomica e la Guerra Fredda erano in cima all’agenda mondiale.
ANNI 2000 – Negli anni ‘2000 sono iniziate le richieste per abolire l’obbligo di costruzione dei rifugi nelle abitazioni private, anche perché erano e sono un costo che gravava sul prezzo delle abitazioni. Ma è stato valutato che sono ancora utili in caso di guerre, catastrofi naturali, attacchi terroristici e incidenti chimici o a catastrofi naturali.
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ALBANIA – Una ossessione che però sembra quasi una paranoia simile a quella dei 750mila bunker realizzati in Albania dal dittatore comunista Enver Hoxha dopo che il paese uscì dal Patto di Varsavia. Che fece costruire un bunker ogni quattro cittadini. Ancora oggi si vedono ovunque questi funghi di cemento che sarebbero serviti per difendersi da un attacco che non venne mai nemmeno pensato.
CANTINE – Che il detto “La neutralità non garantisce dalla radioattività” sia (forse) un pelino datato lo sanno gli stessi cittadini svizzeri che hanno trasformato i rifugi in cantine. Se succedesse davvero qualcosa non si salverebbero in molti, anche se la porta blindata è immacolata e il sistema di ventilazione funziona ancora…

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