Curiosità

Quasi tutti usano il parasole in auto in modo sbagliato: così non serve a nulla, il verso effettivo è uno solo

parasole auto

Parasole auto: un gesto semplice che molti fanno nel modo sbagliato

Con l’arrivo dell’estate, il parasole per auto torna a essere uno degli accessori più utilizzati dagli automobilisti. Basta lasciare la macchina parcheggiata sotto il sole per qualche ora per ritrovare volante, cruscotto e sedili roventi, oltre a un abitacolo nel quale diventa difficile entrare senza accendere immediatamente il climatizzatore.

Il gesto sembra semplicissimo: si apre il parasole, lo si posiziona dietro il parabrezza e si abbassano eventualmente le alette dell’auto per mantenerlo fermo. Eppure c’è un particolare che può fare una notevole differenza: il verso in cui viene posizionato.

Molti parasole presentano infatti due superfici completamente differenti. Una è generalmente argentata, metallizzata e riflettente, mentre l’altra può essere colorata, decorata oppure realizzata con una finitura apparentemente più gradevole.

Proprio questa caratteristica può generare confusione. Il lato colorato o decorato viene spesso interpretato come quello da mostrare all’esterno, mentre quello argentato viene lasciato rivolto verso l’abitacolo.

In realtà, quando si utilizza un classico modello con una superficie specificamente riflettente, la logica è esattamente opposta.

Qual è il verso corretto del parasole auto?

La regola da ricordare è piuttosto semplice: il lato riflettente del parasole deve essere rivolto verso il parabrezza e quindi verso il sole. Il lato meno riflettente, colorato o decorato rimane invece rivolto verso l’interno dell’automobile.

In pratica, guardando l’auto dall’esterno attraverso il parabrezza, normalmente dovremmo vedere proprio la superficie argentata e riflettente.

La spiegazione dipende dalla funzione stessa del materiale. La superficie riflettente è progettata per rimandare verso l’esterno una parte della radiazione solare, riducendo la quantità di energia che viene assorbita dal parasole e dalle superfici interne dell’automobile.

Posizionando invece verso il sole una superficie più scura o maggiormente assorbente, questa può trattenere più energia e riscaldarsi. Il parasole continuerà comunque a creare una barriera tra i raggi solari e il cruscotto, quindi non diventerà completamente inutile, ma non verranno sfruttate nello stesso modo le proprietà della superficie riflettente.

Esiste però una precisazione importante. Non tutti i parasole sono costruiti allo stesso modo. Esistono modelli multistrato, reversibili e prodotti realizzati con materiali particolari. Per questo motivo, quando sono presenti specifiche indicazioni del produttore, sono sempre quelle a dover essere seguite.

Perché il lato argentato deve essere rivolto verso il sole

Per capire il motivo bisogna osservare quello che accade quando lasciamo un’automobile parcheggiata al sole. Una parte della radiazione solare attraversa i vetri e raggiunge direttamente le superfici presenti nell’abitacolo.

Il cruscotto, il volante e i sedili assorbono questa energia e aumentano progressivamente di temperatura. Il calore viene poi trasferito all’ambiente circostante, contribuendo al forte aumento della temperatura all’interno della vettura.

È per questo che un’automobile chiusa può diventare estremamente calda in tempi relativamente brevi, anche quando all’esterno la temperatura non sembra eccezionale.

Il parasole interviene proprio in questo processo. La sua superficie riflettente cerca di riflettere una parte della radiazione incidente, evitando che tutta l’energia raggiunga e riscaldi direttamente la zona anteriore dell’abitacolo.

Il risultato non è certamente quello di mantenere fresca l’automobile. Anche utilizzando correttamente il parasole, infatti, il calore continua a entrare attraverso finestrini, lunotto, carrozzeria e altre superfici esposte al sole.

Il beneficio più evidente riguarda soprattutto la zona immediatamente protetta dal parasole. Cruscotto e volante possono risultare meno roventi, rendendo leggermente più sopportabile il rientro nell’automobile dopo una lunga sosta.

L’errore nasce spesso proprio dall’aspetto del parasole

Uno dei motivi per cui il parasole viene montato al contrario è estremamente intuitivo: il lato decorato sembra quello fatto per essere mostrato all’esterno.

Su alcuni prodotti troviamo colori, disegni, scritte e fantasie sulla superficie non argentata. Il lato riflettente, al contrario, appare molto più semplice e puramente funzionale.

È quindi naturale pensare che la parte esteticamente più curata debba essere visibile attraverso il parabrezza. Ma l’estetica del prodotto non determina necessariamente la funzione termica delle due superfici.

Prima di montare il parasole conviene quindi verificare quale sia effettivamente la parte riflettente. Se sono presenti frecce, simboli del sole, etichette o istruzioni, è sempre consigliabile seguirli.

In assenza di indicazioni particolari, nel classico parasole con un lato argentato riflettente e uno non riflettente, è normalmente il primo che deve essere orientato verso il vetro.

La regola può essere ricordata facilmente: la superficie che deve riflettere il sole deve “guardare” il sole.

Metterlo al contrario significa che non funziona?

Dire che un parasole montato al contrario non serve assolutamente a nulla sarebbe eccessivo. Anche una superficie non riflettente può infatti creare una barriera fisica che impedisce ai raggi solari di colpire direttamente alcune parti del cruscotto.

La differenza riguarda il modo in cui viene gestita la radiazione. Se una delle due superfici è stata progettata specificamente per essere altamente riflettente, orientarla verso il parabrezza permette di sfruttare la caratteristica per cui è stata realizzata.

Non bisogna quindi aspettarsi che girando il parasole nel verso corretto l’abitacolo diventi improvvisamente fresco. L’obiettivo è più realistico: limitare il riscaldamento delle superfici maggiormente esposte alla luce diretta e contribuire a ridurre una parte del carico termico.

Anche la qualità del prodotto può fare una differenza importante. Materiali differenti possiedono infatti proprietà differenti in termini di riflettanza, isolamento e capacità di assorbire energia.

Per questo motivo due parasole apparentemente simili possono produrre risultati diversi, indipendentemente dal fatto che entrambi vengano posizionati correttamente.

Anche le dimensioni del parasole sono importanti

Il verso corretto non è l’unico elemento da considerare. Un altro fattore fondamentale è la superficie di parabrezza effettivamente coperta.

Un parasole troppo piccolo può lasciare ampie zone del vetro scoperte, permettendo ai raggi solari di raggiungere direttamente il cruscotto. In questo modo una parte dei benefici della schermatura viene inevitabilmente persa.

L’ideale è utilizzare un modello compatibile con forma e dimensioni del proprio parabrezza, cercando di coprire la maggiore superficie possibile.

Anche il posizionamento deve essere accurato. Il parasole dovrebbe rimanere completamente aperto e stabile, senza piegarsi dopo pochi minuti e senza lasciare grandi fessure laterali.

Le alette parasole dell’automobile possono generalmente essere utilizzate per mantenerlo in posizione, purché il prodotto sia compatibile e venga sistemato senza forzare i componenti dell’auto.

In altre parole, per ottenere il massimo risultato servono contemporaneamente materiale adeguato, verso corretto e buona copertura del parabrezza.

Come ridurre ulteriormente il caldo all’interno dell’auto

Il parasole rappresenta soltanto una delle possibili strategie contro il caldo. Quando è possibile, parcheggiare all’ombra rimane una soluzione particolarmente efficace, perché riduce l’esposizione diretta dell’intero veicolo alla radiazione solare.

Anche l’orientamento dell’automobile può incidere. Se il parabrezza rimane direttamente esposto al sole nelle ore più calde, la zona anteriore dell’abitacolo può ricevere una quantità considerevole di energia.

Quando si ritorna in una vettura rimasta a lungo sotto il sole, può inoltre essere utile favorire inizialmente il ricambio dell’aria molto calda accumulata all’interno, prima di affidarsi completamente al climatizzatore.

Il parasole può essere affiancato, dove consentito e appropriato, ad altre soluzioni destinate a limitare l’irraggiamento attraverso le superfici vetrate.

Resta però fondamentale non confondere il maggiore comfort con la sicurezza. Un’automobile parcheggiata al sole può raggiungere temperature pericolose anche quando viene utilizzato un parasole.

Per questo motivo bambini, persone vulnerabili e animali non devono essere lasciati all’interno di un veicolo parcheggiato, neppure pensando che il parasole possa mantenere una temperatura sicura.

La regola da ricordare è una sola

Alla fine, per evitare di sbagliare basta ricordare una regola estremamente semplice. Nei classici modelli dotati di una superficie specificamente riflettente, il lato argentato o riflettente deve essere rivolto verso il parabrezza e verso il sole, salvo differenti indicazioni fornite dal produttore.

Il lato colorato o decorato può sembrare quello da mostrare all’esterno, ma un aspetto più gradevole non significa necessariamente una maggiore capacità di riflettere la radiazione solare.

Montarlo nel verso opposto non annulla necessariamente ogni capacità di creare ombra sul cruscotto, ma può impedire di utilizzare il materiale riflettente nel modo per cui è stato progettato.

E la prossima volta che si apre il parasole prima di lasciare l’auto parcheggiata sotto il sole, basta controllare un particolare: la superficie riflettente sta guardando il parabrezza? Se la risposta è sì, il verso è quello corretto, sempre che il produttore non abbia previsto istruzioni differenti.

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