Curiosità

Impianto di riscaldamento, attenzione a questo errore prima di accenderlo: può far aumentare la bolletta

impianto di riscaldamento

Prima di accendere l’impianto di riscaldamento c’è un controllo che molti dimenticano

Con l’arrivo dei primi freddi torna puntualmente il momento di accendere l’impianto di riscaldamento. Dopo mesi di inattività, la prima cosa che viene naturale fare è alzare il termostato e aspettare che termosifoni e ambienti raggiungano la temperatura desiderata.

Eppure, proprio in questa fase si può commettere un errore piuttosto comune: riaccendere il riscaldamento senza aver prima controllato lo stato dell’impianto e dei radiatori.

Durante i mesi primaverili ed estivi l’impianto rimane generalmente inattivo per molto tempo. Alla riaccensione possono quindi emergere piccoli problemi che rendono meno efficiente la distribuzione del calore.

Uno dei più frequenti è la presenza di aria all’interno dei termosifoni. Accorgersene non è particolarmente difficile. Un radiatore può, per esempio, risultare caldo nella parte inferiore e freddo in quella superiore oppure emettere rumori e gorgoglii durante il funzionamento.

Camini vietati in Lombardia nel 2026: quali si possono usare e cosa cambia

In queste condizioni, alzare ulteriormente il termostato non risolve necessariamente il problema. Se il calore prodotto non viene distribuito correttamente, infatti, l’impianto potrebbe essere costretto a funzionare più a lungo per raggiungere la temperatura impostata.

Ed è proprio qui che può arrivare la conseguenza meno piacevole: un maggiore consumo di energia e una bolletta più alta.

Prima dell’accensione stagionale è quindi consigliabile controllare che i termosifoni riescano a scaldarsi in maniera uniforme. Quando necessario, può essere opportuno procedere allo sfiato secondo le indicazioni previste per il proprio impianto.

L’operazione permette di eliminare l’aria eventualmente accumulata nel circuito. In genere viene effettuata con impianto spento e radiatori freddi, agendo con cautela sull’apposita valvola di sfiato fino alla fuoriuscita regolare dell’acqua.

Non tutti gli impianti, però, sono uguali. Se si notano perdite, anomalie, problemi di pressione o non si conosce la procedura corretta, è preferibile evitare interventi improvvisati e rivolgersi a un tecnico qualificato.

Dopo lo sfiato potrebbe inoltre essere necessario verificare la pressione dell’impianto, attenendosi ai valori e alle istruzioni indicati dal produttore della caldaia.

Il principio da ricordare è molto semplice: prima di chiedere più calore alla caldaia bisogna assicurarsi che il calore prodotto venga distribuito correttamente in casa.

Stufe e camini, dal 15 ottobre cambia tutto: le nuove regole in Lombardia

Attenzione anche alla temperatura impostata

La presenza di aria nei radiatori non è però l’unico elemento da controllare. Un altro errore piuttosto comune consiste nel riaccendere il riscaldamento utilizzando automaticamente le stesse impostazioni degli anni precedenti, magari mantenendo temperature elevate anche quando non sono necessarie.

Aumentare la temperatura del termostato non significa automaticamente ottenere un impianto più efficiente. Al contrario, un sistema correttamente regolato dovrebbe produrre e distribuire soltanto il calore necessario a garantire il comfort desiderato.

Tenere gli ambienti eccessivamente caldi comporta inevitabilmente una maggiore richiesta di energia. Una temperatura intorno ai 19 °C può risultare sufficiente in molte abitazioni, anche se la percezione del comfort dipende da numerosi fattori, come isolamento, umidità, esposizione dell’edificio e caratteristiche personali.

Anche differenze apparentemente ridotte possono incidere sui consumi se mantenute per molte ore al giorno e per l’intera stagione invernale.

Per questo motivo è importante non utilizzare il termostato come se fosse l’acceleratore di un’automobile: impostare una temperatura molto più alta non significa necessariamente riscaldare la casa più velocemente.

Occhio alla temperatura di mandata della caldaia

Un altro parametro da considerare è la temperatura di mandata, ovvero la temperatura dell’acqua che viene inviata dalla caldaia ai radiatori o agli altri terminali dell’impianto.

Mantenerla inutilmente elevata in qualsiasi condizione climatica non rappresenta sempre la soluzione più efficiente, soprattutto nel caso di sistemi moderni progettati per modulare il proprio funzionamento.

La regolazione ideale dipende però dalla tipologia di generatore, dai radiatori installati, dalle caratteristiche dell’edificio e dalle temperature esterne.

Per questo non esiste un’impostazione universale valida per qualsiasi abitazione. Quando non si conoscono i parametri corretti, è opportuno consultare il manuale del produttore o affidarsi a un professionista qualificato.

L’obiettivo dovrebbe essere quello di trovare un equilibrio: ottenere il comfort desiderato senza costringere il sistema a lavorare continuamente con impostazioni superiori a quelle realmente necessarie.

Valvole termostatiche: usarle bene può fare la differenza

Anche le valvole termostatiche possono contribuire a gestire meglio il riscaldamento domestico. Aprirle tutte al massimo e lasciarle costantemente nella stessa posizione non rappresenta necessariamente la scelta migliore.

La loro funzione è proprio quella di regolare l’afflusso di acqua calda nei singoli radiatori, permettendo di differenziare il riscaldamento delle stanze in base alle effettive necessità.

Un soggiorno utilizzato per gran parte della giornata, ad esempio, può avere esigenze differenti rispetto a una camera o a un locale utilizzato soltanto per poche ore.

Regolare correttamente le valvole consente quindi di evitare di riscaldare inutilmente alcuni ambienti quando non è necessario.

Allo stesso modo, un cronotermostato correttamente programmato può aiutare a ridurre le ore di funzionamento superflue, adattando l’accensione del riscaldamento alle abitudini di chi vive nell’abitazione.

Non coprire i termosifoni

Un errore spesso sottovalutato riguarda anche ciò che viene posizionato davanti o sopra i radiatori.

Tende pesanti, mobili, copritermosifoni particolarmente chiusi e biancheria possono ostacolare la corretta diffusione del calore all’interno della stanza.

Il termosifone può essere perfettamente caldo, ma se la circolazione dell’aria viene ostacolata l’ambiente potrebbe impiegare più tempo a raggiungere una temperatura confortevole.

La conseguenza può essere quella di aumentare il termostato pensando che l’impianto non stia riscaldando abbastanza, quando in realtà parte del problema dipende semplicemente dalla cattiva distribuzione del calore nella stanza.

Prima dell’inverno conviene quindi verificare che davanti ai radiatori ci sia spazio sufficiente per permettere all’aria calda di circolare.

La manutenzione dell’impianto di riscaldamento non va dimenticata

Prima dell’inizio della stagione fredda è importante considerare anche lo stato generale della caldaia e dell’impianto di riscaldamento.

Una caldaia interessata da anomalie, non correttamente regolata o che necessita di manutenzione può funzionare in maniera meno efficiente.

La manutenzione tecnica non deve naturalmente essere confusa con i semplici controlli che possono essere effettuati autonomamente. Gli interventi previsti dalla normativa e le operazioni tecniche devono essere eseguiti secondo le scadenze applicabili e, quando necessario, da personale abilitato.

Esistono comunque alcuni segnali che possono essere individuati facilmente.

Perdite d’acqua, rumori insoliti, blocchi frequenti della caldaia, radiatori che rimangono freddi anche dopo lo sfiato oppure una pressione che cambia continuamente sono tutti elementi che meritano attenzione.

In questi casi continuare semplicemente a utilizzare il riscaldamento senza individuare la causa potrebbe significare consumare più energia senza ottenere il comfort desiderato.

Anche le dispersioni fanno aumentare i consumi

Un impianto perfettamente funzionante non può fare miracoli se il calore prodotto viene disperso rapidamente verso l’esterno.

Un’abitudine particolarmente importante da correggere riguarda l’apertura delle finestre. Lasciarle socchiuse per molto tempo mentre i termosifoni sono accesi può determinare una continua dispersione del calore.

Per cambiare l’aria negli ambienti è generalmente preferibile arieggiare per un periodo limitato, evitando di mantenere finestre aperte per ore mentre l’impianto continua a funzionare.

Durante la notte anche tapparelle, persiane e altre schermature possono contribuire a ridurre le dispersioni attraverso le superfici vetrate.

Ogni singolo accorgimento può sembrare poco importante, ma sommato agli altri può contribuire a una gestione più efficiente del riscaldamento domestico.

L’errore da evitare prima della prima accensione dell’impianto di riscaldamento

La regola da ricordare prima dell’arrivo del freddo è quindi semplice: non accendere immediatamente il riscaldamento e alzare il termostato senza aver prima controllato l’impianto.

Bisogna verificare che i termosifoni si scaldino uniformemente, controllare l’eventuale presenza di aria, verificare la pressione secondo le istruzioni del produttore e utilizzare correttamente valvole termostatiche e programmazione.

Se compaiono gorgoglii, zone fredde sui radiatori, perdite o altre anomalie, intervenire tempestivamente permette di evitare che l’impianto continui a funzionare in condizioni non ottimali.

Un sistema ben mantenuto e correttamente regolato può raggiungere il comfort desiderato evitando inutili sprechi di energia.

Ignorare piccoli segnali e compensare semplicemente aumentando la temperatura, invece, può significare far lavorare il riscaldamento più del necessario.

E alla fine della stagione la differenza potrebbe essere evidente proprio nel punto che interessa maggiormente alle famiglie: la bolletta.

Le offerte di oggi

Valtellina Mobile fonte preferita Google

WhatsApp Telegram Messenger Instagram