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SS36, la scadenza della galleria Monte Piazzo

Monte Piazzo 15 anni

Monte Piazzo 15 anni – La galleria Monte Piazzo lungo la strada statale 36 ha davvero una “data di scadenza”? Cosa significano i famosi 15 anni

La galleria Monte Piazzo sulla Statale 36 ha davvero una scadenza fissata tra 15 anni?

È la domanda che continua a circolare tra chi percorre abitualmente la principale arteria che collega Lecco, l’Alto Lago e la Valtellina. Una preoccupazione comprensibile, soprattutto dopo le dichiarazioni e le notizie che negli ultimi mesi hanno riportato l’attenzione su uno dei punti più delicati dell’intera SS36. Ma parlare semplicemente di una galleria destinata a “scadere” rischia di offrire un’immagine incompleta della situazione. Il riferimento ai 15 anni della Monte Piazzo, infatti, è stato successivamente precisato da ANAS: non si tratta di una data oltre la quale il tunnel dovrà necessariamente essere chiuso, né di un conto alla rovescia verso l’abbandono dell’infrastruttura.

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ANAS ha spiegato che questo periodo corrisponde alla vita nominale considerata nel progetto, un parametro tecnico utilizzato per il dimensionamento degli interventi strutturali e per la programmazione della manutenzione. La distinzione è importante perché cambia radicalmente il significato della notizia. Non esiste, quindi, una sorta di “giorno X” nel quale la Monte Piazzo diventerà improvvisamente inutilizzabile. Resta però un problema di fondo che non può essere ignorato: la galleria attraversa un corpo franoso e proprio questa caratteristica rende il tratto particolarmente complesso dal punto di vista ingegneristico e manutentivo. Il tema era emerso con grande forza già nel dicembre 2024, quando l’allora responsabile di ANAS Lombardia, aveva ricordato come la Monte Piazzo scontasse quello che era stato definito un vero e proprio “peccato originale”, ovvero essere stata realizzata all’interno di un’area interessata dal movimento della montagna.

SS36, il tratto da incubo

Gli interventi possono consolidare e prolungare l’affidabilità dell’opera, ma non possono eliminare la caratteristica geologica del versante. È proprio da qui che nasce l’orizzonte dei 15 anni e, soprattutto, la necessità di iniziare a pensare con largo anticipo a una soluzione per il futuro. Nel luglio 2026, inoltre, il responsabile della Struttura Territoriale Lombardia di ANAS, Matteo Giuseppe Castiglioni, ha ribadito pubblicamente che dopo l’attuale intervento la galleria avrà una vita di almeno 15 anni, sottolineando allo stesso tempo l’importanza dei nuovi materiali e dei sistemi tecnologici di monitoraggio. Il punto, dunque, non è stabilire se nel 2041 la galleria “chiuderà”, ma capire come verrà gestita la SS36 nel lungo periodo e quale alternativa potrà essere realizzata prima che siano necessari nuovi interventi importanti.

Lavori da 77 milioni sulla SS36: perché Monte Piazzo è una galleria così delicata

Per comprendere perché si parli tanto del futuro della Monte Piazzo bisogna guardare alla sua posizione. Il tunnel si sviluppa per circa 2,5 chilometri nell’area del Monte Piazzo, lungo il tratto della SS36 che rappresenta un collegamento essenziale tra il Lecchese, l’Alto Lago e la Valtellina. Non è semplicemente una galleria che ha bisogno di manutenzione perché costruita diversi decenni fa: il problema principale è il contesto geologico nel quale è inserita. Il versante è interessato da un movimento franoso lento e questo comporta sollecitazioni sulle strutture che, nel corso degli anni, hanno reso necessari interventi significativi. Non è nemmeno la prima volta che la Monte Piazzo viene sottoposta a lavori importanti. Proprio questa storia spiega perché ANAS abbia avviato un nuovo e imponente programma di risanamento, con un investimento complessivo di circa 77 milioni di euro.

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Le opere riguardano il rafforzamento strutturale delle due canne e l’ammodernamento tecnologico della galleria. Nel corso del 2026 i lavori sono proseguiti sulla canna nord con l’installazione di conci prefabbricati in cemento armato, centine metalliche e nuove opere di drenaggio, dopo una prima fase che aveva interessato la canna sud. L’obiettivo non è quindi una semplice manutenzione superficiale, ma un intervento destinato ad aumentare in maniera significativa durabilità, sicurezza e affidabilità strutturale dell’infrastruttura. Secondo il cronoprogramma comunicato nel 2026, il risanamento integrale dovrebbe essere completato entro la fine dell’anno. Nel frattempo la galleria è stata dotata anche di tecnologie che consentono di monitorare il comportamento dell’area e i movimenti del versante. Questo è un elemento fondamentale per capire la strategia adottata: mantenere sicuro e operativo l’attuale collegamento mentre, parallelamente, si progetta ciò che potrebbe sostituirlo in futuro.

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La Monte Piazzo, infatti, è troppo importante per la viabilità lombarda per poter affrontare il problema soltanto quando dovesse diventare urgente. La SS36 rappresenta una delle principali porte d’accesso alla Valtellina e una criticità prolungata in questo punto avrebbe conseguenze immediate non soltanto sulla mobilità quotidiana, ma anche sui collegamenti turistici, commerciali e logistici. Per questo i 77 milioni investiti oggi non vanno letti come il costo di una soluzione definitiva al problema geologico: servono a garantire un orizzonte di sicurezza e affidabilità nel quale poter programmare il futuro senza dover intervenire in condizioni di emergenza. Ed è proprio su questo futuro che negli ultimi mesi è arrivata la novità probabilmente più importante.

Una nuova galleria fuori dalla frana: ANAS studia il futuro della Monte Piazzo

Il vero punto di svolta potrebbe essere una nuova variante della Statale 36 capace di evitare il corpo franoso del Monte Piazzo. Non si tratta più soltanto di un’ipotesi discussa a livello locale. ANAS ha confermato lo sviluppo di uno studio di fattibilità tecnico-economica finalizzato a valutare soluzioni alternative all’attuale tracciato, con l’obiettivo fondamentale di portare la strada all’esterno dell’area interessata dal fenomeno franoso. Nel luglio 2026 è stato inoltre comunicato che lo studio era già stato affidato e che le prime ipotesi sarebbero state sviluppate entro la fine dell’anno. È questo il passaggio che permette di interpretare correttamente anche il famoso orizzonte dei 15 anni. Gli interventi attuali devono assicurare affidabilità alla Monte Piazzo esistente, mentre contemporaneamente occorre utilizzare questo periodo per progettare, finanziare e successivamente realizzare una soluzione strutturale di lungo termine. Una nuova galleria o una variante non possono infatti essere costruite in pochi mesi: servono studi geologici, progettazione, valutazioni ambientali, autorizzazioni, individuazione delle risorse e infine l’esecuzione dei lavori. Per questo iniziare adesso significa evitare di arrivare tra diversi anni senza un’alternativa pronta. La soluzione allo studio dovrebbe puntare proprio a superare il problema originario della Monte Piazzo, individuando un tracciato esterno al corpo di frana. Naturalmente siamo ancora nella fase in cui devono essere analizzate le alternative e sarebbe prematuro parlare di un percorso definitivo o di una data certa di apertura. Anche le stime economiche circolate per una futura variante sono di dimensioni enormemente superiori rispetto ai lavori di consolidamento attuali e dovranno essere verificate con l’avanzamento della progettazione. Ciò che appare ormai chiaro, però, è la direzione: non limitarsi a continuare indefinitamente a intervenire sull’attuale tunnel, ma valutare un nuovo collegamento capace di eliminare alla radice la principale criticità geologica. Per automobilisti, residenti e imprese della Valtellina questa è probabilmente la notizia più rilevante. Il dibattito non riguarda più soltanto quando finiranno i cantieri sulla Monte Piazzo, ma quale sarà la SS36 dei prossimi decenni. Una questione strategica che coinvolge direttamente uno dei collegamenti stradali più importanti della Lombardia settentrionale.

Quindi nel 2041 la Monte Piazzo chiuderà? La risposta che interessa agli automobilisti

Arriviamo alla domanda più semplice e, allo stesso tempo, più importante: la galleria Monte Piazzo chiuderà definitivamente tra circa 15 anni? Allo stato attuale, non si può affermarlo. ANAS ha espressamente precisato che il riferimento ai 15 anni non rappresenta una scadenza dell’infrastruttura né una durata residua oltre la quale la galleria diventerà automaticamente inutilizzabile. È un orizzonte tecnico assunto nella progettazione e nella pianificazione manutentiva. Alla fine di questo periodo le condizioni dell’opera dovranno essere valutate sulla base dei controlli, del monitoraggio e dell’evoluzione del versante. Secondo quanto spiegato da ANAS, gli eventuali interventi successivi potrebbero essere anche di natura manutentiva e di entità inferiore rispetto alle grandi opere strutturali attualmente in corso. Questo significa che indicare oggi il 2040 o il 2041 come “data di scadenza” della Monte Piazzo sarebbe fuorviante.

Monte Piazzo 15 anni – Al tempo stesso sarebbe altrettanto sbagliato ignorare il problema: la collocazione della galleria all’interno del corpo franoso rimane una criticità strutturale e proprio per questo ANAS sta guardando a una possibile variante. I prossimi passaggi saranno quindi decisivi. Da una parte dovrà essere portato a termine entro la fine del 2026 il risanamento da circa 77 milioni di euro; dall’altra dovranno emergere i risultati dello studio dedicato alle alternative di tracciato. Sarà quest’ultimo a fornire indicazioni molto più concrete su dove potrebbe passare la futura SS36, quali opere saranno necessarie, quali potrebbero essere i costi e soprattutto quali tempi serviranno per trasformare lo studio in un’infrastruttura reale. Per chi percorre ogni giorno questa strada, dunque, il messaggio è duplice: non c’è oggi un conto alla rovescia ufficiale verso la chiusura della Monte Piazzo, ma esiste una finestra temporale nella quale programmare una soluzione di lungo periodo. Ed è probabilmente questa la vera sfida dei prossimi anni. La galleria attuale continuerà a essere monitorata e mantenuta, mentre il territorio dovrà decidere come costruire un collegamento capace di superare definitivamente il problema della frana. Il futuro della Statale 36 passa quindi dal Monte Piazzo, ma potrebbe passare, letteralmente, da una galleria completamente diversa da quella che migliaia di automobilisti conoscono oggi.

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