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Funghi in Valtellina a settembre: le zone migliori dove cercare porcini

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Settembre è uno dei mesi più attesi dagli appassionati di funghi e, quando piogge e temperature si combinano nel modo giusto, i boschi della Valtellina possono diventare particolarmente interessanti per chi cerca porcini.

Dalla Bassa Valtellina fino alle vallate alpine più interne, il territorio offre ambienti molto diversi tra loro, con boschi di conifere, faggete, zone ricche di muschio e versanti capaci di trattenere a lungo l’umidità.

Ma dove conviene andare? Tra le aree da tenere maggiormente in considerazione ci sono Val Masino, Val Gerola, Valmalenco e diversi boschi delle Orobie valtellinesi, senza dimenticare alcune zone della media e alta valle.

Non esiste, però, una località nella quale sia possibile avere la certezza di trovare funghi: le condizioni meteorologiche delle settimane precedenti sono spesso più importanti del nome della valle.

Una pioggia abbondante seguita da giornate relativamente miti può favorire nuove nascite, mentre vento, terreno troppo asciutto o un brusco abbassamento delle temperature possono cambiare completamente la situazione nel giro di pochi giorni.

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A quale quota cercare i funghi in Valtellina a settembre

A settembre diventa fondamentale osservare il bosco e soprattutto scegliere correttamente la quota. Indicativamente, una fascia compresa tra circa 900 e 1.600 metri può rappresentare un buon punto di partenza, ma non deve essere considerata una regola fissa.

Se le temperature rimangono elevate, può valere la pena salire. Quando invece le notti diventano decisamente fredde, spesso è più sensato cercare qualche centinaio di metri più in basso.

Anche l’esposizione fa la differenza. Versanti freschi, lettiere umide, muschio e sottobosco che non si è completamente asciugato sono segnali da osservare con attenzione.

Il vero segreto, insomma, non è raggiungere una famosa “fungaia”, ma imparare a capire quali parti del bosco stanno offrendo in quel momento le condizioni migliori.

Val Masino, una delle zone da tenere d’occhio

Tra le zone più conosciute dagli appassionati c’è sicuramente la Val Masino, dove la grande estensione dei boschi e le notevoli differenze di quota permettono di incontrare condizioni molto differenti anche a distanza relativamente breve.

A settembre può essere interessante concentrarsi sui boschi di conifere e sulle zone nelle quali il terreno mantiene una buona umidità, soprattutto dopo un periodo di piogge seguito da temperature miti.

Chi cerca porcini dovrebbe osservare attentamente muschio, mirtilli, lettiera e condizioni del terreno. Se pochi centimetri sotto le foglie il suolo è ancora fresco, ci sono condizioni più promettenti rispetto a un bosco completamente secco.

Un errore frequente è fermarsi esclusivamente nelle aree immediatamente raggiungibili in automobile. I boschi vicini alle strade e ai parcheggi sono inevitabilmente anche quelli maggiormente frequentati, soprattutto durante i fine settimana.

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Val Gerola e Orobie valtellinesi

Un’altra area interessante è la Val Gerola, insieme alle vallate laterali della Bassa Valtellina e ai versanti delle Orobie valtellinesi.

Qui le differenti esposizioni possono creare piccoli microclimi. Un versante può risultare asciutto mentre quello vicino conserva ancora sufficiente umidità per mantenere condizioni favorevoli.

Per questo motivo è spesso inutile percorrere molti chilometri continuando a cercare nello stesso ambiente. Cambiare quota, esposizione o versante può fare una grande differenza.

Meglio seguire sentieri consentiti e osservare progressivamente come cambia il sottobosco durante la salita, evitando naturalmente proprietà private, aree interdette o zone nelle quali la raccolta non è consentita.

Funghi in Valmalenco a settembre

Anche la Valmalenco merita attenzione. La presenza di ampie aree boschive e importanti variazioni altimetriche permette di adattare la ricerca alle temperature del periodo.

Dopo settimane ancora caratterizzate da temperature quasi estive possono risultare interessanti quote relativamente elevate. Con l’arrivo delle prime notti fredde, invece, scendere di 200 o 300 metri può cambiare completamente le condizioni incontrate nel bosco.

Più che affidarsi a una quota prestabilita, quindi, conviene interpretare quello che il terreno sta mostrando.

Se la lettiera è secca, il muschio ha perso completamente l’umidità e il terreno sottostante è asciutto, potrebbe essere meglio cambiare zona. Se invece il sottobosco rimane fresco, vale la pena procedere lentamente e osservare con attenzione.

Quanto tempo dopo la pioggia cercare i porcini?

Per trovare funghi in Valtellina a settembre bisogna scegliere anche il momento giusto. La pioggia da sola non basta: contano quantità delle precipitazioni, temperatura del terreno, umidità, vento e andamento termico dei giorni successivi.

Dopo precipitazioni significative è quindi utile monitorare le condizioni nei giorni seguenti invece di considerare automaticamente produttivo il bosco immediatamente dopo la pioggia.

Una volta sul posto, alcuni segnali possono aiutare. Se il terreno sotto la lettiera è ancora fresco, il muschio conserva umidità e nel bosco sono presenti diverse specie fungine, può valere la pena procedere lentamente e controllare con attenzione.

Quando si incontra un porcino, inoltre, è consigliabile esplorare bene la stessa fascia di quota e il medesimo ambiente. Le condizioni favorevoli possono infatti essere concentrate in aree relativamente ristrette.

Se al contrario il terreno appare polveroso e completamente asciutto, può essere preferibile cambiare versante o quota anziché continuare per ore nello stesso bosco.

Le regole da conoscere prima di raccogliere funghi

Prima di organizzare un’uscita è importante informarsi sulle regole di raccolta in vigore nel territorio scelto, perché possono esserci disposizioni specifiche, limitazioni locali e aree protette.

In Lombardia la normativa regionale prevede, tra le altre disposizioni, un limite massimo ordinario di 3 kg di funghi al giorno per persona, oltre alla raccolta manuale e all’utilizzo di contenitori idonei e aerati per il trasporto.

Alcune aree della Valtellina possono però essere soggette a regolamenti particolari. È quindi necessario controllare sempre le indicazioni aggiornate dell’ente competente prima della partenza.

Particolare attenzione va prestata alle zone protette, compreso il territorio del Parco Nazionale dello Stelvio, dove possono essere previste disposizioni specifiche per la raccolta.

Attenzione al riconoscimento dei funghi

C’è infine una regola ancora più importante di qualsiasi consiglio su dove trovare porcini: un fungo deve essere consumato soltanto quando la sua identificazione è certa.

Fotografie, applicazioni per smartphone e gruppi sui social network non possono sostituire il controllo effettuato da personale qualificato.

In presenza di qualsiasi dubbio è quindi opportuno rivolgersi agli Ispettorati Micologici competenti, evitando categoricamente il consumo di esemplari di cui non sia stata accertata la commestibilità.

Settembre resta uno dei periodi più interessanti per esplorare i boschi valtellinesi. Val Masino, Val Gerola, Orobie valtellinesi e Valmalenco sono territori da tenere d’occhio, ma saranno soprattutto pioggia, temperatura, quota ed esposizione a determinare dove si trovano le condizioni migliori.

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