Cronaca Svizzera – La Lombardia garantisce la partecipazione ai costi legati al piano dei trasporti per i Giochi olimpici invernali 2026
Con il piano dei trasporti, il Cantone dei Grigioni ha garantito una gestione senza intoppi del traffico transfrontaliero da e verso i Giochi olimpici invernali Milano Cortina 2026.
Il Governo si è impegnato affinché la Regione Lombardia versasse un contributo ai costi.
A seguito dei colloqui più recenti, la Lombardia ha ora confermato chiaramente la propria partecipazione ai costi.
La 25a edizione dei Giochi olimpici invernali si è svolta dal 6 al 22 febbraio 2026 nel Nord Italia.
Data la vicinanza geografica, il Cantone dei Grigioni è stato direttamente interessato dagli effetti di questo grande evento internazionale.
Al fine di garantire la fluidità del traffico durante l’alta stagione nelle località turistiche invernali grigionesi, il Cantone ha elaborato e attuato un piano dei trasporti. In tale contesto, il Governo ha stimato costi pari a circa 5,5 milioni di franchi.
Le spese effettive sono risultate nettamente inferiori ai costi preventivati.
Garantita la partecipazione ai costi
I responsabili della Regione Lombardia avevano prospettato una partecipazione finanziaria ai costi del piano dei trasporti già in una fase preliminare.
Nonostante i ripetuti contatti, tale partecipazione non si è concretizzata.
A seguito dei recenti intensi colloqui e del sostegno del Consigliere federale Ignazio Cassis nonché dell’Ambasciatore svizzero a Roma Roberto Balzaretti, il Presidente della Regione Lombardia ha garantito per iscritto al Governo una partecipazione ai costi.
Spetta alla Regione Lombardia chiarire le questioni che, dal suo punto di vista, risultano ancora aperte.
Con la garanzia scritta, la Regione Lombardia è ora invitata a saldare l’importo ancora scoperto.
Se, contrariamente alle attese, non dovesse avvenire alcun versamento, il Governo si riserva di compensare tale importo tramite la trattenuta di pagamenti dovuti all’Italia.
Dove posizionano i radar in Svizzera?
Cronaca Svizzera
L’Engadina è una valle di montagna nel cantone dei Grigioni, in Svizzera. Una delle valli abitate più alte d’Europa, è lunga poco più di 90 km, che diventano 100 km seguendo la strada principale, cioè la strada principale 3 dal Passo del Maloja a Silvaplana e la strada principale 27 da Silvaplana al confine con l’Austria. Traccia la parte svizzera del percorso del fiume Inn e si divide in due parti molto distinte tra loro (Alta e Bassa Engadina), che sono separate dal Punt’Ota.
La Bassa Engadina è morfologicamente molto diversa da quella Alta: ha una pendenza ben più scoscesa (tra i 1.610 ed i 1.019 metri), ed è molto più stretta, poiché l’Inn ha scavato nel corso dei secoli profonde gole tra le rocce. Questo tratto di valle termina al confine con l’Austria. Nella Bassa Engadina sono presenti i comuni di Zernez, Scuol, Valsot e Samnaun.
Durante il sacro macello, nell’ambito della guerra di Valtellina, l’Engadina venne devastata dagli austriaci, che nel 1622 occuparono la valle. L’anno seguente l’Engadina riuscì a liberarsi e a tornare ai Grigioni; l’ultimo feudo rimasto all’Impero fu Tarasp, che passò al Cantone nel 1803. Nel 1727 a seguito di accordi con l’Austria, la Confederazione Elvetica cedette il diritto di transito delle truppe austriache e imperiali nella valle per poter accedere ai domini italiani della Lombardia. Tale accordo rimase in vigore fino al 1803.











