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SS36, cosa succede nelle gallerie quando salta la corrente? Ecco cosa si attiva davvero

gallerie sulla ss36

Blackout nelle gallerie sulla SS36: una galleria può davvero rimanere completamente al buio?

Percorrere una galleria della SS36 e vedere improvvisamente spegnersi l’illuminazione è uno scenario che può mettere in allarme qualsiasi automobilista. Soprattutto lungo la Statale 36 del Lago di Como e dello Spluga, dove le gallerie rappresentano una parte importante del percorso, viene spontaneo chiedersi cosa accadrebbe in presenza di un’interruzione dell’energia elettrica.

La prima cosa da sapere è che una galleria stradale moderna non può essere considerata semplicemente come una strada coperta e illuminata da una serie di lampade. Dietro le pareti e sopra la carreggiata esiste una vera infrastruttura tecnologica composta, a seconda delle caratteristiche del tunnel, da illuminazione, sistemi di sicurezza, comunicazioni, segnaletica, telecamere, sensori, ventilazione e dispositivi per la gestione delle emergenze.

Proprio per questo motivo, la perdita dell’alimentazione elettrica ordinaria è una situazione prevista nella progettazione della sicurezza delle gallerie. La normativa europea stabilisce infatti la presenza di sistemi destinati a garantire condizioni di sicurezza anche quando l’alimentazione ordinaria viene meno.

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Tra gli elementi fondamentali c’è l’illuminazione di sicurezza, pensata per garantire agli utenti una visibilità minima in caso di interruzione dell’alimentazione elettrica. Sono inoltre previste soluzioni di alimentazione di emergenza per gli impianti considerati indispensabili nelle situazioni critiche e durante un’eventuale evacuazione.

In altre parole, blackout non significa automaticamente buio totale. Se viene meno la rete elettrica principale, entrano in gioco gli impianti predisposti per affrontare l’emergenza e mantenere operative le funzioni essenziali previste nella specifica infrastruttura.

È importante, però, non pensare che tutte le gallerie siano uguali. Lunghezza, anno di costruzione, configurazione, traffico e dotazioni tecnologiche possono cambiare notevolmente da un tunnel all’altro. Anche lungo la SS36 sono presenti opere con caratteristiche differenti.

Per questo motivo, senza conoscere la galleria interessata e soprattutto la natura precisa del guasto, non sarebbe corretto sostenere che ogni singolo apparato continui necessariamente a funzionare nello stesso modo.

Cosa si accende quando manca la corrente

Uno degli elementi più importanti durante un blackout è naturalmente l’illuminazione di sicurezza. Le regole europee sulla sicurezza delle gallerie prevedono che questa illuminazione permetta di mantenere una visibilità sufficiente per affrontare un’interruzione dell’alimentazione ordinaria.

C’è poi l’illuminazione dedicata all’evacuazione, particolarmente importante qualora gli automobilisti fossero costretti ad abbandonare il proprio veicolo e proseguire a piedi verso un luogo sicuro o un’uscita di emergenza.

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Questo aiuta a comprendere perché la perdita della corrente ordinaria sia molto diversa da un ipotetico collasso contemporaneo di tutti gli impianti. Una parte della tecnologia presente nelle gallerie ha infatti proprio il compito di intervenire o continuare a funzionare in condizioni anomale.

Accanto alle luci possono essere presenti segnali luminosi, pannelli a messaggio variabile, semafori, telefoni di emergenza, sistemi radio, telecamere e dispositivi per la rilevazione degli incidenti.

Non tutti questi sistemi sono necessariamente presenti nella stessa configurazione in ogni tunnel, ma nel loro insieme costituiscono una parte essenziale dell’infrastruttura di sicurezza.

Cosa succede alla ventilazione?

Un discorso particolare riguarda la ventilazione delle gallerie. Dove presente, questo sistema può assumere un ruolo particolarmente importante nella gestione di alcune situazioni di emergenza.

Il caso più evidente è quello di un incendio all’interno del tunnel, quando la gestione dei fumi diventa un elemento fondamentale per la sicurezza degli automobilisti e per consentire l’intervento dei soccorritori.

Anche in questo caso, però, bisogna distinguere tra le diverse gallerie e le caratteristiche degli impianti installati. Non tutte le gallerie della SS36 hanno necessariamente gli stessi sistemi, la stessa configurazione o le medesime modalità di funzionamento in emergenza.

I sistemi di comunicazione nelle gallerie della SS36

Negli ultimi anni la SS36 è stata interessata anche da interventi dedicati alla sicurezza e alle comunicazioni all’interno delle gallerie.

In vista dei grandi flussi di traffico collegati alle Olimpiadi e Paralimpiadi invernali Milano Cortina 2026, lungo la SS36 e la SS38 sono stati previsti interventi che comprendono apparati per la ripetizione del segnale radio e mobile, il collaudo della rete utilizzata dalle forze dell’ordine e verifiche sull’efficienza delle colonnine SOS.

Si tratta di infrastrutture che l’automobilista spesso non nota durante il normale attraversamento di un tunnel. In una situazione critica, però, la possibilità di comunicare e coordinare rapidamente gli interventi può diventare estremamente importante.

E se il guasto coinvolgesse anche i sistemi di emergenza?

La situazione cambia se il problema non riguarda soltanto l’alimentazione ordinaria, ma coinvolge più sistemi contemporaneamente oppure è la conseguenza di un evento più grave.

In circostanze di questo tipo possono essere adottate misure di gestione della circolazione fino alla chiusura degli accessi alla galleria, evitando così che altri automobilisti entrino in un tunnel nel quale non sono garantite le normali condizioni operative.

Per determinate gallerie sono previsti sistemi che consentono di interrompere l’ingresso dei veicoli attraverso semafori, segnaletica e altri dispositivi di gestione del traffico.

L’obiettivo è evitare che un problema tecnico relativamente circoscritto possa trasformarsi in una situazione molto più difficile da gestire a causa dell’arrivo continuo di nuovi veicoli.

Cosa deve fare l’automobilista se le luci si spengono

Per chi si trova già all’interno di una galleria, la cosa più importante è evitare reazioni improvvise. Un brusco rallentamento, una frenata violenta o una manovra inaspettata potrebbero infatti rappresentare un pericolo maggiore del blackout stesso.

Se l’illuminazione dovesse spegnersi o ridursi drasticamente, bisogna mantenere il controllo del veicolo, utilizzare correttamente le luci, diminuire gradualmente la velocità e aumentare la distanza di sicurezza dal mezzo che precede.

È inoltre fondamentale prestare attenzione a eventuali semafori, pannelli a messaggio variabile, segnalazioni luminose o indicazioni diffuse attraverso i sistemi della galleria.

Se il traffico dovesse arrestarsi, non bisogna effettuare autonomamente inversioni di marcia o altre manovre potenzialmente pericolose.

In presenza di un incendio o quando viene richiesta un’evacuazione, assumono invece un’importanza fondamentale la segnaletica delle vie di fuga, le uscite di emergenza e le indicazioni fornite dai soccorritori o dai sistemi presenti nel tunnel.

Perché un blackout non significa necessariamente buio totale nelle gallerie sulla SS36

La distinzione più importante da ricordare è quindi molto semplice: un’interruzione dell’alimentazione elettrica principale non equivale necessariamente alla perdita di tutti i sistemi di sicurezza della galleria.

I tunnel sono progettati tenendo conto anche della possibilità che si verifichino anomalie e interruzioni dell’alimentazione ordinaria. Proprio per questo esistono sistemi e alimentazioni destinati alle situazioni di emergenza.

Sulla SS36, strada caratterizzata da numerosi tratti in galleria e interessata nel tempo da importanti interventi infrastrutturali, questi dispositivi rappresentano una componente fondamentale della sicurezza.

Normalmente gli automobilisti non vedono gran parte della tecnologia che permette a una galleria di funzionare. Telecamere, sensori, apparati elettrici, sistemi di comunicazione e dispositivi di emergenza rimangono quasi sempre sullo sfondo.

Ma è proprio quando si verifica un’anomalia, come un blackout all’interno di una galleria, che questa infrastruttura “invisibile” diventa uno degli elementi più importanti per proteggere chi sta percorrendo la SS36.

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