Frana Thurwieser
Frana Thurwieser –Â 18 settembre 2004, ore 13:44
Frana Thurwieser in Valfurva
Oggi ricorre l’anniversario di una delle più grandi frane di alta quota nelle Alpi, seconda per dimensioni solo al massiccio crollo della Brenva del gennaio 1997.
Dopo la straordinaria estate del 2003, la Thurwieser cominciò a mostrare segni di cedimento.
Un anno dopo, una parte della montagna cedette improvvisamente: 2,7 milioni di metri cubi di roccia si staccarono poco sotto la cima, a circa 3.630 metri di altitudine.
Il distacco iniziò con un meccanismo di scivolamento/crollo, che più a valle si trasformò in una valanga di roccia.
La frana coinvolse parte del ghiacciaio occidentale dello Zebrù, sul lato destro del Rio Marè, fermandosi sul fondovalle a 2.200 metri di quota.
Distrusse una baita e la strada della V° Alpini.
Questa catastrofe, la cui magnitudine è ancora visibile oggi, ha modificato profondamente il paesaggio di questa sezione della Val Zebrù.
La nube sollevata dalla frana oscurò il Gran Zebrù e l’Ortles per diversi minuti.
Si registrò una leggera scossa di terremoto, che causò paura, ma fortunatamente non ci furono vittime.
Valfurva: natura e montagna nel cuore delle Alpi
La Valfurva, nel cuore dell’Alta Valtellina, è una destinazione ideale per chi ama la montagna, la natura e le attività all’aria aperta. Immersa nel Parco Nazionale dello Stelvio, offre paesaggi alpini spettacolari, boschi, vallate e imponenti cime del gruppo Ortles-Cevedale. Tra le località più conosciute spicca Santa Caterina Valfurva, apprezzata sia in inverno per lo sci sia in estate per trekking, escursioni e mountain bike. Da non perdere la suggestiva Valle dei Forni, con il celebre ghiacciaio, la selvaggia Val Zebrù e gli itinerari verso il Passo Gavia. La Valfurva conserva inoltre tradizioni, piccoli centri storici e testimonianze della cultura alpina, regalando un’esperienza autentica tra sport, relax e panorami indimenticabili.















