Cronaca

Tragedia sul Pizzo Tambò: escursionista precipita mortalmente

Escursionista precipita mortalmente

Escursionista precipita mortalmente – Si chiamava Marco Curti, 65 anni, la vittima dell’incidente mortale avvenuto nella giornata di sabato sul Pizzo Tambò. Originario di Pianello del Lario, l’uomo viveva da tempo in Svizzera, a Saint Moritz, dove svolgeva la propria attività professionale.

Curti ha perso la vita mentre praticava scialpinismo in solitaria lungo il versante italiano della montagna, nel territorio comunale di Madesimo. Secondo le prime ricostruzioni, all’origine della tragedia potrebbe esserci una caduta, ma saranno gli accertamenti delle autorità competenti a chiarire con precisione la dinamica dei fatti.

2025, mai così tanti incidenti in montagna

L’allarme è stato lanciato grazie a una segnalazione giunta dalla Polizia svizzera. Durante un volo di ricognizione in elicottero effettuato nella mattinata, gli operatori hanno individuato sulla neve, a oltre 3.000 metri di quota, quello che appariva come un corpo immobile.

La posizione del ritrovamento, sul versante italiano del Pizzo Tambò – montagna situata lungo la linea di confine tra Italia e Svizzera in prossimità del Passo dello Spluga – ha fatto scattare immediatamente l’intervento dei soccorsi. Le operazioni si sono concentrate in un’area particolarmente impervia, rendendo complesso il recupero.

La notizia

Allertamento ieri pomeriggio la Stazione di Madesimo del Soccorso Alpino, per un intervento sul Pizzo Tambò, a quota 3050 metri, per una persona precipitata e deceduta.

È giunto sul posto l’elisoccorso di Sondrio di AREU – agenzia regionale emergenza urgenza.

Il medico ha constatato il decesso; l’équipe dell’elicottero ha effettuato il recupero.

Tre interventi nella giornata di ieri per il Soccorso Alpino in Val Masino

Escursionista precipita mortalmente

Cinque tecnici della Stezione erano pronti in piazzola a Madesimo, per eventuale supporto alle operazioni.

Nella piazzola di Mese era pronto anche il SAGF – Soccorso alpino Guardia di finanza.

LE OFFERTE DI OGGI

Il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS) è l’ente di riferimento in Italia per il soccorso di persone infortunate o in pericolo in montagna, grotte e zone impervie.

Come chiamare i soccorsi

In caso di emergenza, il numero principale da contattare è il 112 (Numero Unico di Emergenza).

È fondamentale fornire ai soccorritori i seguenti tre dettagli chiave:

Posizione esatta: coordinate GPS o punti di riferimento chiari.
Dinamica dell’incidente: cosa è successo e quante persone sono coinvolte.
Condizioni meteo e visibilità: utili per l’eventuale invio dell’elisoccorso.

Un ottimo strumento preventivo è l’app GeoResQ, gestita dal CNSAS e dal Club Alpino Italiano (CAI), che permette di inviare la propria posizione esatta alla centrale operativa con un solo tocco.

Diventare soccorritore

Il Soccorso Alpino si basa principalmente sull’attività di volontari altamente specializzati. Per entrare nel CNSAS è necessario:
Essere soci del Club Alpino Italiano (CAI).
Avere un’età compresa tra i 18 e i 45 anni (con variazioni regionali).
Superare prove tecniche di arrampicata, sci alpinismo e movimentazione su terreni impervi.
Completare il percorso formativo per ottenere la qualifica di Operatore di Soccorso Alpino (O.S.A.)

LU SULE, LU MARE, LU IENTU

Ricevi le news con WhatsApp
Telegram Messenger Instagram