Un progetto da 1 miliardo di euro per il futuro della Statale 36
Un intervento che potrebbe arrivare a costare 1 miliardo di euro per risolvere nel lungo periodo una delle criticità infrastrutturali più complesse della Statale 36. È questo lo scenario che si apre dopo gli importanti lavori realizzati nella galleria Monte Piazzo, infrastruttura strategica per i collegamenti tra il territorio lecchese, il Lago di Como e la Valtellina.
La galleria, costruita negli anni Settanta, attraversa infatti una zona geologicamente particolarmente delicata. Il versante del Monte Legnoncino è interessato da una deformazione gravitativa profonda e da un corpo di frana ancora attivo.
Una situazione conosciuta da tempo e che richiede un controllo costante. I movimenti del versante possono infatti intensificarsi soprattutto in presenza di lunghi periodi caratterizzati da precipitazioni abbondanti, aumentando le sollecitazioni esercitate sulle infrastrutture presenti nell’area.
Per questo motivo, mentre la Monte Piazzo torna a disposizione con una struttura profondamente rinnovata, lo sguardo è già rivolto al futuro. Anas ha affidato uno studio di fattibilità per individuare una soluzione alternativa all’attuale tracciato, con l’obiettivo di allontanare la Statale 36 dalla parte più attiva della frana.
L’ipotesi è quella di una nuova variante oppure di un intervento infrastrutturale più ampio che potrebbe coinvolgere anche il nodo della galleria di Dervio. Un progetto estremamente complesso, il cui investimento potrebbe raggiungere un ordine di grandezza vicino a 1 miliardo di euro.
Monte Piazzo, 77 milioni per ricostruire la galleria
In attesa di capire quale sarà il futuro della Statale 36, la priorità è stata mettere in sicurezza e rinnovare completamente la galleria esistente. Per la Monte Piazzo sono stati investiti circa 77 milioni di euro, destinati a un intervento molto più profondo rispetto a un semplice consolidamento.
La struttura è stata sostanzialmente ricostruita nelle sue componenti principali. I lavori hanno previsto la demolizione dei rivestimenti deteriorati e il consolidamento del contorno roccioso, operazioni indispensabili per intervenire sulle parti maggiormente interessate dalle sollecitazioni accumulate nel corso degli anni.
Successivamente è stato realizzato un nuovo rivestimento in cemento armato, utilizzando materiali e tecnologie molto più performanti rispetto a quelli disponibili negli anni Settanta, quando la galleria venne costruita.
Nei tratti in cui era assente è stato inoltre realizzato l’arco rovescio, un elemento strutturale fondamentale per migliorare la capacità della galleria di rispondere alle pressioni esercitate dal terreno circostante.
Gli interventi hanno riguardato anche l’impermeabilizzazione della struttura, un aspetto particolarmente importante considerando le caratteristiche geologiche e idrogeologiche del versante attraversato.
Il risultato è una galleria profondamente diversa rispetto al passato. Non si tratta quindi di una semplice manutenzione straordinaria, ma di una vera e propria ricostruzione integrale, progettata per aumentare la sicurezza e la capacità di resistenza dell’infrastruttura.
Nuovi impianti e sistemi di sicurezza nella galleria
La ricostruzione della Monte Piazzo ha interessato anche tutti i principali impianti tecnologici presenti all’interno del tunnel.
Sono stati rinnovati i sistemi di ventilazione e illuminazione, insieme agli impianti e ai dispositivi necessari per aumentare gli standard di sicurezza della circolazione.
L’obiettivo è stato quello di adeguare la galleria alle esigenze di una moderna infrastruttura stradale, soprattutto considerando l’importanza della SS36 del Lago di Como e dello Spluga.
La Statale 36 rappresenta infatti uno dei principali collegamenti viari della Lombardia settentrionale. Ogni giorno viene utilizzata da migliaia di automobilisti, lavoratori e mezzi commerciali, oltre a sostenere importanti flussi turistici diretti verso il Lago di Como e la Valtellina.
Una chiusura o una limitazione prolungata della Monte Piazzo avrebbe quindi conseguenze significative sull’intero sistema della mobilità territoriale.
Proprio per questo motivo, la ricostruzione della galleria rappresenta un intervento strategico per garantire la continuità della circolazione mentre vengono valutate soluzioni infrastrutturali di più lungo periodo.
Sensori lungo la Monte Piazzo: la frana sarà controllata in tempo reale
Tra le principali novità introdotte con i lavori spicca il sistema permanente di monitoraggio installato lungo la galleria Monte Piazzo.
La ricostruzione della struttura, infatti, non può eliminare il fenomeno geologico che interessa il Monte Legnoncino. La deformazione gravitativa profonda continuerà quindi a essere monitorata anche dopo la conclusione del cantiere.
Una rete di sensori installati lungo la galleria consentirà di controllare gli spostamenti del versante e le eventuali deformazioni della struttura.
I dati permetteranno di seguire costantemente l’evoluzione della situazione e di individuare tempestivamente eventuali variazioni significative.
Il monitoraggio in tempo reale diventa così uno degli elementi centrali per la sicurezza futura della Monte Piazzo.
Il sistema consentirà di passare da una logica basata esclusivamente sui controlli periodici a una sorveglianza continua dell’interazione tra la montagna e la galleria.
In questo modo sarà possibile raccogliere informazioni fondamentali per comprendere l’evoluzione dei movimenti e programmare eventuali interventi con maggiore tempestività .
Perché si pensa a una nuova variante della SS36
Nonostante i 77 milioni di euro investiti per la ricostruzione, resta una questione di fondo: la galleria continua ad attraversare un versante geologicamente attivo.
Le nuove strutture e il monitoraggio permanente permettono di affrontare il problema con strumenti molto più avanzati rispetto al passato. Tuttavia, la soluzione definitiva potrebbe essere un’altra.
L’obiettivo dello studio affidato da Anas è verificare la possibilità di spostare il tracciato della Statale 36 fuori dalla zona maggiormente interessata dalla frana.
Una scelta che consentirebbe di ridurre in modo significativo l’esposizione dell’infrastruttura ai movimenti del Monte Legnoncino.
Le alternative dovranno però essere analizzate attentamente. Realizzare una nuova variante in un territorio caratterizzato da montagne, centri abitati e vincoli ambientali rappresenta infatti una sfida tecnica estremamente complessa.
Proprio questa complessità spiega perché si parli di un possibile investimento nell’ordine di 1 miliardo di euro.
Un nuovo collegamento potrebbe coinvolgere anche Dervio
Tra gli scenari da valutare potrebbe esserci anche un progetto più ampio rispetto alla sola variante della Monte Piazzo.
Una delle possibilità riguarda infatti la realizzazione di un nuovo collegamento capace di affrontare contemporaneamente anche le criticità legate alla galleria di Dervio.
In questo caso non si parlerebbe più soltanto di spostare un breve tratto della Statale 36, ma di ripensare una parte importante del collegamento stradale lungo la sponda orientale del Lago di Como.
Una soluzione di questo tipo richiederebbe approfonditi studi geologici e ambientali, oltre a una progettazione particolarmente complessa.
Servirebbero inoltre importanti risorse economiche. La stima preliminare di 1 miliardo di euro restituisce la dimensione dell’eventuale opera, che potrebbe diventare uno dei principali progetti infrastrutturali del territorio nei prossimi anni.
Al momento, però, si tratta di uno scenario da approfondire attraverso gli studi di fattibilità e le successive fasi progettuali.
Tra i 77 milioni di oggi e 1 miliardo di euro di domani
La storia della Monte Piazzo potrebbe quindi entrare in una nuova fase. Da una parte c’è una galleria completamente ricostruita grazie a un investimento da 77 milioni di euro. Dall’altra c’è la prospettiva di un progetto molto più ambizioso, con un valore potenziale di 1 miliardo di euro.
I due interventi rispondono però a esigenze differenti.
La ricostruzione della galleria serve a garantire la sicurezza e la funzionalità dell’infrastruttura esistente. La futura variante avrebbe invece l’obiettivo di affrontare il problema alla radice, allontanando il traffico dalla parte più critica del versante.
Nel frattempo, il nuovo sistema di monitoraggio consentirà di mantenere sotto osservazione la montagna e la struttura della galleria.
La Monte Piazzo diventa così un’infrastruttura completamente rinnovata ma anche costantemente sorvegliata, mentre prosegue la ricerca di una soluzione definitiva per il futuro della Statale 36.
La prospettiva di un investimento da 1 miliardo di euro rappresenta inevitabilmente l’elemento destinato ad attirare maggiore attenzione. Prima di arrivare alla realizzazione di un’opera di queste dimensioni, tuttavia, saranno necessari studi, progettazioni, autorizzazioni e soprattutto l’individuazione delle risorse necessarie.
La sfida per il futuro sarà quindi trovare il giusto equilibrio tra la gestione della galleria appena ricostruita e la pianificazione di una nuova infrastruttura.
Una cosa appare comunque chiara: il futuro della viabilità tra il Lago di Como e la Valtellina passa anche dalla Monte Piazzo. E la soluzione definitiva potrebbe avere un costo nell’ordine di 1 miliardo di euro.











