Cronaca

Livigno: cinque gattini trovati morti in un cassonetto

smaltimento di peli di animaliDove vanno smaltiti i peli di cani e gatti? - valtellinamobile.it

Cronaca provincia di Sondrio – A riferirlo Laprovinciaunicatv.it

Un episodio che ha scosso profondamente la comunità di Livigno. Cinque gattini, di appena poche settimane di vita, sono stati trovati morti all’interno di un sacchetto abbandonato in un cassonetto dei rifiuti. Gli accertamenti veterinari hanno rivelato un dettaglio inquietante: i cuccioli non sarebbero morti per cause naturali, ma sarebbero stati uccisi.

Per la vicenda è stato iscritto nel registro degli indagati un uomo del posto. Se venisse accertato che è stato lui a provocare la morte degli animali, rischierebbe una pena severa prevista dalla legge per maltrattamento e uccisione di animali: da uno a quattro anni di reclusione e una multa compresa tra 10.000 e 60.000 euro.

Al momento, la Polizia locale ha già sanzionato l’uomo per aver smaltito illegalmente le carcasse degli animali nei rifiuti urbani, un comportamento vietato dalle norme. Parallelamente prosegue l’indagine della Procura, che dovrà chiarire se sia stato effettivamente lui a uccidere i gattini o se si sia limitato ad abbandonare i corpi senza vita per tentare di disfarsene.

I cuccioli sono stati ritrovati in un cassonetto situato nei cosiddetti “molog” di via Borch, nell’area di raccolta differenziata vicina al comando della Polizia locale e alle scuole di San Rocco. La zona, come sanno molti residenti del paese, è una delle poche non dotate di telecamere di sorveglianza.

A fare la macabra scoperta è stato un cittadino che, aprendo il cassonetto, ha notato il sacchetto contenente i cinque gattini ormai senza vita. L’uomo ha immediatamente allertato la Polizia locale di Livigno.

Nonostante l’assenza di telecamere nell’area esatta del conferimento, gli agenti sono riusciti a ricostruire quanto accaduto grazie ai sistemi di videosorveglianza presenti nelle zone circostanti. Analizzando i movimenti e i conferimenti effettuati nella mattina del 27 febbraio, gli investigatori sono riusciti a risalire alla persona che avrebbe depositato il sacchetto.

Secondo quanto emerso, i gattini avevano circa due settimane di vita. Avrebbero potuto essere affidati ad associazioni animaliste o regalati a famiglie disponibili ad accoglierli. Una scelta diversa, che avrebbe evitato una tragedia e le conseguenze giudiziarie che ora potrebbero arrivare.

Cronaca provincia di Sondrio

LE OFFERTE DI OGGI

La Valtellina (Valtelina in lombardo, Vuclina in romancio, Veltlin in tedesco) è una regione geografica alpina, corrispondente al bacino idrico del fiume Adda a monte del lago di Como, in Lombardia. L’intera valle e la Valchiavenna formano insieme la Provincia di Sondrio. La valle raggiunge con la Punta Perrucchetti, alta 4 020 metri e appartenente al Massiccio del Bernina, la massima altitudine della regione.

Si può arrivare in auto (o in bus) in Valtellina da Milano principalmente attraverso Lecco (strada statale 36, direzione Lecco – Colico – Sondrio, sempre a doppia carreggiate), si prosegue con strada statale 38 dello Stelvio direzione Tirano – Bormio.

Da Como Lugano attraverso Menaggio (strada statale 340 Regina, direzione Colico).

Da Brescia

-dalla Val Camonica attraverso il passo dell’Aprica (strada statale 39, direzione Edolo – Aprica);
-da Ponte di Legno attraverso il passo del Gavia (strada statale 300 del Gavia, direzione Santa Caterina Valfurva) oppure attraverso il passo del Mortirolo (strada provinciale 81, direzione Monno – Mazzo di Valtellina).

Da Bergamo attraverso il passo San Marco in direzione Morbegno (strada statale 470 della Val Brembana e passo San Marco).

«In testa la Valtolina e la montagna di Bormi. Terribili, piene sempre di neve. Qui nasce Ermellini. A Bormi sono i bagni. Valtolina, come detto, valle circondata da alti terribili monti. Fa vini potentissimi assai, e fa tanto bestiame, che da paesagno è concluso nascervi più latte che vino. Questa è la valle dove passa Adda, la quale corre più che 40 miglia per la Magna.»
(Leonardo da Vinci, Codice Atlantico – C.A. 391 recto)

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