Climatizzatore acceso o spento quando si esce – Quanto fa risparmiare spegnere l’aria condizionata quando si è fuori casa?
Con l’arrivo dell’estate e l’aumento delle temperature, il climatizzatore diventa uno degli elettrodomestici più utilizzati nelle abitazioni italiane. Allo stesso tempo cresce anche la preoccupazione per i consumi energetici e per l’importo della bolletta elettrica. Una delle domande più frequenti riguarda proprio il comportamento da adottare quando si esce di casa: è meglio spegnere completamente l’aria condizionata oppure lasciarla accesa per mantenere costante la temperatura?
La risposta, secondo una recente ricerca condotta da un gruppo di ricercatrici dell’Università del Colorado Boulder, non è uguale per tutte le abitazioni, ma in linea generale spegnere il climatizzatore durante un’assenza prolungata permette di ridurre i consumi energetici. Lo studio ha preso in esame una casa di circa 110 metri quadrati, simulando differenti scenari di utilizzo e confrontando le prestazioni di climatizzatori centralizzati, pompe di calore ad aria e sistemi minisplit.
Le simulazioni hanno confrontato tre differenti modalità di utilizzo: il mantenimento costante della temperatura interna a 24,4 °C, lo spegnimento dell’impianto per otto ore, lasciando salire la temperatura fino a circa 31,6 °C, e uno scenario intermedio con spegnimento di quattro ore. I risultati sono stati piuttosto chiari: nella maggior parte dei casi consumare energia per mantenere fresca una casa vuota risulta meno conveniente rispetto a raffrescarla al momento del rientro.
Questo accade perché il calore entra gradualmente nell’abitazione e il climatizzatore, pur dovendo lavorare con maggiore intensità quando viene riacceso, evita di funzionare inutilmente per molte ore. Naturalmente il comportamento dell’edificio incide in maniera significativa: case ben isolate mantengono più a lungo la temperatura interna, riducendo ulteriormente i consumi durante l’assenza, mentre abitazioni poco isolate tendono a riscaldarsi più velocemente.
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Anche il tempo trascorso fuori casa è un elemento determinante. Se si esce soltanto per una o due ore, mantenere il climatizzatore acceso oppure aumentare leggermente la temperatura impostata può risultare una scelta più efficiente. Quando invece l’assenza supera quattro o cinque ore, lo spegnimento completo dell’impianto rappresenta nella maggior parte dei casi la soluzione più conveniente dal punto di vista energetico.
climatizzatore acceso o spento – Va inoltre considerato che il tipo di impianto influenza il risultato finale. Le pompe di calore e i sistemi minisplit sono generalmente più efficienti rispetto ai climatizzatori tradizionali e proprio per questo il margine di risparmio ottenibile spegnendoli durante l’assenza risulta leggermente inferiore. Ciò non significa che lasciarli sempre accesi sia conveniente, ma semplicemente che partono già da livelli di efficienza molto elevati.
Quanto si risparmia realmente e quali strategie aiutano a ridurre i consumi
Uno degli aspetti più interessanti emersi dalla ricerca riguarda il risparmio energetico effettivo. Secondo le simulazioni, spegnere il climatizzatore per circa otto ore consecutive può ridurre i consumi annuali fino all’11% rispetto a un impianto mantenuto costantemente acceso alla stessa temperatura. Si tratta di un valore significativo che, nel corso dell’intera stagione estiva, può tradursi in una riduzione concreta della spesa in bolletta.
Naturalmente questo dato rappresenta una stima media e può variare in funzione di numerosi fattori. L’isolamento termico dell’abitazione, l’esposizione al sole, la presenza di grandi superfici vetrate, la zona climatica e persino l’umidità dell’aria incidono sensibilmente sul comportamento del climatizzatore. Un appartamento esposto a sud con ampie finestre e poca ombreggiatura accumulerà molto più calore rispetto a una casa protetta da alberi, tende esterne o cappotto termico.
Anche il clima locale gioca un ruolo importante. Nelle aree dove la temperatura esterna rimane elevata sia di giorno sia durante la notte, il vantaggio dello spegnimento può essere leggermente inferiore rispetto alle località caratterizzate da una maggiore escursione termica giornaliera.
Un aspetto spesso trascurato riguarda poi l’umidità . Nelle città costiere o nelle zone particolarmente umide, lasciare l’abitazione completamente chiusa e senza climatizzazione per molte ore può favorire la formazione di condensa e, nel lungo periodo, la comparsa di muffe. In questi casi molti tecnici suggeriscono una soluzione intermedia: alzare la temperatura impostata invece di spegnere completamente il climatizzatore. Anche un piccolo aumento della temperatura può contribuire a ridurre sensibilmente i consumi mantenendo comunque sotto controllo il livello di umidità .
Per ottenere un risparmio ancora maggiore senza rinunciare al comfort domestico è utile adottare alcune semplici abitudini. Programmare un timer o utilizzare un termostato smart consente di far partire il climatizzatore circa trenta minuti prima del rientro, evitando inutili ore di funzionamento. Chiudere tapparelle, persiane e tende durante le ore più calde limita l’ingresso della radiazione solare e riduce il surriscaldamento degli ambienti. Altrettanto importante è pulire regolarmente i filtri, poiché polvere e sporco costringono il compressore a lavorare più a lungo aumentando i consumi.
Un altro consiglio riguarda la temperatura impostata. Molte persone scelgono valori molto bassi, intorno ai 22 °C, pensando di raffrescare più rapidamente gli ambienti. In realtà impostare il termostato intorno ai 26 °C permette di ottenere un ottimo livello di comfort riducendo sensibilmente il consumo di energia. Ogni grado in meno richiede infatti uno sforzo maggiore da parte dell’impianto e può incidere in modo significativo sulla bolletta.
Climatizzatore acceso o spento
In conclusione, spegnere l’aria condizionata quando si è fuori casa conviene nella maggior parte delle situazioni, soprattutto se l’assenza dura diverse ore. Tuttavia non esiste una regola valida per tutte le abitazioni. Le caratteristiche dell’edificio, il tipo di impianto installato, il clima locale e le proprie abitudini quotidiane influenzano il risultato finale. Osservare il comportamento della propria casa e adottare piccoli accorgimenti intelligenti rappresenta il modo migliore per trovare il giusto equilibrio tra comfort, efficienza energetica e risparmio economico, mantenendo gli ambienti piacevoli anche durante le giornate più calde dell’estate.












