Per l’ASST l’Ospedale Morelli di Sondalo non chiuderà

Di solito non pubblichiamo annunci e promesse, ma vista la delicatezza della situazione e gli animi esacerbati sul tema dei problemi dell’ospedale Morelli, con scontri – anche personali – di dubbio gusto, diamo spazio integralmente alla nota giunta da ASST a firma del direttore generale ASST Valtellina e Alto Lario.
Nella speranza che non siano solo parole (tutte virgolettate), ma fatti futuri e concreti.

≪Le nostre strutture sanitarie e il personale hanno prodotto uno sforzo straordinario durante l’emergenza covid e successivamente con la campagna vaccinale: nella cura, nei controlli attraverso il sistema dei tamponi e nella prevenzione abbiamo dato prova di efficienza ed efficacia organizzativa. Terminata la fase emergenziale sono emerse le problematiche relative alla carenza di medici e di infermieri, un fenomeno, è bene ribadirlo, comune a tutta Italia, le cui cause sono strutturali e risalgono ad alcuni decenni orsono, prima fra tutte l’introduzione del numero chiuso per l’accesso alla facoltà di Medicina. Le zone montane, decentrate e più problematiche, sono ulteriormente penalizzate poiché gli specialisti scelgono innanzitutto di lavorare vicino ai luoghi di residenza e negli ospedali dei centri urbani che offrono maggiori opportunità dal punto di vista professionale. Ce ne rendiamo conto ogni qualvolta riceviamo le comunicazioni di mancata accettazione dell’incarico da parte dei medici che vincono i nostri concorsi, i quali scelgono altre sedi. Nonostante ciò, continuiamo a bandire concorsi per la ricerca di medici e infermieri, a confrontarci con le università per poter contare sugli specializzandi, a incaricare cooperative, a reclutare medici liberi professionisti o in pensione per sopperire alle carenze di organico. L’estate, come ci aspettavamo, è risultata essere la stagione peggiore poiché non riusciamo ad avere tutti i medici sempre in servizio. I cittadini devono sapere che il nostro personale sta dando prova di serietà, professionalità e dedizione al lavoro fuori dal comune: per il bene di pazienti e utenti si sta prodigando rinunciando a giorni di riposo e rendendosi disponibile a turni aggiuntivi. Ma c’è anche un problema legato alla sicurezza, dei medici e dei pazienti, che deve essere considerato, per questo motivo, su suggerimento dei medici, nelle ultime settimane ci siamo visti costretti, come Direzione generale, ad adottare provvedimenti di sospensione temporanea di alcuni servizi≫.

≪Ai cittadini dobbiamo e vogliamo garantire le migliori cure e la migliore assistenza sanitaria, interventi in urgenza tempestivi ed efficaci. Se, per le ragioni sopra esposte, questo non è possibile negli ospedali di Sondrio, Sondalo e Chiavenna, non possiamo che rivolgerci altrove, come sta accadendo per la Stroke Unit, assicurando il trasporto in elicottero in un ospedale pronto ad accogliere e a curare i pazienti colpiti da ictus. È una situazione temporanea, poiché con l’autunno riusciremo ad avere in servizio altri medici neurologi. Si tratta di un servizio organizzato in modo diverso: una volta stabilizzati, i pazienti tornano a Sondrio per proseguire le cure. In questa situazione così difficile dobbiamo intervenire man mano che i problemi si presentano. La presenza in servizio di due soli neurologi, sui tre in organico, sta creando difficoltà anche all’attività ambulatoriale svolta in favore dei malati di sclerosi multipla, circa 230 in tutta la provincia di Sondrio, che con regolarità devono essere sottoposti a speciali terapie. Per una parte di essi, che assume farmaci monoclonali, la somministrazione deve avvenire in presenza di un neurologo. A Sondrio, dove vengono curati 180 pazienti, l’ambulatorio è aperto tutti i giorni per accogliere nel migliore dei modi i pazienti. A Sondalo, dove confluiscono i malati di sclerosi multipla dell’Alta Valle, una cinquantina in totale, di cui 5 curati con i farmaci monoclonali, esistono difficoltà oggettive a garantire la presenza di uno dei due neurologi in servizio, delle quali abbiamo discusso con gli stessi medici. Nel confronto interno, tra le diverse soluzioni emerse, era stato valutato lo spostamento dei pazienti a Sondrio, ma si trattava soltanto di una ipotesi, una delle tante, che incautamente è stata anticipata alla paziente, la quale si è giustamente allarmata. Ma questo non succederà, poiché abbiamo individuato una diversa organizzazione: la signora Michela e gli altri pazienti continueranno ad eseguire la speciale terapia per la sclerosi multipla a Sondalo≫.

≪Questa è la situazione reale: esistono delle difficoltà evidenti che siamo impegnati a superare. L’indirizzo della Regione Lombardia è di garantire la piena efficienza dell’Ospedale Morelli: come abbiamo più volte spiegato, la sospensione di alcuni servizi è determinata esclusivamente dalla carenza di personale e tali servizi saranno riattivati non appena riusciremo a reclutare i medici specialisti di cui necessitiamo. Creare allarmismo non giova alla popolazione né soprattutto ai 960 dipendenti che con impegno garantiscono la piena efficienza dei servizi≫.


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