Cronaca

Cambiano percorso senza dirlo, intervento non necessario del CNSAS

Cambiano percorso senza dirlo

Cambiano percorso senza dirlo – Un gruppo di tre escursionisti tedeschi, tutti illesi, è stato rintracciato nella mattinata di lunedì 28 agosto 2017.

Ieri erano partiti dal rifugio Berni per arrivare al rifugio Branca, passando dal San Matteo.

Il gestore della struttura però ha segnalato al 118 che non erano arrivati al rifugio, come previsto.

Allora la Centrale ha attivato l’elisoccorso da Sondrio, una quindicina di tecnici della Stazione di Valfurva del CNSAS (Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico) e il SAGF della Guardia di Finanza.

L’elicottero ha sorvolato la zona del Col degli Orsi e il bivacco Meneghello, dove era possibile avessero trascorso la notte.

Durante la perlustrazione i soccorritori hanno notato la presenza di tracce verso Pejo e quindi sono state portate in quota le squadre per un controllo lungo la Normale del San Matteo.

Cambiano percorso senza dirlo

In contemporanea, dalle verifiche presso i rifugi della zona si scopre che il gruppo era disceso verso Pejo e stava rientrando in Valfurva.

Quando si pianifica un’escursione in montagna e, per diverse ragioni, si decide di modificare l’itinerario, è fortemente consigliato avvisare subito i rifugisti della zona, i familiari e chiunque possa informare i soccorritori del cambiamento, per evitare una la mobilitazione di mezzi e risorse non necessaria.

Scendono di notte al buio e ritardano, li trovano i soccorritori

Al buio i sentieri di montagna possono presentare insidie evitabili di giorno e quindi è sempre opportuno avere con sé una buona torcia elettrica o una lampada frontale, utili anche per eventuali segnalazioni.

L’oscurità, inoltre, ritarda i tempi di percorrenza.

Se si decide poi di cambiare itinerario oppure gli orari sono diversi da quanto previsto, è necessario dare informazioni precise, per evitare di allarmare chi ci sta aspettando e quindi di muovere i soccorsi.

Infine, se non si è ottimi conoscitori della zona ed esperti di montagna, è meglio fermarsi a dormire in un rifugio, dove ci si può riposare e mangiare e c’è sempre la possibilità di avvisare a casa dei cambi di programma.

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