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Sondrio, cambiano i limiti per i cacciatori: la Provincia aggiorna le regole dopo quasi 20 anni

caccia in valtellina

Caccia in Valtellina – Dopo quasi vent’anni la Provincia di Sondrio rivede i limiti massimi per i cacciatori, adeguando la pianificazione venatoria a un territorio profondamente cambiato e a una fauna sempre più fragile. Il Consiglio provinciale ha approvato il nuovo documento che ridefinisce i posti caccia disponibili sulla base di dati aggiornati, superando parametri ormai datati risalenti al periodo 2001-2005.

Un passaggio considerato importante dall’amministrazione provinciale, che punta a rendere la gestione venatoria più aderente alla realtà attuale.

Negli ultimi anni, infatti, il territorio disponibile per la caccia si è progressivamente ridotto. A incidere sono stati soprattutto l’ampliamento delle aree protette, la crescita delle zone urbanizzate e l’introduzione di nuove fasce di rispetto attorno a strade e abitazioni. Cambiamenti che hanno reso necessario un aggiornamento complessivo dei criteri utilizzati per determinare il numero massimo di cacciatori ammessi.

Il riferimento principale resta il Tasp, il territorio agro-silvo-pastorale, cioè l’insieme delle aree naturali e rurali potenzialmente utilizzabili per l’attività venatoria.

Secondo i nuovi calcoli, elaborati anche grazie ai dati aggiornati forniti da Regione Lombardia nel 2023, il Tasp complessivo in provincia supera i 232mila ettari. Tuttavia, le superfici realmente cacciabili si fermano a circa 139mila ettari, con una riduzione significativa dovuta alla presenza di parchi, riserve naturali, oasi di protezione e aree interdette alla caccia.

Sulla base di questi numeri è stato ricalcolato anche il tetto massimo dei cacciatori ammissibili. Applicando l’indice regionale di densità venatoria, il limite teorico fissato per il 2026 sarà di 2.964 cacciatori complessivi sul territorio provinciale. Un dato che non coinvolge i residenti, ma riguarda soprattutto i cacciatori foranei.

Il documento approvato fotografa inoltre una situazione faunistica in evoluzione e, in alcuni casi, preoccupante. Diverse specie simbolo dell’ambiente alpino mostrano infatti segnali di diminuzione. Tra queste la pernice bianca, il fagiano di monte e la lepre bianca. Anche alcune popolazioni di ungulati, come il camoscio, registrano cali in diverse aree della provincia.

Proprio per questo la Provincia ha deciso di mantenere e rafforzare il sistema delle cacce di specializzazione, introducendo limiti più calibrati sulla reale consistenza delle specie presenti e puntando a una gestione più prudente dell’attività venatoria. L’obiettivo è anche quello di rafforzare il legame tra i cacciatori e il proprio comprensorio, incentivando attività di monitoraggio ambientale, censimenti faunistici e interventi di gestione del territorio.

Restano invece invariati i limiti relativi agli appostamenti fissi per la caccia alla migratoria: il numero massimo rimane fissato a 53 strutture sull’intero territorio provinciale, nonostante quelle oggi effettivamente attive siano meno della metà.

Caccia in Valtellina

Piano faunistico venatorio e calendario venatorio 2025-2026

Il Servizio Caccia e Pesca ha pubblicato la mappa interattiva dei confini degli istituti territoriali in base al Piano faunistico venatorio vigente, comprensiva delle aree già protette per effetto di altre leggi e disposizioni.

La mappa Mappa interattiva Piano Faunistico Venatorio riporta i confini degli istituti territoriali in base al Piano faunistico venatorio vigente.

Comprensori alpini e Settori di caccia ungulati.

Oasi di Protezione e Zone di Ripopolamento e Cattura (divieto caccia).

Zone speciali di limitazione parziale della caccia.

Zone addestramento cani.

Zona di minor tutela.

Inoltre si visualizzano le aree già protette per effetto di altre leggi e disposizioni, e cioè riserve naturali, foreste demaniali, monumenti naturali, Parco nazionale dello Stelvio.

Sorpreso a cacciare di sera, denunciato bracconiere a Gordona

Caccia in Valtellina calendario venatorio 

Scarica il calendario venatorio provinciale 2025-2026

In provincia di Sondrio il territorio agro-silvo-pastorale utile alla caccia, defalcati gli ettari del Parco Nazionale dello Stelvio, delle aziende faunistico-venatorie, delle oasi di protezione, delle zone di ripopolamento e cattura, degli ambiti protetti individuati dal Consorzio Parco Orobie Valtellinesi, risulta essere di ettari 208.756.

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