Parco delle Orobie Valtellinesi – Due terzi dei contributi regionali destinati alle manutenzioni straordinarie saranno utilizzati per raccogliere e conservare l’acqua piovana in quota.Â
La siccità in Valtellina non risparmia le alte quote. Per far fronte alla crescente carenza d’acqua durante i mesi estivi, il Parco delle Orobie Valtellinesi punta sul recupero delle pozze d’abbeverata e dei piccoli stagni presenti negli alpeggi, fondamentali sia per le attività agricole sia per la fauna selvatica.
Il progetto prevede di destinare circa due terzi dei contributi regionali annui per le manutenzioni straordinarie, pari complessivamente a circa 200 mila euro, a interventi finalizzati alla raccolta e alla conservazione dell’acqua piovana.
Siccità in quota: cambia la gestione dell’acqua negli alpeggi
Sul versante orobico valtellinese la disponibilità di acqua non aveva rappresentato, fino a pochi anni fa, una particolare criticità . Negli ultimi tempi, però, durante l’estate le precipitazioni sono diventate sempre più irregolari, con lunghi periodi asciutti alternati a temporali improvvisi e violenti.
Una situazione che rende necessario ripensare la gestione della risorsa idrica anche negli alpeggi.
L’obiettivo è quello di recuperare già dalla prossima estate alcune pozze d’abbeverata oggi interrate, evitando che la mancanza d’acqua costringa gli allevatori a riportare anticipatamente il bestiame nel fondovalle.
Pozze d’abbeverata fondamentali per allevamenti e biodiversitÃ
Le pozze d’abbeverata e i piccoli stagni presenti sui pascoli delle Orobie non rappresentano soltanto un elemento caratteristico del paesaggio alpino. Sono veri e propri presìdi per la vita in quota.
Una gestione attenta, successiva al loro ripristino, consentirebbe infatti di garantire una maggiore disponibilità d’acqua per gli animali allevati durante la stagione d’alpeggio e, contemporaneamente, di salvaguardare numerose specie selvatiche.
Il Parco delle Orobie Valtellinesi ha già contattato i Comuni proprietari di molti degli alpeggi attivi durante l’estate, coinvolgendo anche caricatori e produttori per individuare le principali necessità di intervento.
Parallelamente, gli uffici stanno definendo le priorità dal punto di vista faunistico e valutando il valore in termini di biodiversità delle diverse pozze e degli stagni presenti sul territorio.
La carenza d’acqua mette in difficoltà anche la fauna selvatica
Gli effetti della siccità non riguardano soltanto il bestiame.
Tra le specie maggiormente esposte alle conseguenze della mancanza d’acqua ci sono anche gli stambecchi.
La stagione siccitosa produce quindi conseguenze sull’intero ecosistema alpino, rendendo sempre più urgente una gestione razionale e programmata della risorsa idrica in quota.
Il recupero delle pozze d’abbeverata diventa così uno strumento concreto non soltanto per sostenere l’attività degli alpeggiatori, ma anche per aumentare la capacità delle Orobie Valtellinesi di affrontare periodi di siccità sempre più frequenti e tutelare la biodiversità delle terre alte.
Visitare il Parco delle Orobie con la Joëlette







