Borgo lombardo senza auto – Un angolo segreto della Valchiavenna dove il tempo sembra essersi fermato
C’è un luogo, incastonato tra le montagne della Lombardia, dove le auto non arrivano, il traffico non esiste e il silenzio è una presenza tangibile. Questo luogo è Codera, piccolo borgo alpino situato nel territorio di Novate Mezzola, in provincia di Sondrio. Per raggiungerlo bisogna camminare. E già questo dettaglio racconta molto della sua identità.
Codera non è una meta da “weekend mordi e fuggi”. Non è un borgo instagrammabile costruito per attrarre folle. È un luogo che ha scelto – e continua a scegliere – l’autenticità. Per arrivarci si percorre un sentiero che parte dalla località Mezzolpiano e si snoda tra boschi e panorami mozzafiato, con un dislivello che mette alla prova ma regala emozioni vere. Questo isolamento naturale ha permesso al borgo di resistere al turismo di massa, mantenendo intatta la sua anima.
Il borgo dove non vive quasi nessuno
Negli anni ’50 Codera contava oltre 500 abitanti. Oggi i residenti stabili sono pochissimi, ma il borgo non è morto. Anzi. È diventato simbolo di un modello alternativo di sviluppo turistico, basato su lentezza, rispetto e consapevolezza. Qui non troverai resort di lusso o negozi di souvenir, ma case in pietra, vicoli silenziosi e una comunità che custodisce la memoria del territorio.
Il fascino di Codera sta proprio nella sua essenzialità. L’assenza di infrastrutture invasive ha preservato il paesaggio e l’architettura originale. Le abitazioni sono costruite in granito locale, con tetti in piode e dettagli che raccontano una storia secolare. Ogni angolo del borgo parla di un passato fatto di agricoltura, allevamento e vita comunitaria.
Visitare Codera significa fare un passo indietro nel tempo, ma anche uno avanti nella consapevolezza. In un’epoca dominata dall’overtourism, questo piccolo borgo rappresenta una scelta controcorrente, un invito a rallentare e a riscoprire il valore delle cose semplici. È la dimostrazione concreta che un turismo diverso è possibile.
Perché Codera è diventata simbolo di turismo lento e sostenibile
Negli ultimi anni si parla sempre più spesso di turismo lento, sostenibile e responsabile. Codera è uno degli esempi più autentici di questa filosofia applicata alla realtà. Non per strategia di marketing, ma per necessità geografica e scelta culturale.
Il fatto che il borgo sia raggiungibile solo a piedi o in elicottero (per emergenze o trasporti eccezionali) ha creato una selezione naturale dei visitatori. Arriva a Codera chi è disposto a impegnarsi, a camminare, a guadagnarsi l’esperienza. Questo filtro ha impedito l’arrivo del turismo di massa e ha favorito un flusso più consapevole e rispettoso.
Un ruolo fondamentale nella rinascita del borgo è stato svolto dall’associazione Amici di Codera, che dagli anni ’70 si impegna nella valorizzazione culturale e ambientale del territorio. Grazie a interventi mirati di recupero e manutenzione, molte abitazioni sono state ristrutturate nel rispetto delle tecniche tradizionali. Il risultato è un equilibrio raro tra conservazione e vivibilità.
Codera è anche punto di partenza per escursioni verso il lago di Codera e il bivacco Brasca, mete amate dagli appassionati di montagna. Tuttavia, nonostante la bellezza dei paesaggi, il borgo non è mai stato trasformato in un parco tematico. Non ci sono grandi strutture ricettive, ma piccoli rifugi e ospitalità diffusa che mantengono un rapporto diretto con il visitatore.
Borgo lombardo senza auto
Questo modello dimostra che la sostenibilità non è solo una parola di moda, ma una pratica concreta. Limitare l’accesso, preservare l’architettura originaria, promuovere attività a basso impatto ambientale: sono tutte scelte che hanno permesso a Codera di restare fedele a sé stessa.
In un mondo dove molte località alpine sono state stravolte da impianti sciistici e seconde case, Codera rappresenta una voce fuori dal coro. È la prova che si può vivere – e far vivere – la montagna senza consumarla.














