Amazon Business – Avevamo appena sentito l’ennesimo politico locale sposare con entusiasmo la frase simbolo dei commercianti “ogni negozio che chiude, non è solo un’attività che scompare, ma un pezzo di città che se ne va”, ma poi, anche se per un importo che di certo non sposta i bilanci aziendali, abbiamo scoperto che l’Amministrazione Provinciale di Sondrio si rifornisce con Amazon Business.
Che il servizio informatico della Provincia abbia necessità di acquisire vari prodotti per esigenze degli uffici è normale, come è abbastanza scontato anche che l’ente abbia verificato che i costi di tali attrezzature, reperibili sulla piattaforma Amazon Business (già attivata), siano economicamente vantaggiosi.
Forse un po’ meno, ma ovviamente è soggettivo, che per 1.621,34 euro di fornitura (determinazione n. 1171 del 24 settembre 2025), si valuti di risparmiare (chissà quali cifre…) appoggiandosi a quello che in campagna elettorale, quindi per 365 giorni all’anno per la classe politica italiana, viene definito come il male assoluto del commercio in montagna.
Non sarà l’unico ente pubblico italiano a farlo, ma di certo stride con tutta la retorica del commercio in crisi nelle zone svantaggiate o presunte tali. Se si vuole essere coerenti, ovviamente.
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Del resto “Anche gli angeli mangiano fagioli”, e sicuramente tra le pieghe degli albi pretori locali si trovano altri provvedimenti peggiori, come progetti che costano centinaia di migliaia di euro da anni e che si fanno notare per conferenze con più speaker che pubblico in sala, ma quello di rifornirsi su Amazon per un ente pubblico 100% montano resta un gesto simbolico, ma significativo. In tanti sensi.
Gli esordi di Amazon: da una libreria online a un colosso mondiale
La storia di Amazon inizia nel 1994, quando Jeff Bezos decise di lasciare il proprio lavoro nel settore finanziario per puntare sulle possibilità offerte da Internet, che in quegli anni stava iniziando a diffondersi rapidamente. Bezos fondò l’azienda nello Stato di Washington e scelse inizialmente di concentrarsi sulla vendita di libri online.
I libri rappresentavano infatti un prodotto particolarmente adatto al commercio elettronico: esistevano milioni di titoli differenti e un negozio tradizionale, per evidenti limiti di spazio, non poteva mettere a disposizione dei clienti un catalogo altrettanto ampio. L’obiettivo era quindi sfruttare Internet per creare una libreria virtuale caratterizzata da una scelta molto più vasta rispetto a quella disponibile nei normali punti vendita.
La prima sede dell’azienda era estremamente semplice e si trovava nell’area di Seattle: nell’immaginario collettivo è rimasto famoso soprattutto il garage della casa di Bezos a Bellevue, simbolo degli inizi modesti di quella che sarebbe diventata una delle più grandi imprese tecnologiche del mondo. Anche i primi tavoli da lavoro riflettevano questa filosofia essenziale: alcuni vennero realizzati utilizzando delle porte alle quali erano state aggiunte delle gambe. Il nome scelto per l’azienda fu Amazon, ispirato al Rio delle Amazzoni e all’idea di qualcosa di straordinariamente grande, proprio come avrebbe dovuto essere il catalogo della nuova libreria digitale.
Il debutto di Amazon.com e la crescita dei primi anni
Il vero debutto commerciale avvenne nel luglio del 1995, quando Amazon.com aprì le sue porte virtuali come libreria online. Uno dei primi segnali del potenziale dell’idea arrivò praticamente subito: entro la fine del primo mese Amazon aveva già spedito libri in tutti i 50 Stati americani e in 45 Paesi. Il primo libro venduto attraverso il sito fu Fluid Concepts and Creative Analogies di Douglas Hofstadter, acquistato da John Wainwright.
Nei primi tempi il funzionamento dell’azienda era molto diverso da quello attuale: Bezos e il piccolo gruppo di collaboratori si occupavano direttamente di numerose attività , dalla gestione del sito alla preparazione degli ordini. La crescita, però, fu estremamente rapida. Amazon puntò fin dall’inizio su elementi destinati a diventare centrali nel commercio elettronico, come ampiezza del catalogo, facilità di ricerca, prezzi competitivi, recensioni degli utenti e raccomandazioni personalizzate.
Nel 1997 Amazon fece il suo ingresso in Borsa, quotandosi al Nasdaq con il simbolo AMZN. Poco dopo iniziò ad andare oltre i libri: nel 1998 arrivarono, tra le altre cose, musica e video. Gli esordi di Amazon mostrano quindi come un’attività nata come libreria su Internet sia riuscita a trasformare la vastità del catalogo e la comodità dell’acquisto online in un modello di business destinato a espandersi ben oltre il settore editoriale.









