Mercoledì 18 maggio 2022

Vince ancora la visione delle nuove strade che aumentano auto e traffico

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Passano i lustri, ma in provincia di Sondrio non si riesce ad uscire dall’assunto che servano nuove strade per decongestionare il traffico. Che chissà come mai non smette di aumentare, nonostante tangenziali, varianti e rotonde ad minchiam, con code infinite nei giorni di maggiore afflusso che accompagnano il rientro a casa dei turisti.
L’unica strada che abbiamo sarebbe sufficiente se servisse solo i 180mila abitanti provinciali. Non dovrebbe essere impossibile fare due calcoli anche ai refrattari alle aule scolastiche nelle stanze del potere.
Per liberarsi del traffico servono meno auto, che non diminuiscono se vengono costruite nuove (auto)strade. Al contrario, si ottengono più auto e maggiore traffico. Basterebbe varcare una qualunque sede universitaria dove si studiano questi temi (spesso al primo anno di corso).
Ma niente. L’attuale rete stradale valtellinese costringe, anzi obbliga, in particolare i turisti, ad utilizzare l’automobile, con il risultato che saremo costretti a costruire nuove strade, che aumenteranno il traffico, che obbligheranno a realizzare nuove strade. Non ne usciremo mai.
Da Bormio a Milano in 5 ore 
Mentre la provincia di Sondrio, in particolare verso l’Alta Valtellina, ha solo necessità di una reale ed efficiente rete di trasporto pubblico attiva 12 mesi all’anno. Che sia quindi anche a servizio del turismo provinciale. Ma non solo nei weekend, a Natale e Ferragosto.
Sono due visioni opposte. Una, che costerebbe centinaia, forse migliaia di volte in meno, vede in una rete di trasporto pubblico locale con offerta puntuale e capillare, adeguatamente dimensionata e a prezzi accessibili la soluzione di chi vive nel futuro e non rincorre vecchi e superati paradigmi.
Si risparmierebbero gli impatti negativi e le conseguenze ambientali dovuti alle nuove infrastrutture, perché il cemento non lo cerchi sulle preferenze di Trivago come il Wi-fi, e se il trasporto pubblico locale fosse anche ecologico sarebbe un plus di richiamo anche comunicativo.
Se non si possono sostituire le auto, serve ottimizzarne l’uso.
Nel frattempo “con le mani, con le mani, con le mani, ciao ciao”, ma in coda.
Le code al Campone di Tirano verranno risolte dalla tangenziale?
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