Vecchi gettoni telefonici nel cassetto? Guarda queste 4 cifre prima di buttarli
Per anni sono rimasti nelle tasche degli italiani, nei portamonete e accanto ai telefoni pubblici. Oggi i vecchi gettoni telefonici sono quasi completamente scomparsi dalla vita quotidiana, ma continuano a comparire nei cassetti delle case, nelle vecchie scatole dei nonni o durante lo sgombero di cantine e soffitte.
Se ne hai trovato uno, non avere fretta di buttarlo.
Quel piccolo disco di metallo potrebbe essere semplicemente uno dei tantissimi gettoni prodotti in Italia nel corso del Novecento. In alcuni casi, però, può trasformarsi in un interessante oggetto da collezione.
Il primo dettaglio da osservare è molto semplice e si trova direttamente sul gettone: un codice formato da quattro cifre.
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Numeri come 7607, 7704, 7803 o 7901 non sono casuali. Permettono di ricavare informazioni sulla produzione del gettone e rappresentano uno dei primi elementi utilizzati per identificarlo.
Ma attenzione: il numero da solo non stabilisce quanto vale un gettone telefonico. Per arrivare a una valutazione bisogna considerare anche produttore, variante, rarità e condizioni dell’esemplare.
Ed è proprio qui che la faccenda diventa interessante.
Hai trovato un vecchio gettone telefonico? Guarda queste quattro cifre
Prendi il vecchio gettone telefonico e osservalo attentamente.
Su molti degli esemplari italiani più conosciuti è presente un numero composto da quattro cifre. Si tratta di una sorta di carta d’identità del gettone.
Il sistema è relativamente semplice: le prime due cifre indicano l’anno, mentre le ultime due fanno riferimento al mese di produzione.
Il codice 7607, ad esempio, indica luglio 1976.
Un gettone 7803 è invece riconducibile a marzo 1978, mentre un 7901 corrisponde a gennaio 1979.
Questa caratteristica riguarda in particolare la produzione di massa del modello moderno iniziata nel 1959.
Il numero permette quindi di capire immediatamente quando è stato realizzato il gettone, ma sarebbe un errore fermarsi qui.
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Data di produzione e valore non sono la stessa cosa.
Un gettone prodotto in un determinato mese può essere comune, mentre una particolare combinazione di data, produttore e variante può risultare maggiormente interessante per chi colleziona questi oggetti.
Le sigle dei gettoni telefonici che attirano l’attenzione
È probabilmente la parte che interessa maggiormente chi ha appena trovato alcuni gettoni in casa: quali numeri bisogna controllare?
Nel mercato collezionistico e nelle guide dedicate ai gettoni italiani vengono segnalate alcune combinazioni considerate interessanti da verificare con maggiore attenzione.
Tra quelle che ricorrono più spesso troviamo sigle come 6505, 7110, 7304, 7607, 7704 e 7803.
Se possiedi un gettone con uno di questi codici, può quindi essere utile approfondire l’identificazione.
Ma c’è una precisazione fondamentale.
Avere uno di questi numeri non significa automaticamente possedere un gettone da centinaia di euro.
Online si trovano annunci con richieste economiche molto elevate e questo può facilmente creare aspettative poco realistiche.
Un prezzo pubblicato su un sito di annunci indica semplicemente quanto il proprietario desidera ottenere. Non dimostra che qualcuno abbia effettivamente acquistato quel gettone a quella cifra.
Per conoscere il possibile valore di un vecchio gettone telefonico bisogna confrontare esemplari realmente equivalenti e, quando possibile, osservare i risultati delle vendite concluse.
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Quanto possono valere i vecchi gettoni telefonici?
Non esiste un prezzo valido per tutti.
I gettoni telefonici comuni prodotti in grandi quantità possono avere un valore collezionistico modesto, soprattutto quando presentano evidenti segni di usura.
La situazione può cambiare con esemplari meno comuni, particolari varianti o gettoni appartenenti alle prime produzioni italiane.
Il prezzo può dipendere dalla combinazione di diversi elementi: rarità , data, produttore, variante, domanda dei collezionisti e stato di conservazione.
Due gettoni apparentemente uguali possono quindi essere valutati in maniera molto diversa.
È anche il motivo per cui bisognerebbe diffidare delle tabelle online che attribuiscono automaticamente una cifra precisa a ogni codice.
Il mercato del collezionismo non funziona come un listino prezzi.
Il valore reale è quello che un collezionista è disposto a pagare per quello specifico esemplare, nelle condizioni in cui si trova.
Non controllare solamente il numero: cerca anche queste lettere
C’è un altro dettaglio che molti ignorano.
Oltre al codice numerico, sui gettoni telefonici italiani possono comparire sigle riconducibili alle aziende produttrici.
Tra quelle che si possono incontrare figurano ESM, IPM, UT e CMM.
Queste lettere aiutano a classificare con maggiore precisione il gettone e possono essere importanti quando si cerca di distinguere una produzione da un’altra.
La ESM era la Emilio Senesi Medaglie, mentre IPM indicava Industria Politecnica Meridionale. Tra i produttori figuravano anche CMM e Urmet.
Dagli anni Settanta diversi produttori iniziarono infatti ad apporre il proprio logo sui gettoni.
Per una prima identificazione è quindi consigliabile controllare sempre numero, logo del produttore, scritte, scanalature e condizioni generali.
Più informazioni si raccolgono, più semplice diventa capire quale esemplare si possiede realmente.
I gettoni più vecchi raccontano un’altra storia
I classici gettoni color bronzo che molti ricordano non rappresentano l’inizio della loro storia.
Bisogna tornare indietro fino al 1927.
In quell’anno la STIPEL, società che gestiva il servizio telefonico in Piemonte e Lombardia, realizzò i primi gettoni italiani in occasione della Fiera Campionaria di Milano.
Erano oggetti molto diversi da quelli che sarebbero successivamente diventati familiari a milioni di persone.
Questi primi gettoni potevano essere utilizzati esclusivamente negli apparecchi telefonici presenti all’interno della Fiera.
Un altro passaggio importante arrivò nel 1945, quando la TETI realizzò un gettone caratterizzato dalle tre scanalature e utilizzabile nei telefoni pubblici.
Nel 1959 iniziò invece la produzione di massa del gettone moderno che sarebbe rimasto nell’immaginario collettivo italiano per decenni.
La produzione terminò nel 1980, anche se i gettoni continuarono a essere utilizzati molto più a lungo.
Se trovi un gettone STIPEL del 1927, osservalo bene
Tra gli esemplari storicamente più affascinanti ci sono proprio i gettoni STIPEL del 1927.
Non vanno confusi con i comunissimi gettoni telefonici degli anni Settanta.
Gli esemplari originali possono presentare la sigla S.T.I.P.E.L., il riferimento all’anno 1927 e raffigurazioni legate ai telefoni dell’epoca.
Esistono inoltre differenti tipologie e varianti.
Proprio queste caratteristiche fanno sì che un vecchio gettone STIPEL meriti una valutazione specifica, soprattutto se conservato in buone condizioni.
Anche in questo caso è però sconsigliato attribuire autonomamente un valore sulla base di un singolo annuncio trovato online.
Per gli esemplari più antichi la differenza tra una variante comune e una rara può essere importante e richiede una corretta identificazione.
Lo stato di conservazione può cambiare completamente la valutazione
Hai trovato il codice interessante e il produttore giusto? C’è ancora un elemento fondamentale da controllare: come è conservato il gettone.
Nel collezionismo le condizioni dell’oggetto possono incidere notevolmente sulla sua appetibilità .
Un gettone con bordi integri, scritte nitide e superficie ben conservata può risultare molto più interessante dello stesso esemplare pesantemente consumato.
Graffi profondi, colpi, ossidazione, abrasioni e deformazioni possono invece ridurne il valore.
Nel settore numismatico vengono comunemente utilizzate classificazioni come MB, BB, SPL e FDC, che indicano differenti livelli di conservazione.
Un esemplare eccezionalmente conservato può quindi essere valutato diversamente rispetto a uno identico che ha trascorso decenni passando da una cabina telefonica all’altra.
Hai trovato un gettone strano? Potrebbe non essere un errore raro
Capita inoltre di trovare gettoni con scritte apparentemente anomale, scanalature particolari o altri dettagli insoliti.
La tentazione è pensare immediatamente a un errore di produzione raro.
Non sempre è così.
Un’anomalia nata durante il processo produttivo può effettivamente avere interesse per un collezionista. Bisogna però distinguerla dai normali danni provocati dalla circolazione.
Un graffio, un colpo sul bordo o una deformazione provocata dopo la produzione non trasformano automaticamente un gettone comune in un esemplare raro.
Se il pezzo presenta una caratteristica insolita, quindi, è preferibile fotografarlo e confrontarlo con esemplari catalogati.
Per i casi potenzialmente importanti, la strada migliore resta una valutazione professionale.
L’errore da evitare: non lucidare il gettone
Hai appena trovato un vecchio gettone annerito dal tempo e stai pensando di renderlo nuovamente brillante?
Meglio non farlo.
Paste abrasive, prodotti per lucidare i metalli e altri trattamenti possono modificare permanentemente la superficie.
Una pulizia aggressiva può creare micrograffi, rimuovere la patina naturale e rendere meno interessante l’oggetto agli occhi di un collezionista.
L’aspetto originale è infatti un elemento importante nella valutazione.
Se pensi di avere trovato un gettone telefonico raro, conservalo quindi esattamente nelle condizioni in cui si trova almeno fino a quando non sarà stato identificato.
Come controllare i vecchi gettoni trovati in casa
La prima verifica può essere effettuata in pochi minuti.
Osserva entrambi i lati del gettone sotto una buona luce e individua innanzitutto il codice numerico di quattro cifre.
Controlla poi se compare una sigla come ESM, IPM, UT o CMM e osserva attentamente scritte, scanalature e bordi.
Verifica infine lo stato generale della superficie.
Se possibile, realizza fotografie nitide del fronte e del retro, senza filtri e con una buona illuminazione naturale.
Queste immagini possono essere molto utili per confrontare il gettone con quelli presenti nei cataloghi o per chiedere un parere a un esperto.
Se l’esemplare sembra particolarmente antico, presenta una variante insolita oppure appartiene alle prime produzioni, può essere opportuno rivolgersi a un numismatico professionista o a una casa d’aste specializzata.
Prima di buttarli, vale la pena dare un’occhiata
Per chi è cresciuto prima della diffusione dei telefoni cellulari, i vecchi gettoni telefonici sono soprattutto un concentrato di ricordi.
Bastava infilarne alcuni in tasca prima di uscire di casa per avere la possibilità di telefonare da una cabina.
Oggi quelle cabine sono quasi completamente scomparse e i gettoni sono diventati testimonianze materiali di un’epoca che sembra molto più lontana di quanto non sia realmente.
La maggior parte degli esemplari trovati nei cassetti non nasconde necessariamente un piccolo tesoro.
Alcuni, però, possono essere interessanti per i collezionisti.
Per questo, prima di buttarli, bastano pochi secondi per controllare le quattro cifre, il produttore e lo stato di conservazione.
E se tra i gettoni dimenticati in casa dovesse comparire un esemplare particolarmente antico o insolito, potrebbe valere la pena farlo esaminare più attentamente.
A volte il dettaglio più importante è proprio quel piccolo numero che per decenni nessuno aveva pensato di guardare.















