Nel contesto della mobilità sostenibile, l’AdBlue si è imposto come elemento imprescindibile per i motori diesel.
Negli ultimi anni, numerosi automobilisti italiani hanno segnalato problemi diffusi legati a questo liquido, generando una crescente preoccupazione tra consumatori, officine e case automobilistiche. Le difficoltà riguardano soprattutto i modelli di brand come Stellantis, Mercedes, Ford e Volkswagen, quest’ultima al centro di importanti novità industriali e strategiche nel 2024 e 2025.
L’AdBlue, o AUS32, è una soluzione acquosa di urea tecnica al 32,5%, utilizzata nei sistemi di riduzione selettiva catalitica (SCR) per abbattere fino al 90% gli ossidi di azoto (NOx) nei gas di scarico dei veicoli diesel. Nonostante l’indiscutibile valore ambientale, la sua gestione tecnica presenta criticità che si traducono in guasti frequenti e onerosi.
Tra i difetti più comuni vi sono la cristallizzazione e la formazione di incrostazioni calcaree attorno agli iniettori AdBlue, fenomeno che compromette il corretto flusso del liquido nel sistema SCR. Questo genera malfunzionamenti del sistema di iniezione, con conseguente accensione di spie motore, riduzione delle prestazioni e, in casi estremi, attivazione della modalità di protezione che limita la velocità del veicolo. Un’altra componente critica è la pompa AdBlue, soggetta a blocchi meccanici ed errori elettronici causati dall’accumulo di cristalli, spesso non riparabile e costosa da sostituire.
Questi problemi sono stati riscontrati in particolare su modelli dei gruppi Volkswagen, Stellantis, Mercedes-Benz e Ford, con richiami ufficiali e aggiornamenti software avviati da alcuni produttori per contenere il fenomeno. Tuttavia, rimangono situazioni di malfunzionamento non coperte da garanzia, con riparazioni a carico dei proprietari, che possono superare i 1.000-2.000 euro.
Strategie di prevenzione e manutenzione consigliata
Gli esperti del settore sottolineano come molte delle criticità legate all’AdBlue possano essere mitigate attraverso una manutenzione ordinaria regolare e l’uso di additivi specifici, come l’additivo 2151 MotorSistem. Questo prodotto innovativo è formulato per prevenire la formazione di sali e calcare attorno agli iniettori, migliorando la vaporizzazione e garantendo una maggiore efficienza del sistema di iniezione.
È fondamentale utilizzare AdBlue certificato e di alta qualità, conforme alla specifica ISO 22241, per evitare impurità che possono danneggiare irreparabilmente il catalizzatore e gli altri componenti del sistema SCR. La conservazione del liquido deve avvenire in condizioni di temperatura controllate, tra -10°C e 30°C, e in contenitori idonei per prevenire contaminazioni e degradazioni.
Inoltre, l’uso discontinuo del veicolo, le temperature estreme e la scarsa attenzione alla manutenzione preventiva sono fattori aggravanti che aumentano la probabilità di guasti.

Le implicazioni legali e il ruolo delle case automobilistiche(valtellinamobile.it)
Le autorità italiane hanno rafforzato i controlli sui sistemi di trattamento dei gas di scarico, con sanzioni amministrative che possono raggiungere i 4.000 euro per chi viene sorpreso a manomettere illegalmente il sistema AdBlue o il filtro antiparticolato (FAP). Oltre alle multe, sono previsti il ritiro della carta di circolazione e il fermo amministrativo fino a tre mesi. Questo ha spinto alcuni automobilisti ad affidarsi a soluzioni illegali, aggravando ulteriormente la situazione.
Dal lato delle case automobilistiche emerge una responsabilità condivisa ma spesso rimandata: i produttori riconoscono la presenza di malfunzionamenti ricorrenti, ma molte riparazioni restano a carico del cliente, generando insoddisfazione e controversie. Nel caso di Volkswagen, dopo un 2024 segnato da un calo delle vendite del 18,8% e una quota di mercato europea scesa all’11%, nel novembre 2025 è stato annunciato il trasferimento della parte di sviluppo hardware, software e nuovi modelli in Cina, concentrandosi sul mercato interno asiatico. Questo cambiamento potrebbe influenzare la progettazione e la gestione futura dei sistemi di emissione, incluso l’AdBlue.
Il valore dell’AdBlue nella sostenibilità e il futuro del diesel
L’adozione dell’AdBlue è stata una tappa fondamentale per rispettare la normativa Euro 6, con l’obiettivo di migliorare la qualità dell’aria e ridurre l’impatto ambientale del settore automobilistico. Nonostante ciò, le difficoltà tecniche e i costi associati hanno alimentato un acceso dibattito sulla sostenibilità economica e ambientale del diesel in un’epoca di crescente interesse per le motorizzazioni elettriche e ibride.
In Italia, la diffusione dell’AdBlue è supportata anche da una rete capillare di distribuzione, con migliaia di stazioni di rifornimento e la disponibilità del liquido in taniche e fusti per autotrazione e veicoli commerciali. Tuttavia, la sfida rimane quella di garantire affidabilità e trasparenza ai consumatori, riducendo al minimo i rischi di guasti e le conseguenze negative sulla circolazione stradale.

Le problematiche tecniche dell’AdBlue e i modelli più coinvolti(valtellinamobile.it) 








